ATTUALITÀ

Bollino Rosso, TV e minori

Tra tutti gli oggetti di consumo presenti nelle nostre case, è forse il più presente ed il più utilizzato da grandi e piccini: parliamo della televisione, la quale, con il passare degli anni ha assunto un ruolo sempre più centrale non solo nell’intrattenimento del pubblico di tutte le età ma anche in relazione al suo sviluppo culturale. Che infatti la televisione abbia avuto ed abbia ancora oggi un ruolo propulsivo nello sviluppo in particolare di minori ed adolescenti è fatto noto.

E sebbene teorizzato ampiamente nella pedagogia del nostro secolo, questo fenomeno è stato protagonista in epoche moderne, di un lungo dibattito a tratti allarmista che ha tentato, in forme e modi più o meno efficaci, di proteggere il minore.

Già, ma proteggere da cosa esattamente? Il rapporto dei minori con la televisione, e più in generale con i mezzi di comunicazione, è infatti tema eterogeneo che non coinvolge semplicemente il sesso e che vede coinvolte, in relazione anche ai tempi medi di presenza dinnanzi al piccolo schermo, molto più altri ambiti, quali la pubblicità e l’informazione, per quest’ultima specie per quel che riguarda la divulgazione di immagini cruente.

Sulla scia di queste evidenze, la tv ha quindi proceduto ad auto regolamentarsi con norme tendenti a proteggere i minori dagli influssi negativi dei contenuti televisivi, creando ad esempio una fascia televisiva protetta nella quale non dovrebbero essere veicolati contenuti offensivi e persino, forse in modo un po’ eccessivo, procedendo a limitare l’esposizione mediatica dei minori stessi all’interno delle trasmissioni diffuse lungo tutto il giorno.

Ma vista l’evoluzione dei mezzi di comunicazione, un’altra domanda sorge spontanea: basterà correre ai ripari sul fronte televisivo, quando sui social media la sovra esposizione agli stessi contenuti lesivi è libera e difficilmente controllabile? Da questo punto di vista infatti si può dire che, dal duemila in poi, la televisione tende a ridimensionare il suo influsso sui minori in considerazione anche del fatto che gli stessi, specialmente quando si tratti di adolescenti, trascorrono ormai molto più tempo a contatto con i dispositivi mobili ed internet. Proprio grazie a questi mezzi, i minori possono accedere a materiale la cui visione sarebbe in televisione normalmente consigliata ad un solo pubblico adulto ed impedita, magari tramite allocazione al di fuori delle fasce protette, ai minori.

Proprio sotto questo punto di vista, si evidenzia così una delle maggiori criticità cui tutte le misure adottate si sono esposte: il non essere riuscite, prese come erano dalla epurazione televisiva dei contenuti dannosi, ad educare le nuove generazioni in relazione ai contenuti sessuali ed anche ad un più corretto rapporto con i media cui gli stessi minori sono sempre più esposti.

Quello che ne risulta è dunque un vero e proprio tabù che ancora riguarda il sesso, visto come qualcosa di sporco ed offensivo e non come parte integrante della vita, e come qualcosa che, sebbene vada evitato ai bambini, dovrebbe essere oggetto di una divulgazione anche educativa. Soprattutto per permette agli adolescenti una conoscenza più approfondita delle tematiche legate al sesso, in modo tale che possano vivere serenamente e consapevolmente i rapporti che nella vita andranno a creare. L’adolescenza è una fase critica per ogni essere umano, e ricevere una corretta educazione sessuale potrebbe garantire ai giovani una conoscenza approfondita e guidata. Veicolare l’educazione sessuale, permetterebbe agli adolescenti di evitare congetture e conoscenze autonome che potrebbero svilupparsi nei modi e nelle forme più

varie. Non a caso, proprio il contatto con internet, costituisce ormai il luogo principale entro il quale gli adolescenti espongono le proprie problematiche sessuali, spesso anche ad un pubblico di perfetti sconosciuti, ed è il luogo in cui essi prendono coscienza della propria sessualità. Lo dimostrano le tante comunità fatte di sezioni dedicate a domande e risposte, dove la sezione sessuale, risulta essere la sezione di gran lunga dominante per numero di post pubblicati e di risposte generate in relazione agli interrogativi posti. Con tutti i rischi che evidentemente conseguono a questo tipo di contatti.

Probabilmente proprio da questi rischi la televisione, che indubbiamente è stata il mezzo più incisivo del secolo scorso, avrebbe dovuto proteggere il minore diventando non solo mezzo per controllare le abitudini dello stesso, ma anche mezzo di informazione e formazione culturale in relazione al sesso, specialmente per gli individui in età adolescenziale che, con buona pace delle censure e delle mancanze del mezzo televisivo, intraprenderanno, comunque, un personale percorso di crescita, alla naturale scoperta della sessualità.

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