L’EDITORIALE: L’ARTE DI SAPER MANGIARE BENE

Nutrire il pianeta, energia per la vita.

Ammettiamolo, nonostante tutte le contestazioni fatte su Expo 2015, il tema scelto per l’esposizione universale di Milano ha stuzzicato, di molto, la curiosità di quanti hanno visto in questo evento, non solo un’occasione mediatica per l’Italia ma anche un pretesto per conoscere e comprendere l’affascinante e complesso mondo del cibo.

Il cibo: vera e propria croce e delizia degli esseri umani, da sempre al centro di discorsi profondi o profani, cardine attorno a cui ruotano le occasioni romantiche e mondane ma anche motivo di accordo e disaccordo. E’ un dato di fatto: le discussioni più importanti vengono fatte davanti una prelibata pietanza stellata o al cospetto di una succulenta pizza.

cibo

Ma, nonostante queste non siano semplici questioni contemporanee, le diatribe riguardo l’alimentazione carnivora o vegana, le discussioni sull’impatto aggressivo, che una produzione troppo intensiva ed economicamente vantaggiosa potrebbe causare al pianeta, la decisione di mangiare solo prodotti a chilometro zero o, essenzialmente, ciò che deriva dalla grande industria, pare proprio che, il nostro millennio, sia quello in cui il “ciò che mangiamo” viene messo costantemente sotto la lente d’ingrandimento.

Non importa se tutto ciò si verifichi per “colpa” della moda o di uno stile di vita salutista, il mondo sembra, finalmente, essere pronto a prendere in considerazione caleidoscopiche scelte riguardo un settore, quello dell’alimentazione, che fino a poco tempo prima, pareva essere ingabbiato tra le maglie della tradizione.

In questo secondo numero, Metis Magazine, si prefigge uno scopo ambizioso: quello di offrire ai propri lettori una panoramica, quanto più ampia, sul mondo del cibo e dell’alimentazione.

Lo faremo alla maniera di Metis, cercando di spaziare dall’attualità alla cultura, penetrando all’interno dell’affascinante mondo dello street food, cercando di comprendere le dinamiche che hanno portato diversi chef di chiara fama al suicidio, ascoltando le confidenza di Maria, una ragazza che, nonostante continui ad essere consapevole della propria fragilità, è riuscita a sconfiggere la bulimia, imparando a leggere le etichette apposte sulle confezioni dei prodotti e soprattutto cercando di capire cosa hanno da dirci.

Una tematica molto ampia e complicata ma allo stesso tempo ricca di stimoli e fascino e che ci potrebbe portare a capire perché, mentre “mangiare è una necessità, mangiare bene è una vera e propria arte”.

 

Valentina Nesi

 

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