CULTURA

Debora Fogel: Manekinen Lieder

Il giorno in cui Debora Fogel compilò gli spazi bianchi delle carte ingiallite del suo quadernetto – macchiato d’inchiostro nerissimo – la meravigliosa intensità del suo pensiero e la sua anima poetica espressero un’autocoscienza della modernità e uno spirito d’avanguardia mai visti prima.

La grandezza incommensurabile del pensiero umano e filosofico della Fogel ha vita nella scrittura, nella stesura dolce, fresca, malinconica e ripetitiva dei suoi versi; e poiché è essenziale custodirne la memoria, per la loro unica, irripetibile profondità, per la prima volta in Italia, sarà pubblicata, in parti, una traduzione della raccolta poetica Manekinen lieder, della quale si son potuti leggere nella prima parte alcuni meravigliosi versi di Nebbia d’autunno.

Il linguaggio di Debora, che spesso può risultare ermetico, o al contrario infantile, bambinesco, si muove attraverso immagini quotidiane, fa della materia esterna una condizione intima, conduce il lettore in un mondo interiorizzato, lo travolge con una interiorità proiettata nelle piccole cose.

Per quanto riguarda i versi pubblicati, non ci si abitui ad un unico linguaggio di presentazione, poiché esso sarà mutevole: qui, in questa rubrica di resistenza umana, chiamata Antropofago, ogni cosa è possibile, ogni strumento diviene arte, possibile voce che possa stupire, commuovere, divertire, trasmettere la grandiosa intensità di poeti e artisti dimenticati o sconosciuti, preservarne la meravigliosa anima. Non verranno mai presentate in modo asettico le opere, lo scopo principale di Antropofago è quello di far rivivere gli autori al di fuori di un ambiente editoriale. In questo caso, si è scelto come strumento di proposta delle due poesie scelte, intitolate rispettivamente Manifestazioni e Manichini, il seguente audio:

 

 

I. Manifestazioni

Le giornate ormai non hanno alcuna differenza
fra loro.
L’angolo retto è la forma della nostra vita.

L’angolo retto è la dolce anima della monotonia:
quando una strada è lì, per tutti i giorni,
e inizia nella casa in cui si vive
ed è rinchiusa nella stessa casa
quando il sole si blocca all’altro lato,
l’angolo retto è l’anima della negazione.
Un treno grigio…tirando i suoi vagoni attraversa stazioni con una singola
lampada a petrolio
e scorge vasi grigi e blu, appesi alle pareti di calce verde,
un vaso grigio, uno blu, uno grigio…
Poi, i vagoni che trasportano il latte passano per le strade dove i fiori di nebbia,
nelle case, giacciono sulle pareti e sui tavoli…
e giacciono alle pareti e a i tavoli forme con occhi di vetro.

 

XII. Manichini

Tre manichini di porcellana rosa
sorridono perduti dietro lastre di vetro,
Sorridono così tristemente. Come stagno. Come carta.

Un braccio rosa è sollevato
un secondo braccio rosa è sollevato
il primo braccio rosa è sollevato…

Indossano abiti fruscianti blu:
quest’anno il colore blu va di moda...

Il mondo è un carosello di porcellana
con cieli azzurri di lino, con cieli di malleabile stagno dorato,
così adeso ai freddi gessati in nero…
e le elastiche dame in blu
non possono far altro
che sorridere con capelli laccati,
con occhi dipinti di celeste
e labbra dipinte di carminio.

Prima strada seconda strada poi una terza
si trasformano ogni due minuti e si trasformano ancora
e ancora…Fino a quando un secondo sole di carta
si posa sulle volte di lino.

E nient’altro è concesso,
se non sorridere scioccamente a tutto.

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