ECONOMIA

QUANDO L’ALTRO SIAMO NOI: C’ERA UNA VOLTA L’EUROTTIMISTA

C’era una volta l’eurottimista che guardava con aria di sfida, saccente e sbruffone l’europessimista. Facce opposte di una stessa medaglia.

Tutto questo accadeva fino a non molto tempo fa.

L’ottimista oggi sembra un miraggio. Chi si sforza ancora di esserlo, guardandosi intorno, cambia idea facilmente.

L’ottimista sa che la deflazione è croce e delizia del nostro tempo, che è uno dei mali a cui l’Italia e l’Europa intera potevano andare incontro. Ed ecco che la deflazione è arrivata.

Adoriamo andare al supermercato e acquistare a prezzi più bassi prodotti che, fino a qualche giorno fa, costavano il doppio. Ma immaginiamo quanto questo agire sia un male per l’economia e la ripresa del paese?

Le certezze sono sempre poche, le riprese complicate e le paure su nuove crisi finanziarie tante. Ci mancava solo questa: tra democrazie allo sbando, partiti nazionali in disfacimento e l’euro-vittima sempre meno forte.

Purtroppo anche gli ottimisti hanno capito che la crisi c’è e che non è legata solo all’ economia. Alla base di essa c’è la sbagliata percezione dell’Unione Europea, la difficoltà generale che si ha nel cogliere i vantaggi della convivenza con altri paesi e altre culture. Ci si concentra solo sui disagi che  questo comporta. L’altro, chiunque esso sia, è diventato il nemico.

Allora meglio costruire barriere mentali, fisiche, sociali, economiche e rimanere al di qua delle frontiere nazionali lasciando ilnemico” fuori.

Il nemico è l’altro e l’altro non è solo il migrante che arriva sui  barconi da paesi afflitti da guerra e  terrorismo, l’altro possiamo essere noi alla ricerca di un lavoro in Germania, il figlio del vicino di casa che decide di trascorrere l’estate a lavorare come cameriere a Londra cosi’ imparo anche l’inglese”, il nemico, l’altro, siamo noi! Rifugiati e non, europei e non, chiunque non rientri nelle frontiere nazionali è l’altro.

Di esempi, purtroppo, ce ne sono sempre più, uno su tutti il caso Regno Unito”. Il ministro degli esteri Inglese Theresa May ha dichiarato, lo scorso agosto, la necessità di una stretta sull’immigrazione nel Regno Unito, riferendosi poi in maniera specifica all’ immigrazione italiana accusata di turismo del walfare”.

Nel 2004 Bauman scrisse: ” L’Europa non è qualcosa che si scopre, bensì una missione,qualcosa da fare,creare, costruire e occorre un sacco d’inventiva, senso di determinazione e lavoro sodo per compiere quella missione. Forse un lavoro che non finisce mai, una sfida a cui rispondere in toto, una prospettiva per sempre straordinaria.”

Noi, cosi’ abituati all’ordinario, saremo all’altezza della straordinarietà dell’utopia europea? Finché l’altro sarà visto come un problema e non come un’opportunità, l’idea di Europa sarà sempre un miraggio.

E intanto aspettiamo che l’eurottimista torni a farci visita.

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