ATTUALITÀ

La scuola dei bulli

“La scuola fa schifo, non ci voglio più andare. I compagni mi spingono, mi dicono che sono brutta. Le mie compagne di banco non vogliono che io tocchi le loro cose, non vogliono parlare con me perché non ho un fidanzato. I professori non mi credono, dicono che invento tutto. Loro, gli altri della classe, sono furbi, quando mi fanno i dispetti non si fanno vedere. Sono sempre più sola e il mondo che mi circonda non fa altro che continuare ad escludermi”. Il bullismo è una delle piaghe sociali dell’era contemporanea.

Milioni sono quei ragazzi che, quotidianamente, subiscono dai loro compagni di scuola minacce e soprusi di ogni tipo. Provando a dare una definizione del fenomeno, potremmo avvalerci delle sintetiche parole di Olweus che, nel 1996, diceva “Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero, è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni”. Si possono riconoscere due tipi di bullismo, uno diretto e uno indiretto. Il primo è il più evidente e il più violento, poiché il bullo ricorre alla violenza fisica e l’azione offensiva è tale da infliggere intenzionalmente un danno o un forte disagio. Il secondo prevede l’esclusione della vittima dal gruppo, sbeffeggiandolo e minacciandolo.

Scena tratta dal film "Jimmy Grimble"

Scena tratta dal film Jimmy Grimble

Ma qual è il discrimine che fa la differenza tra bullismo e atto isolato di violenza? L’azione di bullismo è ripetuta nel tempo ed è messa in atto da un gruppo di persone contro un singolo. Alla base, quindi, del bullismo, c’è l’azione lucida e disarmante di un gruppo di persone consapevoli che l’altro, la vittima, si trovi in un situazione di impotenza. Ma cosa avviene quando la scuola finisce o quando questi bulli e queste vittime si ritrovano a doversi inserire nella società con un lavoro o un percorso universitario da seguire?  Alcuni studi condotti in Svezia hanno dimostrato che gli studenti prevaricati e prevaricatori per un certo periodo di tempo, tendono ad esserlo per diversi anni. Il fatto che il comportamento aggressivo sia una componente individuale piuttosto stabile è stata dimostrata da diversi studi. Essere vittima di atti di bullismo condiziona il proprio comportamento con gli altri anche per molti anni a venire.

Ben delineate sono le caratteristiche del bullo e della vittima. In generale, la caratteristica distintiva del bullo è l’aggressività a 360° quindi, sia verso i compagni che verso insegnanti e genitori. Inoltre, ci sono anche i bulli passivi, cioè coloro che partecipano ad azioni di bullismo ma non prendono parte attivamente, girlss-il-progetto-per-fermare-il-bullismo-femminile-18292118953809x2538360x240potremmo chiamarli sobillatori, gregari, seguaci. Inoltre il comportamento aggressivo è spesso ricompensato da un accresciuto prestigio. Il bullismo può essere anche interpretato come un più generale comportamento antisociale, mancanza del rispetto delle regole, disturbi della condotta. I bulli precoci registrano un aumento quadruplo nei livelli di criminalità. Le vittime precoci in età adulta presentano invece un livello di criminalità al di sotto della media. Anche il profilo della vittima si riesce ben a scorgere tra i banchi di scuola. Le donne sono spesso ansiose e insicure e non riescono a reagire alle provocazioni se non chiudendosi ancora di più in se stesse.

C’è da dire, però, che molto si è fatto e si sta facendo per sensibilizzare le famiglie e soprattutto le scuole a questa problematica. Siamo abituati ad ascoltare e leggere tantissime notizie di atti di projects_0000_bullybullismo. La più lungimirante e attiva è sicuramente quella che si è venuta a creare attorno a un docu-film americano, intitolato Bully, del 2011. Il successivo Bully project movement si è organizzato in un bellissimo sito internet volto a raccogliere tutte le testimonianze di ragazzi e famiglie vittime di bullismo. Ma The bully project sta arrivando anche in Italia con un nuovo show targato RAI. Fortemente voluto nella nuova linea editoriale stilata da Ilaria Dallatana, direttrice di RAI 2, questo nuovo format televisivo ricalcherà quello olandese. Delle micro telecamere saranno posizionate nelle scuole per documentare in prima persona tutto ciò che avviene tra i corridoi e le aule. Dopo di che, il materiale raccolto sarà sottoposto alla visione dei bulli interessati, dei dirigenti scolastici, delle famiglie e di tutti gli alunni. Ciò significa voler testimoniare realmente tutto ciò che si sa ma viene taciuto, tutto quello che la scuola Italiana e mondiale tende a nascondere. Il bullismo non si racconta, il bullismo è intimo, ma la sofferenza delle vittime non può prescindere dal voler celare eApril-Star rinnegare.

Volendo dare un messaggio di speranza, non si può non parlare di una bellissima ragazzina, April Star, affetta da vitiligine e vittima di bullismo fin dalla tenera età. Questa splendida bambina di dieci anni ha utilizzato la sua pagina Instagram per raccontare la sua storia di rinascita e orgoglio attraverso una serie di selfie. Lei racconta un sogno, quello di diventare una modella, poiché  i canoni imposti dalla società non sono universali. Sta negli occhi di chi guarda riconoscere la forza di un essere umano e tutta la bellezza interiore che l’ anima riesce ad emanare.

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