CULTURA

L’ISTRUZIONE NEL MONDO GRECO-ROMANO

C’è un vecchio spot pubblicitario , rilasciato dal Ministero dell’Istruzione italiana, in cui viene posto l’accento sull’ importanza dell’istruzione e delle scuole. La voce fuori campo è quella di Roberto Vecchioni che, oltre ad essere un famosissimo cantautore, fu anche un professore di lettere. Il titolo del video è ‘’Porta a scuola i tuoi sogni’’. Vecchioni recita:

<< Quando studiavo io, c’erano i libri di carta, le lavagne con il gesso e imparavamo solo dalle maestre e dai professori. Oggi c’è internet, ci sono i libri elettronici le lavagne digitali e succede anche che siamo noi insegnanti ad imparare da voi ragazzi. Quello che non è mai cambiato è il valore dello studio. Lo sapevate che in latino studio vuol dire anche amore? Infatti, studiare vuol dire anche amare e dare un senso alla nostra vita e a quella degli altri… >>

Tutto questo lo sapevano molto bene gli antichi romani che, insieme ai greci, grandi antesignani di gran parte dello scibile umano, avevano compreso fortemente il valore della cultura e dell’istruzione. Il ‘’sistema scolastico’’ romano era caratterizzato da vari livelli: quello elementare, per imparare a leggere e a scrivere, quello medio sotto la guida di un grammaticus, dove venivano approfondite le tematiche imparate nella prima fase istruttoria fino al terzo livello che, gestito da un rhetor, preparava lo studente alla vita pubblica, alla retorica e a diventare un oratore, un uomo che ( secondo il più grande degli oratori, Cicerone) doveva saper commuovere,dilettare e convincere. I romani davano un’elevata importanza all’educazione dei propri figli. Inizialmente l’istruzione avveniva in casa, sotto la guida del padre ( praecepta patena) che insegnava al giovane principalmente l’educazione ( il modo di vivere e il modo di comportarsi), poi a leggere e a scrivere e a fare i conti.

Solo in una seconda fase istruttoria, il compito di insegnare materie più complesse spettava al  grammaticus che introduceva lo studio della lingua e della letteratura greca , della letteratura latina,  ( quelli che noi chiameremmo i ‘’classici’’) , poi,  la storia,la geografia, fino all’ astronomia.

Fig.1-IL-SENATO-DI-ROMA-ANTICAOvviamente, la materia principale per un romano era lo studio della retorica, ovvero, l’arte di parlar bene con un linguaggio colto. Nonostante i romani avessero introdotto davvero tanto nella loro cultura, di quella greca, su di un punto non volevano sentir ragioni. L’aspetto fondamentale che determinava la sostanziale differenza del sistema educativo romano da quello greco era il modo di reclusione dei maestri precettori. Mentre i greci facevano ricorso a maestri di professione, a specialisti della cultura, i romani disapprovavano questa forma di mercificazione, restando legati all’antica tradizione aristocratica di affiancare allo studente un personaggio importante nel campo sociale e politico. Questa pratica era nota come ‘’ il tirocinio del foro ’’. Solo in un secondo momento i romani, durante le guerre in Oriente, rimasero affascinati dall’ eleganza dell’oratoria ellenistica, ricca di concetti filosofici che avevano un impatto immediato sul pubblico.

scuola3

L’istruzione avveniva in luoghi come tabernae e pergolae, ovvero, stanze di piccole dimensioni ma, quando il tempo lo consentiva, le lezioni si svolgevano all’aperto sotto i portici. Gli studenti si raccoglievano intorno al maestro, seduti su dei piccoli sgabelli. Gli strumenti di scrittura erano vari: dalla tavola di cera fino alle pergamene. Per scrivere si utilizzavano cannucce appuntite ( calamus)  o penne d’uccello (penna).

L’ istruzione a quei tempi prevedeva la pena corporale. Sia Giovenale che Orazio, scrivono sulla figura del maestro detto plagosus, colui che picchia.  Lo strumento più in voga per le punizioni corporali  era la ferula, una canna con dei nodi di legno, per quelle più gravi,invece, la virga, una frusta fatta di strisce di cuoio. La pena, oltre che dolorosa era umiliante poiché il mal capitato veniva denudato pubblicamente. Un’ulteriore curiosità riguarda il modo di leggere dei romani. A quei tempi si leggeva ad alta voce pur essendo soli. La pratica della lettura silenziosa comparirà solo successivamente nei monasteri, per non disturbare la preghiera altrui. Ebbene, la civiltà romana fu molto attenta alla diffusione della culture e alla pratica dell’istruzione. Persino i più poveri sapevano leggere e scrivere. I romani furono i primi a rendere libero l’alfabeto: uomini e donne, ricchi e poveri. Basti pensare che tra gli egizi, solo gli scribi sapevano leggere e nel Medioevo era un lusso riservato principalmente ai monaci. Ancora, nell’Italia di fine 1800, l’analfabetismo era diffuso tra quasi il 70% della popolazione. Oppure, analizziamo la situazione culturale attuale: alcuni Paesi come il Mali, situato nell’Africa Occidentale, stima solo il 28% di alfabetizzazione stimata, seguito dalla Nigeria, Etiopia, Senegal o Paesi mediorientali in cui, il tasso di analfabetismo femminile è ancora a livelli drastici.

Tutto questo non fa altro che gettare luce sulla modernità e l’altissimo grado di importanza che sia i romani che i greci davano alla cultura e all’istruzione dei giovani. Dai grandi oratori come Catone il Censore, al principe del foro Cicerone, un posto d’onore nella piramide gerarchica va alla figura del precettore. Persino nel poema epico di Omero,viene descritto un personaggio mitologico, il centauro Chirone, precettore di Achille,Giasone, Eracle e di molti altri eroi. Indimenticabili, invece, sono le figure storiche di Aristotele, precettore di Alessandro Magno e Seneca, precettore di Nerone.

Chirone educa Achille al tiro con l'arco Philadelphia, Museum of Art

Chirone educa Achille al tiro con l’arco Philadelphia, Museum of Art

Aristotele precettore di Alessandro Magno

Aristotele precettore di Alessandro Magno

Eduardo Barrón, Nerone e Seneca, 1904

Eduardo Barrón, Nerone e Seneca, 1904

“Non smettere di imparare: sia tua cura accrescere ciò che sai. Raramente la sapienza  è data dalla vecchiaia.” 

-Catone il Censore-

 

Annunci

Rispondi