QUANDO L’HOMO SAPIENS NON CONOSCEVA CENSURA

uomini a caccia‘’I lupi sono un popolo libero’’. Cosi recita Rudyard Kypling ne ‘’ Il secondo libro della giungla’’. Ci fu un tempo in cui i popoli erano liberi, correvano e cacciavano, esploravamo e imparavano, distruggevano e trasformavano. Poi, ad un certo punto, iniziarono a documentare il tutto sulle pareti rocciose delle loro casa. Senza filtri e ‘’depuratori’’ di coscienza.

Conclusasi questa fase di libertà preistorica, arrivò la civiltà e con essa la censura. Era il 443 a.C. quando, a Roma, venne istituito il munus censorum , un ufficio di censori con il compito di ‘’controllare’’ il censimento e i  beni primari della popolazioni . Non ci volle molto che a questo istituto di magistrati chiamati ‘’censori’’ si aggiunse il significato di giudizio  e controllo sulle attività di pensiero. Et voilà : era nata la censura.  

Una moltitudine di documenti ne è testimone . Ad Atene, vigeva la Costituzione di Solone, nel quale erano vietate le maldicente negli agoni, le gare e i giochi pubblici, nei santuari e nelle aule giudiziarie. Veniva severamente punita la beffa ad personam, esplicate nelle opere teatrali come la commedia. Con la notatio censoria, coloro che recavano infamia all’ arte teatrale, venivano puniti con la privazione del diritto di appartenenza alla tribù natale. Poi fu il tempo del pontifex maximus Giulio Cesare e delle sue campagne militari in Gallia, dove un esperto magistrato aveva il compito di vietare o approvare la diffusione di notizie.

Che dire, un vero e proprio lavoro di censura che non avrebbe fatto altro che svilupparsi con il sorgere e il tramontare delle lune.

Quando la censura giunse alle soglie del Medioevo, finì per divenire più severa poiché abbracciava vari campi come quello ecclesiastico e dottrinale. Ormai non si limitava più alla privazione dei diritti del singolo cittadino, ma ai trasgressori non c’era che la forca ad attenderli.

Nemmeno con il Rinascimento l’arte censoria divenne meno severa.

inquisizioneLa censura raggiunse l’apice superando di gran lunga quella dell’Inquisizione : ne sono un esempio la condanna a morte di Galileo Galilei e i roventi roghi di libri ed opere di artisti del peso di Michelangelo o Leonardo da Vinci ( da far accapponare la pelle dei critici) per mano  di Savonarola, nelle piazze di Firenze.

Il fuoco purificatore della censura bruciava i peccati della ‘’conoscenza ‘’ per la salvezza dell’anima. Non per niente, l’immagine ricorrente della censura è quella del rogo dei libri che ha attraversato i secoli dell’età classica fino ai nostri giorni. Quando gli imperi nascevano e finivano, la censura cambiava forma, si rafforzava attraversando la sabbia del tempo fino a raggiungere l’era moderna, virtuale e la stampa. Le civiltà si evolvono, cosi come,di pari passo la censura. 

Ritorneremo liberi solo quando riprenderemo a dipingere le pareti non più rocciose delle nostre case.

La Cueva de las Manos

 

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http://www.amicidilazzaro.it/index.php/i-numeri-dellinquisizione/

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