ATTUALITÀ

La geografia del turismo sessuale

In un mondo sempre più globalizzato e lacerato da una polarizzazione nord-sud, si assiste, quotidianamente, all’ incremento del divario economico sociale che è causa di fenomeni degenerativi e negativi, anche in campo turistico.

È questa, una delle tante istantanee scattate dal rapporto 2016 di ECPAT ( ente internazionale il cui acronimo corrisponde a “End Child Pornography, Prostitution and tafficking”), il quale fotografa quella che, ad oggi, è la situazione che fa da sfondo al diffondersi del turismo sessuale minorile.

In foto il simbolo della ECPAT, associazione internazionale operativa nella difesa dei diritti dei minori. Foto: http://www.socialchangeschool.org/it/wp-content/uploads/sites/2/2015/06/ECPAT-End-Child-Prostitution-Pornografy-and-Trafficking.jpg

In foto il simbolo della ECPAT, associazione internazionale operativa nella difesa dei diritti dei minori
Foto: http://www.socialchangeschool.org/it/wp-content/uploads/sites/2/2015/06/ECPAT-End-Child-Prostitution-Pornografy-and-Trafficking.jpg

Il rapporto, tra i pochissimi studi cartacei diffusi annualmente, elabora nelle sue 154 pagine un quadro dettagliato ed a tratti crudo, su tutto ciò che è identificabile come turismo sessuale. Preliminarmente però, è bene ricordare che con l’espressione turismo sessuale si intende normalmente un settore molto ampio del mercato del turismo, cioè quello caratterizzato da spostamenti finalizzati all’attività sessuale a vario titolo, spaziando tra sfruttamento della prostituzione locale, fino alla pedofilia. In particolare, all’interno di questo macro settore, si evidenzia poi quella porzione di turismo che, coinvolgendo i minori, si dirige verso zone limitrofe alla pedofilia e costituisce poi quello che è l’oggetto del rapporto diffuso da ECPAT.
Un fenomeno, quello del turismo sessuale minorile, che peraltro, almeno stando al quadro tracciato dal rapporto, pare non conoscere né gli influssi limitativi della crisi economica né le frenate legate alle strette praticate da organizzazioni internazionali e da molti, anche se non tutti, governi. Comprendere come mai non tutti i governi del mondo contrastino con forza tale fenomeno è però abbastanza semplice se si considera qualche dato economico sul turismo: prendendo a riferimento il 2015, il mercato del turismo ha fatto registrare un numero di arrivi globalmente pari a poco più di un miliardo e cento milioni, più del doppio rispetto a venti anni prima ed il giro di affari, sempre al 2015, è stato di poco più di mille miliardi di dollari.

Una torta ragguardevole che, con le sue cifre da capogiro, ideali per ingrossare il PIL di paesi che vivono quasi essenzialmente di turismo, fa gola a moltissimi governi al punto di arrivare a tacere gravi ed evidenti violazioni dei diritti dei minori.
Il dettagliato studio, non consegna però soltanto dati economici e fornisce in maniera analitica per le varie regioni del mondo considerate, anche l’identikit del turista sessuale, della vittima e dei movimenti che caratterizzano questo fenomeno sul quale, a detta dello stesso rapporto, hanno anche inciso gli aumenti degli spostamenti delle persone, sia per lavoro sia per turismo, in varie parti del mondo.

La mappa tracciata dal rapporto ECPAT. In verde i paesi maggiormente frequentati dai turisti del sesso. Foto: http://ecpat.be/wp-content/uploads/2013/10/10713BD0-9767-475F-AE6C-17C8AF3DF777-1.jpg

La mappa tracciata dal rapporto ECPAT. In verde i paesi maggiormente frequentati dai turisti del sesso
Foto: http://ecpat.be/wp-content/uploads/2013/10/10713BD0-9767-475F-AE6C-17C8AF3DF777-1.jpg

Così, a scorrere il rapporto si scopre che, sebbene gli utilizzatori siano in gran parte uomini, non vengono escluse le donne e che inoltre, dal punto di vista dei flussi geografici del fenomeno, il ricco nord si muove sempre più spesso verso il povero sud (America Latina, Africa, Sud est asiatico in particolare), dove il turista ricco scambia il suo denaro per prestazioni sessuali.
Ovviamente, il rapporto non tace che dietro ai fenomeni considerati ci siano molto spesso le organizzazioni criminali, ma al contempo precisa che, date le condizioni di carente sviluppo economico di alcuni paesi, non è raro che siano ragioni personali e familiari a guidare lo sfruttamento sessuale, o ancora ragioni legate alla speranza che il ricco turista si prenda cura e si faccia carico del minore in condizioni disagiate.

In questo modo, emergono più chiaramente le caratteristiche di un fenomeno che, sebbene sia conosciuto e spesso anche sotto gli occhi di tutti, grazie alle numerose inchieste e all’attività divulgativa dei media, si fa ancora fatica a contrastare. Questo sia perché limitarlo richiede un coordinamento tra forze di polizia (che ad oggi è molto difficile per ragioni di campanilismo tra Stati sovrani n.d.r.), sia perché esistono ancora, nonostante i trattati internazionali che regolano la materia, delle zone d’ombra che lasciano impunito il turista. Peraltro, sotto il profilo dell’impunità, vi sono anche da considerare alcune miopie che, al netto degli effetti internazionali del fenomeno, si sono create in alcuni stati sopratutto in Asia: il rapporto, ad esempio, testimonia che in Cina, pur essendo il fenomeno sanzionato da alcune leggi, queste vengono applicate soltanto contro gli stranieri, mentre contro i cittadini cinesi che commettono questi crimini non vengono generalmente presi provvedimenti.

Alla lettura del rapporto, il quadro che emerge è sconcertante e soprattutto, non si può tacere che uno studio globale di tale portata abbia un’enorme importanza nella ricostruzione di questo fenomeno. Data la natura dei delicatissimi interessi coinvolti, lo studio ECPAT dovrebbe essere di importanza capitale, tanto per i governi dell’Occidente quanto per le organizzazioni internazionali. Troppo spesso, davanti a questo problema i governi divengono muti e ciechi, così da poter credere e far credere che il progresso economico abbia potuto sconfiggere queste pratiche, ma la realtà è ben diversa. Questi atroci abusi vengono, quotidianamente e sempre, perpetrati contro le più indifese creature: i bambini

Copyright foto di copertina: http://letteradonna.it/wp-content/blogs.dir/3037/files/2015/09/GettyImages-460819864.jpg

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