ATTUALITÀ

LA LORO AFRICA: STORIA DEI BAMBINI “STREGA” DELLA NIGERIA E DEL CONGO

Vivere nell’Africa di oggi non è facile e lo è ancora meno per i bambini “strega” accusati, per superstizione o paura, di stregoneria. Ogni anno sono migliaia i giovani, di età compresa tra gli otto e i quattordici anni, che subiscono questa condanna. Secondo la cultura popolare, questi bambini, sono portatori di influenze negative sulle loro famiglie e su tutti gli abitanti di un villaggio, esseri insoliti, particolari e soprattutto fuori dalla norma comunemente accettata. Semplicemente bambini più vivaci del solito, irrequieti, oppure affetti da qualche disabilità o anomalia genetica, come nel caso degli albini. Accusati di provocare malattie come dissenteria, malaria e tubercolosi, disconosciuti dalle proprie famiglie, vengono abbandonati, mutilati, uccisi dai portatori del virus atrocemente incurabile della superstizione e della malvagità. Colei che si è fatta portavoce e protettrice di quelle famiglie o comunità in cui sono presenti questi famigerati bambini “strega” è Helene Ukpabio, fondatrice del Liberty Foundation Gospel Ministries, sedicente chiesa di stampo evangelico e che in realtà risulta essere un’azienda votata al lucro. La Ukpabio, tramite la televisione nigeriana attua una sorta di proselitismo volto ad alimentare la paura verso il “diverso”, cercando di convincere le comunità riguardo la pericolosità di questi bambini e sul fatto che possano essere posseduti dal demonio e quindi compiere malefici.

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La “Lady” nigeriana illustra ai suoi adepti i vari sintomi delle possessioni demoniache, che, quasi sempre, corrispondo a quelli di malattie molto diffuse in quella zona d’Africa. Inutile dire che i rimedi da lei proposti sono atroci: veleni o acidi vengono, spesso, fatti ingerire a inconsapevoli bambini. Più volte, la donna, è stata denunciata da associazioni umanitarie di negazione dei diritti, l’ultimo, in ordine di temp, a lanciare questa accusa è stato Leo Igwe, attivista nigeriano per i diritti umani.

La Ukpabio, però, non è l’unica che fa della paura un vero e proprio business. Moltissimi preti hanno messo a disposizione le loro “abilità” da esorcisti chiedendo, in cambio, ingenti somme di denaro. Altri “ministri” hanno invece compiuto delle vere e proprie mutilazioni(vengono in genere asportate piccole parti di intestino ndr) su questi bambini, atte a purificarli ed eliminare le loro capacità “sovrannaturali”.shapeimage_1

A raccontare tutto questo sono i pochi, piccoli sopravvissuti, che per restare in vita, sono costretti a confessare peccati di cui non conoscono neanche il nome. Purtroppo, episodi del genere, sono frequenti. Uno dei tanti è quella di Nawanaokwo, un bambino albino accusato da un pastore locale di una delle sedicenti chiese sparse per l’Africa, costretto a ingerire dell’acido. Il piccolo è morto pochi giorni dopo. Una storia più recente parla, invece, di speranza. È quella del piccolo Hope, due anni, ritrovato da un’attivista danese in missione in Nigeria. Malnutrito e in fin di vita era stato abbandonato a se stesso, ma la sua forza di volontà, o forse la sua inconsapevolezza, gli hanno permesso di salvasi e sorridere a chi si fa testimone della sua storia.

 

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