OMOGENEIZZATI AGLI ESTROGENI: PSICOSI O RISCHIO REALE?

Spesso scaduti, con all’interno ingredienti di pessima qualità e stracolmi di pesticidi, steroidi e ormoni.

È la ricetta di molti degli omogeneizzati, che ogni giorno troviamo sugli scaffali dei supermercati, pronti per essere acquistati da genitori inconsapevoli che il più delle volte, facendo affidamento sul prestigio della marca, ne fanno incetta per i propri figli.

Colpa di un biologico che spesso non lo è, della smania di produrre una quantità sempre più vasta di prodotto e della disattenzione da parte dei produttori che, dislocando gli stabilimenti in Paesi nei quali la manodopera ha costi inferiori perdono di vista gli standard di controllo e di qualità.

Il risultato è l’aumento dei tassi di obesità infantile (secondo i dati dell’Oms si è passati dai 31 milioni di bambini in sovrappeso del 1990 ai 41 milioni del 2014), di telarca precoce, ossia lo sviluppo delle ghiandole mammarie in bambine ma anche bambini di poco più di un anno e l’incidenza sempre maggiore di patologie ormonali che condizionano prepotentemente la vita dei soggetti interessati.

verdure-nello-svezzamento

La causa principale sembra essere l’alimentazione dei bovini, ma anche l’utilizzo di pesticidi chimici che, quasi sempre, vengono utilizzati come fertilizzanti per aumentare la resa dei campi.

Infatti, pare proprio, che la quantità di steroidi ed estrogeni presenti negli omogeneizzati siano talmente elevate da poter condizionare lo sviluppo dei caratteri sessuali dei bambini, addirittura nei primi due anni di vita, fenomeno che regredisce con l’abolizione degli stessi alimenti dalla dieta.

Stati Uniti, Giappone, Francia, Gran Bretagna e Italia sono i paesi più interessati da un fenomeno che, se non tenuto sotto controllo, può causare gravi danni alla salute dei bambini.

Il caso italiano, poi, risulta essere emblematico. Nel Bel Paese, infatti, risale al lontano 2003 la prima inchiesta condotta dal procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, nei confronti di ignoti per lesioni colpose ai danni di 43 bambini di età compresa dai 6 ai 24 mesi e affetti da telarca precoce. Principali indiziati: gli omogeneizzati.

Secondo i primi dati, infatti, la causa principale dello sviluppo delle ghiandole mammarie prima degli 8 anni pare essere rintracciabile nell’assunzione, da parte dei bambini, di omogeneizzati con carne agli ormoni, frutta e verdura con pesticidi, pesce con metalli pesanti e latte contaminato.

Le indagini del 2003 ridiedero vigore al filone della sicurezza alimentare ma si conclusero con un nulla di fatto, vista la conferma, da parte degli analisti, di soli 6 casi certi di telarca precoce dovuti al passaggio dall’alimentazione liofilizzata all’omogeneizzato, scagionando, in parte, gli alimenti per bambini e spostando l’attenzione verso la carne comprata in macelleria.

Nel 2012 sarà lo stesso Guariniello, dietro segnalazione dei ginecologi dell’ospedale Regina Margherita di Torino, i quali hanno diagnosticato 111 casi di telarca, a riaprire l’inchiesta, raccogliendo migliaia di esposti e segnalazioni provenienti da tutta Italia.

Nell’occhio del ciclone, anche in questo caso, sono finiti gli omogeneizzati, per giunta di due note marche, e soprattutto la carne di cavallo utilizzata, proveniente dal Brasile.

Nonostante queste due imponenti inchieste, non è stato ancora possibile accertare con sicurezza, di quanti e quali danni siano responsabili, gli omogeneizzati.

Sta di fatto che, l’incredibile incidenza di telarca e ginecomastia, la variante maschile di questa patologia, l’uso smodato di pesticidi e fertilizzanti nei campi che vengono, poi, riversati dai terreni ai fiumi, i controlli e sequestri sempre più frequenti negli allevamenti italiani, la consapevolezza che almeno 8 vitelli su 100 siano stati addirittura dopati con il boldenone —steroide derivante dal testosterone e vietato per legge — aprono gli occhi su scenari inquietanti: quanto sappiamo di quello che mangiamo?

Valentina Nesi

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