CULTURA

FILTRI D’AMORE: DALLE ANTICHE POZIONI ALLA PILLOLA DAL COLORE BLU

Ci fu un tempo in cui gli uomini volgevano i loro sguardi verso la luna e avvertivano  la potenza degli Dei, essendo spettatori di fulmini e saette, pregavano incondizionatamente Zeus, Dio del fuoco celeste. Adoravano tutti quei fenomeni naturali, maestosi ed inspiegabili, vedendo celato in questi la potenza di un Dio. Ma sopra ogni cosa adoravano l’amore e la sua divinità: Venere.

In origine, era comune associare il nome della Dea ‘’che tutto può e che su tutti comanda’’ alle pozioni d’amore. Non è un caso che il termine veleno derivi dal latino Venus (Venere), considerato l’amore il più potente dei veleni.

Nonostante l’evoluzione,  i progressi scientifici, con i suoi teoremi e le sue certezze, oggi, abbiamo smesso di volgere i nostri sguardi verso il cielo e di meravigliarci della potenza degli Dei osservando i fenomeni atmosferici, ma non abbiamo smesso di ricorrere alle pozioni d’amore.

La magia, che è l’arte di modificare la realtà intorno a noi, facendo prendere agli eventi la piega che si vuole, è un rito a cui ancora oggi (inspiegabilmente) ci si rivolge, con la speranza di alleviare le sofferenze e le delusioni. Tra incantesimi, formule magiche e preparazioni di veleni chiamati ‘’filtri d’amore’’, si cerca di attirare l’oggetto del proprio desiderio.

Nella medicina popolare, ad esempio, un ingrediente fondamentale alla base di molte pozioni magiche era il sangue giovane, estratto dal mignolo dello spasimante, sciolto nel vino ed offerto alla fanciulla amata e leggermente contrariata all’unione.

Nei racconti medievali e persino nella Sacra Bibbia si parla di un ingrediente magico, fondamentale per la riuscita di un incantesimo d’amore forte e potente: la mela.

Sarà forse per questo che siamo stati scacciati dal paradiso terrestre? Probabilmente non sempre abbiamo fatto buon uso del ‘’frutto fatato’’.

Innumerevoli, inoltre, sono gli ingredienti alla base di queste pozioni: dai rametti di mirto, pianta sacra a Venere, alla mandragola e poi, ancora, la verbena, definita da Virgilio ‘’ herba Veneris’’ che faceva scomparire le forze avverse che si opponevano agli amanti.

Per chiunque volesse rianimare un amore spento, spezzare un legame ormai indesiderato, avvicinare chi ci piace o semplicemente pronosticare la data del matrimonio, ecco qui di seguito qualche ricetta per preparare un ‘’potentissimo’’ veleno d’amore:

Per lei

Per ricondurre a te l’amato, porta una ghianda in tasca e dormi per tre notti consecutive con un rametto di quercia sotto il guanciale.

Se lui ti ha abbandonata, metti sotto il cuscino un ramoscello di quercia e uno di acero, entrambi prov­visti dì frutti e dormici sopra tre notti di seguito.

Se sei single e a caccia di un amore, devi assolutamente ricordarti ogni sera, quando vai a dormire, di mettere la scarpe a forma di T vicino al letto.

Per lui

Per farti sempre amare dalla tua donna, secondo un’antica ricetta persiana:

 cento grammi di rucola, trenta di pepe e miele. Prenderne un pizzico mattina e sera.

Se vuoi un matrimonio felice, non chiederle di sposarti di martedì, mercoledì e venerdì. Ideale è chiederglielo di domenica.

Per rendere la tua amata più sensuale e appassionata: regalale olio di rosa, e anzi massaggiala con questo olio prima di dormire.

Per avere più erotismo nella coppia

Nella “ArsAmandi” di Ovidio, era consigliato di mangiare le ‘mandorle che entro l’involucro produce il pino aghiforme”, cioè il pinolo. I pinoli, abbondanti nei boschi in cui, secondo la mitologia, il dio Pan si aggirava, erano considerati sacri al tempo dei Romani. Pan era il dio dalle zampe di capra le cui feste erano soprattutto destinate ad assicurare la fertilità; non a caso il comportamento dei festanti  era molto libero… E tra gli alimenti preferiti c’erano per l’appunto i pinoli.

 

Ma per tutti coloro che non avessero il tempo o la ‘’predisposizione’’ per preparare uno di  questi incantesimi, vi sono una serie di pozioni comodamente acquistabili in contanti o con carta di credito.

Una di queste si chiama ‘’vino’’ che dai 14 % in sù rende l’interlocutore-conquistatore irresistibile.

Non a caso Ovidio scrive :

 ET VENUS IN VINIS IGNIS IN IGNE FUIT

(mettere insieme Venere e vino è come aggiungere fuoco sul fuoco. )

 

Un vero e proprio alibi per i primi approcci o per prepararsi all’amore.

Un altro  potente ingrediente,  per l’uomo che desidera mantener in auge l’eros con la propria amata e il più lungo possibile, è facilmente reperibile in farmacia: la pillola dal colore blu.

Appuntate tutto nei vostri grimori, il successo è assicurato!

 

<< Ti indicherò un filtro senza incantesimi, senza erbe, senza le formule di alcuna maga: se vuoi essere amato, ama. >>

Lucio Anneo Seneca

 

 

Foto copyright :

http://lerunediruhani.altervista.org/filtri-d-amore/

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