ATTUALITÀ

LA STRAGE DI ORLANDO

Sono passate, ormai, due settimane, da quando, Il 12 Giugno 2016, Omar Mateen, a Orlando in Florida, ha fatto irruzione all’interno del Pulse, noto locale gay della città. Imbracciando un fucile Sig Sauer ed una pistola Glock, l’assassino ha aperto il fuoco sulla folla, causando la morte di 50 ragazzi e ferendone altri 53.

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Si tratta del più grave attacco perpetrato da un singolo contro la comunità gay, non solo negli Stati Uniti ma anche nella storia recente di tutto l’Occidente. Il movente, inizialmente ricondotto ad un attacco terroristico di matrice islamica fondamentalista, ha dovuto progressivamente cedere il passo, all’idea che si trattasse di un’azione di origine puramente omofobica. Non è un caso, infatti, se negli ultimi anni gli attacchi contro la comunità gay siano aumentati incredibilmente. I principali luoghi in cui si manifestano sono le scuole, le università, ed i posti di lavoro.

Secondo diversi studi, solo nel 2014, sarebbero circa 1248 i crimini commessi negli Stati Uniti dovuti all’omofobia. Per l’FBI, tra il 1997 ed il 2007 sarebbero scaturiti da quello stesso odio, circa 100.000 omicidi. Ciò porta la discriminazione sessuale ai primi posti tra i fattori che motivano pregiudizi violenti.

La matrice omofobica dell’attentato di Orlando, ha destato grande preoccupazione per il clima di discriminazione che ha generato.

Non sono mancati infatti, sui social network come Facebook e Twitter, manifestazioni di solidarietà nei confronti dell’assassino e d’istigazione alla violenza nei confronti dei gay. “Il mein kampf è anacronistico. Al posto degli ebrei bisogna mettere i gay. E sterminarli tutti, casa per casa” è uno dei tanti tweet diffusi in rete. Frequenti erano anche post del tipo: “Dunque, in queste ore stiamo assistendo all’ennesima riprova che, quando è troppo è troppo: va bene i diritti LGBT e pure quei cortei tipo carnevale di Viareggio con tanti strani tipi mascherati, ma ecco cosa può accadere nella vita reale quando un povero ragazzo deve assistere allo spettacolo di due uomini (???) che si baciano in mezzo a una pubblica via invece che nello squallore di una qualche oscura dark-room. Cari gay ingenui, questa strage, in fondo in fondo, ve la porterete tutta sulla coscienza, a patto che ne abbiate una”. Ancora oggi, quindi, nel 2016, si continua a morire di omofobia. L’ orientamento sessuale, infatti, è uno dei motivi principali di sofferenza, mortificazione e oppressione per tante persone in tutto il mondo, che vengono derise, escluse e umiliate. Le restrizioni sociali che la comunità gay deve subire, sono ancora tante. Ha fatto notevolmente discutere, infatti, la scelta delle autorità americane di non accettare donazioni di sangue dagli omosessuali per aiutare i feriti dell’attentato. Dopo la strage, l’associazione OneBlood aveva chiesto ai cittadini di recarsi in ospedale per donre. Dall’annuncio, postato su Facebook, si era poi diffuso il messaggio che anche gli omosessuali – contrariamente a quanto stabilito dalla Food and Drug Administration – potessero contribuire. Ma il divieto per loro resta in vigore ed è stato precisato, che solo a fine anno, verrà recepita la nuova direttiva che li autorizza, a patto che non abbiano avuto rapporti sessuali nell’ultimo anno, a poter regolarmente donare.

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Dunque, essere omosessuali oggi, significa essere vittima di gravi soprusi e ingiustizie. Come indica il termine omofobia, coniato dallo psicologo George Weinberg nel 1972, la paura irrazionale, l’intolleranza e l’odio nei confronti degli uomini e donne gay,  nasce e si sviluppa in una società capitalistica, dall’idea che la sessualità sia strettamente legata alla riproduzione e che quindi, un rapporto “improduttivo” sia contro natura. Scontrandosi con la tradizionale concezione della famiglia, l’omosessualità è vista come il nuovo “cancro” della società.

L’episodio di Orlando è la dimostrazione di come ci sia ancora tanto da fare per vivere in una società, in cui l’odio verso il “diverso” non implichi una limitazione della libertà individuale dei cittadini.

Emanuele Carrito

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