CULTURA

Alla scoperta del Kamasutra

È probabilmente tra i testi più conosciuti del mondo e, tra questi, sicuramente tra i più ammantati da un velo di sacralità ed idolatria che ne fanno, alla percezione comune, un simbolo a metà strada tra sacro e profano: parliamo del Kama Sutra, ovvero dell’antico testo indiano sul comportamento sessuale degli uomini, la cui creazione è datata tra il I ed il VI secolo ed è attribuita al saggio Vatsyayana. Ed è gia a partire dal suo titolo, che si colgono la natura e l’intento di un’opera che troppo spesso, nella percezione comune, viene banalmente ritenuta semplice opera esplicativa delle posizioni sessuali: infatti, Kama Sutra, tradotto dal sanscrito, significa letteralmente Aforismi sull’amore e questo rivela un lato ulteriore legato a quest’opera.

Il desiderio nella cultura Hindi

D’altronde, il Kama (ossia il desiderio, nel caso sessuale), è nella cultura Hindi molto lontano dalla veste ombrosa ed a tratti peccaminosa che invece si è perpetrata nelle culture occidentali: in questa cultura infatti non solo il sesso non è di per sé un peccato, ma anzi il desiderio è uno dei quattro obiettivi cui, nel segno della massima realizzazione individuale, l’uomo deve tendere assieme anche al benessere, al senso etico della vita ed alla maggiore presa di coscienza di sé, sintetizzabile come ascesi dal mondo terreno. Il Kama Sutra, è quindi molto più che un libro che mostra e descrive le posizioni di accoppiamento. Esso rivela anche la tendenza della cultura Hindi a costruire, argomento per argomento, una serie di summae contenenti massime ed aforismi indirizzate a tramandare i costumi di quella cultura, al di là degli estemporanei confini della vita di chi le scriveva.

La struttura del Kama Sutra

Quanto alla struttura vera e propria, il Kama Sutra, si divide in 36 capitoli, organizzati in sette libri e 64 parti, dove l’illustrazione delle posizioni non ricopre che il 20% dell’opera. Quindi questa è più in generale un trattato che racchiude tutta una serie consigli diretti sia agli amanti, per quel che riguarda l’amplesso sessuale, sia relativi alla relazione di coppia, e in generale, alle relazioni con l’altro sesso. Anche il numero relativo alle parti di tale opera non è casuale, ma anzi, illumina la concezione che sta dietro il testo stesso (i possibili modi di fare l’amore n.d.r.), otto concezioni diverse ciascuna fatta di otto posizioni per un totale di 64 posizioni. L’opera peraltro, al netto dei consigli squisitamente amorosi e relativi alla gestione delle relazioni interpersonali, presenta osservazioni che, anche dal punto di vista della sessuologia, stupiscono non poco, considerando l’epoca nella quale questo testo viene scritto.

Il rapporto sessuale

In tal senso, il libro non dimentica mai di ribadire come ogni rapporto possibile sia in sé diverso dall’altro e sia il frutto di un’efficace combinazione degli elementi fisici e psichici, tanto dell’uomo quanto della donna dalla cui unione può generarsi quel piacere che è conseguenza diretta del desiderio e che risulta moralmente corretta solo in quanto ottenuta come prescritto dal testo sacro. Uomini e donne sono stati infatti creati diversi già nella loro anatomia: l’uno convesso, l’altra concava, con la conseguenza sessuale che l’uno sia “inghiottito”, l’altra “inghiottisca” fisicamente durante il rapporto.

Da ciò, sempre secondo il testo, deriva anche la differente eccitazione erotica, per l’uomo sarebbe legata all’idea di possessione della donna amata, e per la donna legata all’idea di essere posseduta dall’uomo desiderato. Così, il piacere sessuale, viene a non essere identificabile come un concetto unico ed eterogeneo, valevole tanto per la donna quanto per l’uomo, ma come un concetto ambivalente, data la differenza nella percezione del piacere legata alle diverse strutture fisiologiche e psicologiche dell’apparato sessuale di ciascuno dei sessi.

Un testo fortemente anti-discriminatorio

Nonostante il testo distingua apertamente tra uomo e donna, questa distinzione, non è che una distinzione fisica. Questa non finisce mai per diventare distinzione di valore nel senso di subordinazione della donna all’uomo, che in quella cultura ha posizioni di dominio non indifferenti nella vita di ogni giorno rispetto alla collega di sesso femminile.

Un’attenzione, quella esplicitata in tal senso dal Kama Sutra, che rende il rapporto sessuale un vero e proprio rapporto tra pari fatto di momenti di gioco, di scambio e di passione. Un invito esplicito, dunque, alla reciproca considerazione del piacere dell’altro prima che del proprio, nella ferma convinzione che, soltanto “dopo aver conosciuto la delicatezza, l’impetuosità e la forza della ragazza”, sarà possibile a nostra volta provare il piacere, naturale effetto di quel desiderio da cui tutto parte. Un luogo naturale in cui tutto l’ erotismo del rapporto prende vita e si completa.

Foto copertina copyright: https://scusateiovado.files.wordpress.com/2013/02/img_2288.jpg

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