Caro John

LE PAURE DI UNA MADRE: COME GESTIRE LA DIVERSITA’

Caro John,

Sono Noemi, ho 48 anni, sono divorziata da diversi anni e ho due figli nati da due relazioni differenti. Il più grande si chiama Mattia e ha 17 anni. È sempre stato un ragazzo particolare, solitario e spesso assente. Quando era più piccolo gli piaceva molto leggere e stare in casa, non giocava al parco con gli amici e si rifiutava di fare qualunque sport. Mi chiedeva di comprargli molti libri finché ho iniziato a rifiutarmi di farlo, proprio per incentivarlo a vivere un po’ all’aria aperta. Ma questo non è servito, anzi, più io gli impedivo di fare ciò che voleva, più in lui crescevano ansie e paure. Tanto che una volta iniziato il liceo ha smesso di parlarmi per più di un mese. Adesso che è quasi maggiorenne, vedo che si è un po’ aperto verso il mondo, ha degli amici, non molti, che però gli vogliono bene e vengono spesso a casa per studiare e giocare ai videogames. L’altro giorno però mi ha confessato una cosa. Mi ha rivelato di essere innamorato di una sua compagna di classe, ma pensa di essere inadeguato per lei. Questo disagio però non lo prova solo nei confronti di questa ragazza, bensì nei confronti di tutto il resto del suo piccolo mondo. Pensa di non essere in grado di avere comportamenti idonei e conformi alle regole sociali, di essere inadeguato a qualunque tipo di relazione umana e affettiva. Anche con me non si è mai lanciato in dimostrazioni d’affetto, l’unica persona a cui riserva le sue attenzioni e le sue protezioni sembra essere suo fratello di 10 anni più piccolo. Io vorrei che lui si sentisse meno a disagio e riuscisse a capire quanto davvero sia intelligente e valido, che acquistasse più autostima in se stesso e riuscisse a vivere serenamente. Come posso affrontare questo problema?

(Noemi, 48 anni)

Cara Noemi,

Charles Evans Hughes disse che “Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi”. Questa frase mi sembra un ottimo consiglio per te, più che per tuo figlio. A mio avviso dovresti semplicemente accettare la diversità con cui tuo figlio vive e si confronta ogni giorno, poiché a farglielo presente ci sono già gli altri. Sentirsi inadeguati genera ansia e disagio in Mattia e questa condizione esistenziale lo porta ad allontanarsi dal suo piccolo mondo. Se ragioniamo per compartimenti stagni, probabilmente, lui ha sviluppato questa sua paura verso gli altri proprio tra le mura domestiche. Si è visto negare i propri interessi volendoli sostituire con altri, non ha trovato l’approvazione che da te cercava e, piano piano, ha smesso di cercarla anche in se stesso. Ciò che mi sento di consigliarti, è di cercare un punto di contatto con tuo figlio, cercare con lui di condividere interessi e attività che possano giovargli e renderlo felice di ciò che è e ciò che vuole diventare. Prova a chiedergli come si vede nel suo futuro, prova a chiedergli di parlarti dei suoi interessi. Chiedigli di giocare insieme ai videogame e di leggerti i suoi racconti preferiti. Solo attraverso un contatto diretto con la sua realtà potrai capire quale sia la strada migliore da percorrere con lui. Perché non si è mai soli e nessuno vuole esserlo. Tutto il resto verrà da sé.

Copyright foto copertina:

Gli psicologi lanciano l’allarme: “I genitori apprensivi possono causare danni ai figli”

 

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