LO STUDENTE IN CRISI E L’ANSIA DA ESAME

Lo studente in crisi è un mammifero appartenente alla razza umana, che organizza tutta la sua esistenza attorno al suo bisogno primario: superare l’esame.

Ci sono due grandi categorie di tale specie: i maturandi e gli universitari.

I primi, si trovano in una fase iniziatica, sono appena entrati nel circolo vizioso e non sanno cosa aspettarsi dal nuovo stile di vita. Per alcuni l’impatto è così traumatico da decidere di non passare alla seconda categoria, quella per la quale l’ansia da esami non è più uno stato d’animo ma un modus vivendi. Le dinamiche interne ai due gruppi sono pressoché le stesse, varia solo l’approccio al problema: i maturandi serbano in cuor loro la speranza che, fuori dalle superiori, il mondo sarà un posto migliore e il rapporto con i libri si mostrerà più accattivante perché autogestito. Gli universitari studiano ormai per inerzia con la consapevolezza che solo una corona d’alloro potrà porre fine alla serie di notti insonni spese tra date da imparare, teoremi da dimostrare e versioni da tradurre.

Lo studente in crisi vive arroccato nella solitudine della sua cameretta, tra montagne di libri, quaderni, evidenziatori dai colori più improbabili, matite che si spuntano in continuazione senza un motivo reale apparente. Di tanto in tanto, sente la necessità di cambiare ambiente ed incontrare altri essere umani, allora avviene la grande svolta: va a studiare in biblioteca. La soddisfazione della vita sociale intessuta in quelle poche ore, lo accompagna per i tre giorni successivi. Cerca di gestire il più possibile la dipendenza dal cellulare, mettendolo in modalità aereo, disconnettendo i dati, lasciandolo in altre stanze e persino chiedendo a terzi di tenero sequestrato.

 

Ci sono momenti, tuttavia, in cui il senso d’esaurimento è così forte da non permettergli di avere piena coscienza delle sue azioni, così fa quello che non dovrebbe neppure pensare: scatta una foto ai suoi libri e la posta sui social.

È il suo modo di chiedere aiuto.

Si nutre prevalentemente di brioche in ogni formato e gusto, facendo abuso di cioccolata. Rimanda continuamente l’inizio della dieta, portando a se stesso due buoni motivi: non si può essere contemporaneamente sotto esame e sotto un rigido regime alimentare, il mare esiste ancora ma appartiene alla gente più fortunata, dunque, può permettersi di non essere in forma. Si disseta con il caffè, lasciando le tazze sporche disseminate per la stanza come resti di mine esplose, aspettando che i genitori o i coinquilini vadano a reclamarle. Ha un colorito spento, le occhiaie sono valli desolate sotto gli occhi stanchi, i capelli arruffati hanno vita propria. Il callo dello studente si è così ingrossato da sembrare un dito a sé stante. La mano si muove nel gesto della scrittura anche durante le poche ore di sonno. Cerca di mantenersi ben ancorato alla scrivania e non cadere nella tentazione di mettersi sul letto cinque minuti, perché questi si trasformerebbero in ore che nessuno potrebbe più restituire.

Antonella Fortunato

 

@copyright foto copertina:

http://metododistudioefficace.com/category/gestione-dello-stress/

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