Scienze & Tech

MASDAR, LA CITTA’ ECOTOPICA

“Mio nonno viaggiava a dorso di cammello, mio padre guidava un’auto, oggi io viaggio su un Jet privato, ma senza dubbio i miei nipoti torneranno sul dorso di un cammello”.

(Proverbio Arabo)

Questo famoso proverbio, racchiude al suo interno, l’essenza del problema, che non solo i paesi arabi saranno chiamati presto ad affrontare. Come sostenere un sistema che per il 90% è alimentato con risorse destinate ad esaurirsi in un breve lasso di tempo? Come gestire la transizione verso una sostenibilità energetica e ambientale nella fase in cui possiamo ancora permetterci di bruciare tonnellate di combustibile fossile, accumulato in migliaia di anni, in un singolo viaggio aereo di poche ore? La risposta è Masdar, ossia, la città del futuro.

Nel 2008, a 20 chilometri da Abu Dhabi, hanno inizio i lavori per la realizzazione della prima città al mondo ad impatto zero.

Una luogo ideale dove le attività umane sono concepite in maniera sostenibile, da un punto di vista energetico ed ambientale.

Masdar è un esperimento, un “viaggio nel tempo”, una visione.

MAS

La sua architettura attinge alla sapienza millenaria delle genti del deserto, per questo, giardini e fontane rinfrescano le strade mentre, immense torri del vento, convogliano la caldissima aria del deserto nel sottosuolo per attivare un condizionamento naturale (passive-cooling).

Ma la città è fatta di materiali di ultima generazione, che rispondono agli stimoli ambientali, calibrando le condizioni di funzionamento come una pelle di edifici senzienti.

Masdar è un quadrato perfetto, sormontato da migliaia di pannelli solari: potrebbe muoversi come un’astronave di metallo nel cuore infuocato del deserto.

Al suo interno Sir.Norman Foster, il visionario architetto inglese responsabile di questa “ecotopia”, ha mescolato pezzi di futuro, come i gusci elettrici monopasseggero, con i contorti camminamenti tipici delle città tuareg, stimolo per le turbolenze del vento.

Masdar ricicla l’80% dell’acqua utilizzata e la totalità dei rifiuti; ospita, inoltre, la sede dell’agenzia internazionale per le energie rinnovabili e un centro di ricerca universitario con focus energetico-tecnologico. Una città concepita nel massimo apice della ricchezza dalle genti del petrolio per essere perfettamente in grado di funzionare nel periodo successivo all’esaurimento delle risorse.

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L’impegno economico previsto è di 22 miliardi di dollari, ma la crisi internazionale e l’attuale aggressiva politica saudita in fatto di petrolio, hanno di fatto, congelato i lavori che sarebbero dovuti terminare nel 2014. Ad oggi il progetto resta un sogno indefinito all’avvicinarsi dell’aurora. La città ideale, di rinascimentale memoria, perfetta nelle forme e colori ma assurda per l’inconcepibile assenza di vita. Un esperimento così ambizioso e costoso non è probabilmente la via per segnare l’evoluzione, gli aggiustamenti che la nostra società globale dovrà compiere, saranno presumibilmente graduali e riguarderanno una ristrutturazione di tessuti urbani già esistenti e brulicanti di vita energivora, non bianche dune infuocate. Però Masdar sarebbe stata o potrà essere un esempio, una visione d’ispirazione planetaria. Resta da capire se il risveglio ci troverà col sorriso di un dolce ricordo o con la perplessità di un sogno incompreso.

Andrea Listorti

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https://www.architetturaecosostenibile.it

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