BIBBIA 3.0: L’ARCHIVIO PORNO CHE SCONVOLGE IL WEB

Nell’era del sesso libero e della caduta di tutti i tabù non dovrebbe fare più notizia il sapere, che nello sconfinato universo telematico, sia stato creato l’ennesimo sito a contenuto pornografico.

Non stupiscono più, infatti, tutti quei dati che dimostrano che in Italia, così come nel resto del mondo, gli indirizzi più digitati siano quelli a carattere sessuale, che ormai vengono frequentati, indistintamente e senza vergogna, sia da uomini che da donne alla ricerca di fugaci momenti di piacere fai da te.

Questa volta, però, a far discutere, non è tanto la creazione di uno di quei classici siti porno, dall’architettura e dai contenuti “standard”, quanto la messa sul web di un archivio dal nome fuorviante e squisitamente religioso.

Stiamo parlando della Bibbia 3.0 vero e proprio dossier pornografico, contenente migliaia di foto osé meticolosamente ordinate e categorizzate.

A far notizia, però, non è tanto il suo contenuto, dato che l’altissima diffusione della pornografia online, pare essere un qualcosa di assodato, quanto il fatto che le ragazze presenti negli scatti, non solo sono protagoniste inconsapevoli di un portale erotico ormai virale, ma sono anche minorenni.

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Bibbia 3.0, a conti fatti, è un vero e proprio raccoglitore tematico, nel quale i contenuti, vengono inviati agli sviluppatori dell’archivio da utenti vari, che spesso per ripicca, decidono di diffondere scatti di ex fidanzate inconsapevoli.

Infatti, sono stati molti i casi di ragazze, che per puro caso o per curiosità, si sono imbattute in bibbia 3.0, e proprio in quel momento, sono venute a conoscenza di essere loro stesse le protagoniste di foto che ormai sono sulla bocca di tutti.

Nella cartella dropbox, poi, è possibile anche imbattersi in file categorizzati con il nome, il cognome e l’anno di nascita delle vittime, le quali, nella maggior parte dei casi, risultano tutte essere nate tra il 2000 e il 2002.

A tutt’oggi, sono oltre 10.380 i file presenti nell’archivio di Bibbia 3.0 che conta, tra i suoi fondatori, sedicenti figure bibliche.

Il leader, infatti, nel “manifesto” costitutivo, si definisce Gesù Cristo e apostrofa i suoi soci in affari come Pietro e Paolo.

Fieri di questo lavoro, che a loro dire, è costato tempo e fatica, considerato che la “bibbia” è giunta ormai al suo terzo aggiornamento e si appresta a presentare il quarto, questi novelli imprenditori del web, promuovono con zelo certosino la loro opera, ribattendo ferocemente, a quanti li accusano di aver divulgato con cinismo e senza autorizzazione, materiale privato.

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Dopo l’intervento della procura, reperire il link per accedere all’archivio, è diventato molto più complicato.

Dati certi sulla sua diffusione, però, li fornisce il gruppo Facebook #oc…oduro, riconducibile, presumibilmente, ai creatori di Bibbia 3.0, che oggi conta oltre 130mila like.

Accedendo al file, si può subito notare come molte delle cartelle siano state denominate con appellativi, il più delle volte dispregiativi, nei confronti delle donne.

E così troviamo contenitori come “il canile”, “bagnasche” e “non sapevo fossero minorenni”.

Quest’ultima cartella, può essere considerata un vero è proprio J’accuse per i creatori dell’archivio, i quali hanno sempre sostenuto di non essere a conoscenza della minore età di parecchie delle ragazze.

Ma cosa ha reso bibbia 3.0 così virale?

Di sicuro c’è alla base una ragione puramente logistica, dato che soprattutto nei primi mesi di vita del sito, con un solo click, gli utenti avrebbero avuto accesso a una mole di materiale pornografico gigantesca e che sarebbe rimasto sempre impresso sul proprio hard-disck.

Altro fattore da non prendere sotto gamba, ai fini della comprensione di un fenomeno così ampiamente diffuso, è quello che le protagoniste di bibbia 3.0 sono state, nella maggior parte dei casi, inserite inconsapevolmente.

Feticismo e curiosità, quindi, sono alla base del successo di un prodotto, che a conti fatti, dimostra di essere non solo misogino e di poco gusto, ma persino di pessima qualità.

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Valentina Nesi

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