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TI AMO TI AMMAZZO: INTERVISTA A UNA DONNA VITTIMA DI VIOLENZA

Tante, troppe le donne che subiscono nel corso della loro vita violenze fisiche e sessuali dai loro partner. Tante, troppe le volte che queste donne non possono raccontare le loro storie perché, le persone che dovrebbero amarle di più le uccidono, brutalmente e senza pietà.

Le statistiche parlano chiaro, sono quasi sette milioni le donne che hanno subito, nel corso della propria vita, una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Un’inversione di rotta è però possibile, e si può attuare solo attraverso le testimonianze di chi ha ancora voce per raccontare la propria storia. Giovanna (nome di fantasia) ha raccontato la sua esperienza. Lei, vittima di un assassino dell’anima, ha subito violenze sia fisiche sia psicologiche, ma ha avuto la forza di andare avanti e rinascere.

Quali potrebbero essere le prime manifestazione di un partner violento?

Sicuramente la violenza inizia prima verbalmente, o con gesti, si può dire, piccoli, come la gelosia o un insulto detto senza una motivazione. La parola chiave è “controllo”, loro cercano di controllare ogni tua mossa, ti aggirano e ti fanno rimanere da sola. Ed è in quel momento che inizia la violenza fisica. I primi gesti potrebbero essere piccole violenze fisiche, reazioni eccessivamente violente ad affermazioni o gesti quotidiani, come abbracciare un amico.

Quando sono iniziate le violenze?

Sono inIziate dopo circa un anno e mezzo (o poco più) di relazione. Diciamo che anche prima di allora c’erano state delle manifestazioni, ma associo la vera partenza al momento in cui abbiamo approfondito la relazione. Dal momento del primo rapporto sessuale, sembrò essere scattato il lui un senso di possessione, come se con quello io fossi diventata una donna di sua esclusiva proprietà. Anche il pensiero che potessi avere altri uomini gli faceva scattare una violenza insensata.

Prima dell’inizio delle violenze vere e proprie, ha avuto l’impressione che qualcosa non andasse nel suo partner?

Come in tutte le coppie che nascono, all’inizio sembra tutto bello, tutto “normale”, piccoli gesti, piccole gelosie associabili all’interesse verso di te. Però lo senti che qualcosa non va, ne sei quasi consapevole ma la coercizione inizia praticamente subito. Ti auto convinci che non sia niente, ma ad uno sguardo attento e lucido, i segnali si colgono. Sì, avevo l’impressione che qualcosa non andasse in lui. Nel mio caso ero alla mia prima esperienza sentimentale, ero giovane e ingenua. La sua gelosia e il suo controllo mi sembravano cose normali, oggi me ne guarderei bene da un uomo così.

La violenza fa cadere ogni protezione, le vittime, spesso, si definiscono come svuotate, perdono la loro umanità. È accaduto anche a lei?

Si, certo. Come ho detto prima, è quello che accade, e non accade perché si subisce violenza, accade prima, quando il partner inizia la sua manovra coercitiva, convincendoti di essere una persona sbagliata, che la tua famiglia non ti ama, che nessuno ti ama come ti ama lui. Annulla la tua personalità e ti fa perdere contatto con il mondo, soprattutto con te stessa. Credo che sia questa la vera violenza, ed è quello che ti rimane addosso una volta che ci si libera dal partner. Se si è fortunate.

L’uomo violento, alcune volte, fa mea culpa e chiede scusa ripetutamente alla sua compagna, per poi ricadere, ovviamente, nella violenza. Le ha mai chiesto scusa?

All’inizio lo faceva spesso, mi chiedeva scusa come se il suo gesto fosse stato incontrollato, come se non volesse farlo. Come se a farlo fosse stato il mostro dentro di lui. E, che lei ci creda o no, era anche molto convincente, forse perché davvero all’inizio scattava qualcosa nella sua mente malata, qualcosa che, forse, provava a combattere nei momenti di lucidità. Ma poi no. Poi ha smesso di chiedermi scusa spesso, anzi, con il tempo ha iniziato a incolpare me per la sua violenza.

Lo vede ancora? Cosa prova quando lo vede?

No non lo vedo, perché ho cambiato vita, sono fuggita da lui e dai miei affetti per poter sopravvivere. Oggi capita di incontrarlo per caso. Cosa provo? Rabbia, paura, tristezza, angoscia e anche molta pena.

