CULTURA

STORIA DI SABINA SPIELREIN, DA PAZIENTE E AMANTE DI JUNG A PROTAGONISTA ASSOLUTA DELLA PSICOPEDAGOGIA INTERNAZIONALE.

<< Il fatto che io lo ami è tanto fermamente determinato quanto il fatto che lui ami me. Egli è un padre per me e io sono una madre per lui… Non so perché egli si sia innamorato di sua moglie (…) Diciamo che sua moglie non è «del tutto» soddisfacente, e ora lui si è innamorato di me, un’ isterica; e io mi sono innamorata di uno psicopatico, ed è necessario spiegare il perché? >>

Lettera di Sabina Spielrein  alla madre, 1908.

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foto originale di Sabina

Chi fosse Sabina Spielrein, non lo si può definire certamente in poche righe. Tutti o quasi, sia esperti del settore psicoanalitico, sia amabili lettori, si sono, almeno una volta imbattuti in questo nome. Molti la ricorderanno banalmente come l’amante di un personaggio assai noto degli inizi del 1900, un grande psichiatra, psicoanalista e antropofago svizzero, nonché allievo di Sigmund Freud: Carl Gustav Jung.

Ma Sabina Spielrein fu molto di più, una donna che con gran dignità e coraggio, riuscì a rimaner fedele a se stessa e ai propri principi. Riuscì a non perdersi, nella malattia prima e nella struggente storia d’amore con Jung, poi.

Sabina Spielrein e la sua famiglia

Sabina Spielrein e la sua famiglia

Nata a Roston, in Russia nel 1885, da una famiglia di ebrei benestanti, fu la maggiore di tre figli. Durante l’adolescenza, a seguito di allucinazioni, eccessi di riso,urla, pianto e depressione, le venne diagnosticata ‘’ l’isterie psicotica’’. Nel 1904 venne ricoverata dai genitori in una clinica psichiatrica di Zurigo, considerata all’epoca, la più valida d’Europa. Qui fa la conoscenza del giovane medico Jung, con il quale inizia la psicoterapia. Il medico le diagnostica, fin dalla prima visita, una psicosi con tendenza all’anoressia.

Jung scrive:  ‘’…Sabina sembra mostrare segni fisici di malessere che aumentano quando viene lasciata sola…’’.

Non passerà molto che il rapporto tra medico- paziente si tramuti in passione.

Grazie alle nuove tecniche psicoanalitiche, come la ‘’cura della parola’’ e grazie alle particolari attenzioni di Jung per Sabina, la giovane riuscì a combattere l’isteria psicotica e l’anoressia.  Anch’essa si appassiona alla psicoanalisi, cosi  da laurearsi in Medicina nel 1911, con una tesi su un caso di schizofrenia. La travolgente storia con Jung durò sette anni; travolgente quanto scandalosa, essendo Jung all’epoca sposato.  Quello stesso anno, rinata dalle ceneri come l’araba fenice, divenne membro della Società di Psicoanalisi di Vienna. L’anno successivo diede un cambio radicale alla sua vita, sposando Pavel Scheftel, un medico da cui ebbe due figlie. Nonostante la nuova condizione di donna sposata e medico, mantenne per tutta la sua vita un rapporto epistolare con Jung.

«Il mondo va così, perciò è difficile trovare la propria strada nella vita pratica partendo dai sogni, tranne che nelle creazioni musicali»

(Lettere di Sabina a Jung)

In quella che potremmo definire la terza fase della sua vita, quasi un decennio dopo, Sabina torna a vivere,  con il marito e le figlie, in Russia. Sono gli anni venti del 1900, quando entra a far parte della Società Russa di Psicoanalisi. E’ proprio qui, a Mosca, che partorisce l’idea di aprire il primo Asilo Bianco ad indirizzo psicoanalitico insieme a Vera Schmidt, una delle più importanti figure del movimento psicoanalitico russo.

“Pare sia la prima volta che una psicoanalista viene messa a dirigere un asilo infantile. Ciò che vorrei dimostrare è che se si insegna la libertà ad un bambino fin dall’inizio, forse diventerà un uomo veramente libero…ci metterò tutta la mia passione”.

( Lettera di Sabina a Jung)

Asilo Bianco, Mosca

Asilo Bianco, Mosca

L’ Asilo bianco non è altro che un ospedale psichiatrico, un luogo in cui sia i mobili che le pareti sono bianche, dove Sabina e Vera, grazie alle loro profonde conoscenze della psicoanalisi, educano i bambini verso la guarigione e alla libertà.

Si racconta che lo stesso Stalin avesse iscritto qui, sotto falso nome, suo figlio Vasilij, avuto dalla sua seconda moglie, Nadežda Allilueva.

Il successo degli Asili bianchi è immediato, ma qualcosa inizia a cambiare.

I metodi sperimentali introdotti vanno contro gli ideali del partito stalinista. E’proprio sotto il regime che viene  bandito il metodo della psicoanalisi freudiana  e vengono  distrutte le strutture degli ‘’asili bianchi’’.

Una sorte non migliore spetterà a Vera, a Sabina e alla sua famiglia. È il 1942 quando Sabina entra con le figlie nella sinagoga di Rostov, dal quale non uscirà mai più. I nazisti fucilano tutta la popolazione ebraica del paese.

Ancora oggi, le sue opere sono fonte di studio presso le Facoltà di psicologia. Sabina Spielrein è stata riconosciuta come assoluta protagonista nel campo della psicopedagogia internazionale.

I suoi studi hanno fortemente influenzato sia il pensiero di Jung che di Freud, il padre stesso della psicoanalisi.

sabina dr

<< Quando morirò voglio essere seppellita sotto una quercia, e voglio che qualcuno scriva: “Anche lei era un essere umano.” >>

Sabina Spielrein

Foto copertina tratta dal film ”Dangerous method”, 2011

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