ECONOMIA

IL MARKETING FA MARCHETTE : sesso e strategie di vendita

Il sesso nel marketing e nella pubblicità aiuta a vendere?

La risposta a questa domanda è si e potremmo aggiungere che è uno dei più efficaci strumenti di vendita.

Il rapporto tra sesso e marketing è sicuramente vincente ma va “maneggiato con cura”; se non si sa come usarlo si rischia di avere l’effetto contrario a quello sperato.

La prima pubblicazione con un messaggio sessuale risale al 1871, quando il tabacco Pearl appose sulla copertina dei suoi pacchetti, la figura di una fanciulla nuda. All’epoca i primi marchi a cavalcare la tendenza “sesso-marketing” erano quelli di berline, tonici e tabacco.

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Nel 1885 W. Duke & Sons, invece, hanno inserito nei loro pacchetti di sigarette Duke, figurine moltoprovocanti, che raffiguravano attrici. Parlando del connubio sesso e marketing non si può non menzionare Calvin Klein, che dell’ambiguità  ha fatto la bandiera delle sue campagne pubblicitarie. Come dimenticare la sua famosissima pubblicità di jeans, con un’ allora sedicenne Brooke Shields e il famoso slogan:  “Volete sapere cosa si frappone tra me e i miei Calvin? Niente. “

Una parte del nostro cervello, la più antica, è responsabile della nostra sopravvivenza; presta attenzione a cose come cibo, pericolo e sesso.  Questa  opera quasi in maniera inconscia ed è quella che abbiamo in comune con la maggior parte degli animali. È questo il nostro centro decisionale, esso detiene il maggior peso nelle nostre decisioni ed è continuamente a lavoro per indicarci cose che potrebbero metterci in pericolo, cose che potremmo mangiare e ovviamente “cose” con cui poter fare del sesso.

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E’ il motivo per cui, utilizzare richiami sessuali nelle pubblicità è uno strumento cosi efficace. Ogni qualvolta una persona è esposta ad un messaggio sessuale, si attiva la parte antica del cervello. Siamo talmente “cablati “ per reagire ai richiami sessuali che una caviglia o un collo risulteranno essere efficaci quanto un corpo nudo. Ultimamente siamo diventati così abituati a vedere modelli bellissimi e ultra sexy nelle pubblicità che, la strategia non funziona più come una volta e secondo recenti studi, soggetti sottoposti a stimolazioni visive hanno reagito in maniera più favorevole ad immagini con persone con le quali potessero identificarsi più facilmente.

Inoltre, non tutti i prodotti possono essere facilmente collegati ad elementi erotici e anche se l’uso di messaggi sessuali può essere efficace nell’immediato, a lungo termine potrebbe danneggiare il marchio. Molto più efficaci sono i messaggi pubblicitari impliciti che rimandino al sesso in maniera indiretta, guidando l’immaginazione. Proprio come la pubblicità del maggiolone  decappottabile su cui è apposta la parola “topless” (riferito al fatto che la macchina non ha un tetto) e una sfocatura di una parte della foto, tipica delle censure sessuali di filmati o immagini.

In una società sempre più aperta e con sempre meno tabù il sesso è diventato ancora più presente nella pubblicità, ma la nuova tendenza è quella di combinarlo con l’humor e questo ha portato alla creazione di alcuni dei migliori annunci di tutti i tempi.

 

 

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