Dove ha trovato il coraggio di dire basta?

Il coraggio l’ho trovato in me stessa e nella mia famiglia, ho scelto di sopravvivere rinunciando alla mia vita per potermi salvare! Non è giusto che qualcuno debba arrivare ad un punto nella sua vita in cui ritrovarsi a dover fare una scelta tanto difficile. Il vero coraggio non è tanto dire basta, il vero coraggio è riuscire ad andare avanti, ogni giorno, senza lasciare che il passato ti schiacci. Il coraggio di dire basta è stato solo istinto di sopravvivenza!

Quest’uomo ha pagato per i crimini che ha commesso? Se no, cosa pensa in merito alla giustizia italiana su questo tipo di argomento specifico?

No, non ha pagato, continua la sua vita impunito, continua a picchiare le donne che finiscono, loro malgrado, nella sua vita, e nessuna di loro lo ha ancora denunciato. Perché? Perché è così difficile denunciare? I motivi sono tanti, la sfiducia nella legge e nelle forze dell’ordine è sicuramente la più importante, ma spesso, molto più spesso, a spingere le donne a non denunciare è la vergogna, e dopo quello c’è la paura. Personalmente non ho alcuna fiducia nella giustizia italiana, e nemmeno in quella divina. Come si fa ad avere fiducia di qualcuno che dovrebbe proteggerti se in una situazione di emergenza non ti aiuta? La legge è fatta male, i poliziotti e i carabinieri non sono preparati a trattare con una donna vittima di violenza, non sono abbastanza “educati” a farlo nel modo giusto. Quante storie di denunce culminate in omicidi sentiamo? Tante, troppe! La risposta è sui quotidiani ogni giorno.

La sua famiglia sapeva delle violenze perpetuate su di lei? Se si come ha reagito?

La mia famiglia credo sospettasse tutto, o ne era a conoscenza, non ne ho idea, pensavo a nascondere tutto per non farli soffrire. Poi però ho raccontato loro la verità chiedendogli aiuto, ed è solo grazie a loro se oggi posso raccontare la mia storia.

 

Come ha vissuto la sua vita sentimentale dopo la violenza?

I sentimenti. Beh, se si è fortunate può rimanere amore da dare, se si è fortunate può esserci la speranza di  essere amate.  Credo che l’esperienza mi abbia lasciato delle profonde ferite nell’anima, sfiducia negli esseri umani, sfiducia nell’amore e sicuramente mi ha lasciata arida di sentimenti. Ma faccio il possibile per cercare il buono nelle persone che scelgo di avere accanto. Si è, però, sicuramente più attente a chi si ha di fronte e si cerca di non lasciarsi andare troppo.

Ha paura che situazioni come quella che ha vissuto si possano ripetere?

Certo, costantemente paura. Chi può dire dove si nasconda un mostro?

Ha cercato conforto su internet, e mi riferisco a forum e pagine tematiche che raccoglievano testimonianze?

Sinceramente no, nonostante sia sempre stata una persona da forum e blog, cerco il più possibile di evitare l’argomento perché è come scavare in fondo alla mia anima, alla ricerca di cose che cerco di seppellire ogni giorno. Però credo che possano essere di conforto per gli altri.

Pensa che la sensibilizzazione mediatica in merito sia sufficiente?

Assolutamente no! Credo che non basti per niente la sensibilizzazione mediatica, credo che ci voglia “educazione” educare i bambini e le bambine, insegnargli cosa non si fa e come evitare di esserne vittima! Bisogna ascoltare le donne e non parlargli e basta, perché non serve quasi a nulla.

Cosa vorrebbe dire alle donne che si trovano nella sua stessa condizione?

Sarà assurdo, ma questa è la domanda più difficile. Non so cosa dire alle donne che si trovano nella condizione in cui mi sono trovata io. Cosa potrei dire? Scappate? Difendetevi? Io vorrei dire solamente: AMATEVI, perché solo così potrete salvare voi stesse! Non permettete ad un uomo di dirvi cosa non siete. Amatevi e credete in voi stesse, trovate la forza che è dentro di voi, fate un respiro profondo e chiedete aiuto. I primi ad ascoltarvi saranno sicuramente i vostri familiari. Nessun uomo vi ama se, mentre ve lo dice, vi prende a pugni! Non vi ama e non vi amerà mai! Amatevi voi!

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