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Piccoli Davide contro il calcio europeo

E’ la nota narrazione di Davide contro Golia, del piccolo grande cuore del primo, grande al punto di ignorare l’abisso tecnico che lo contraddistingue, contro le doti del secondo, più forte almeno stando ad una considerazione razionale dei valori coinvolti. Ed è una narrazione questa che, se nel corso del 2016 ha consegnato alla storia del calcio numerose storie ultima delle quali quella del Leicester, non accenna a fermarsi neanche durante gli Europei di Francia.

Sfida difficile, anche statisticamente quella delle piccole: per trovare una debuttante capace di andare oltre la fase a gironi, bisogna tornare indietro al 1996. Foto: https://sports.bwin.it/it/news/calcio/euro-2016/il-seme-del-dubbio-ovvero-perche-ad-euro-2016-le-teste-di-serie-contano-poco,80964.html

Per trovare una debuttante capace di andare oltre la fase a gironi, bisogna tornare indietro al 1996.
Foto: https://sports.bwin.it/it/news/calcio/euro-2016/il-seme-del-dubbio-ovvero-perche-ad-euro-2016-le-teste-di-serie-contano-poco,80964.html

Complici anche un meccanismo di qualificazione rinnovato  (visto che a qualificarsi non sono più le prime due di ogni girone bensì anche quattro delle migliori terze) e un tabellone notevolmente sbilanciato sul lato destro (dove, a causa di gironi conclusi in modo disgraziato dalle grandi, si sono concentrati la maggior parte dei big match), la narrazione della sorpresa si è presto fatta viva nella manifestazione transalpina portando, alle luci della ribalta, molte storie di movimenti calcistici arrivati più o meno in sordina all’Europeo e che, contro ogni pronostico, non solo sono state in grado di fornire un calcio tecnicamente apprezzabile ma pure di passare il primo turno. E si tratta, in molti casi, di storie che trascendono i confini strettamente sportivi per arrivare a lambire quelli politici visti i trascorsi che hanno caratterizzato la formazione di alcune nazioni di cui queste nazionali sorprendenti sono espressione.

 E’ il caso dell’Albania, Stato dalla travagliata storia recente che, sotto l’abile guida dell’italiano De Biasi, è riuscita a sorpresa ad arrivare alla fase finale dell’europeo per la prima volta nella sua storia ed a mettere in difficoltà i padroni di casa e grandi favoriti della Francia nella seconda partita del girone appena concluso, non sfigurando affatto in un giorne che li vedeva impegnato poi anche contro Romania e Svizzera, squadre senza dubbio più dotate tecnicamente e finanche più esperte.

Marek Hamsik: capitano e simbolo della Slovacchia, secondo per presenze nella storia della nazionale slovacca e terzo per numero di gol segnato. Foto: http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2015/10/MarekHamsikSlovacchia.jpg

Marek Hamsik: capitano e simbolo della Slovacchia, secondo per presenze nella storia della nazionale e terzo per numero di gol
Foto: http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2015/10/MarekHamsikSlovacchia.jpg

Ma è anche il caso della Slovacchia di Marek Hamsik, centrocampista e capitano del Napoli, che dapprima ha guidato la sua nazionale alla qualificazione alla fase finale di Francia 2016 riuscendo anche a battere la nazionale spagnola, e poi a qualificarla per gli ottavi di finale. Anche per la Slovacchia, prima partecipazione assoluta ad un campionato europeo dopo la prima qualificazione ai mondiali ottenuta nel 2010 dove si fermò agli ottavi, proprio come in questo europeo. Ed anche qui, sopresa calcistica, vista la storia recentissima di questa nazionale nata solo nel 1993 a seguito della dissoluzione, anche politica, della Cecoslovacchia dalla quale nacquero la Slovacchia e la Repubblica Ceca.

Ma se c’è una storia che tra tutte si segnala, anche da un punto di vista squisitamente tecnico, questa è senza dubbio quella che riguarda la nazionale Islandese, la quale è riuscita dopo un girone di qualificazione preliminare sorprendete, ad arrivare alla fase finale qualificandosi addirittura ai quarti di finale.

 

Un risultato sorprendente quello islandese, se si

I giocatori della nazionale islandese durante il rito del "geyser sound", simbolo della simbiosi con i loro tifosi. Foto: http://www.sportevai.it/uploads/2015/09/islanda.jpg

I giocatori della nazionale islandese durante il rito del “geyser sound”, simbolo della simbiosi con i loro tifosi.
Foto: http://www.sportevai.it/uploads/2015/09/islanda.jpg

considera il contesto nazionale di questo paese baltico che, situato agli estremi confini nordici dell’Europa continentale, non arriva a sommare in totale 400000 abitanti e che pure è stato in grado di mettere in piedi una generazione di 23 calciatori, divenuti ormai veri idoli ed eroi in patria, i quali ad ogni partita, rischiano di aggiornare una storia di prime volte finita di scrivere pochi istanti calcistici prima. Proprio come accaduto qualche giorno fa quando, al cospetto degli inventori del calcio, sono riusciti a raggiungere uno storico approdo ai quarti di finale battendo quell’Inghilterra, così vicina eppure così lontana per tecnica calcistica ed esperienza nelle grandi competizioni.

E nonostante la prematura dipartita della nazionale inglese fragorosamente eliminata dall’Islanda, al Regno Unito resta comunque qualcosa di cui gioire e l’orgoglio di avere, nel suo piccolo, scritto una pagina di storia non solo del calcio: proprio nei giorni in cui il Regno Unito si pronunciava circa l’opportunità di uscire dall’Unione Europea infatti, quasi per un contrappasso tutto sportivo e non casuale, il Regno Unito portava tutte le sue squadre agli ottavi di finale, mettendo persino in scena un derby tutto interno tra Galles e Nord Irlanda, vinto poi dai gallesi che sono ora l’unica squadra del Regno Unito rimasta in corsa per il titolo.

 

Gareth Bale, cuore gallese e carriera madrilena: ha trascinato in questi europei la sua nazionale fino agli ottavi di finale

Gareth Bale, cuore gallese e carriera madrilena: ha trascinato in questi europei la sua nazionale fino agli ottavi di finale. Foto: http://images2.gazzettaobjects.it/

Prova ennesima, ancora ce ne fosse bisogno, che non solo la narrazione del Davide contro Golia è una costante pressocché ineludibile, ma che essa può divenire il veicolo, grazie alla potenza aggregativa del calcio, di sentimenti positivi attorno ai quali coagulare nazioni intere. D’altronde, sebbene proprio un inglese, Winston Churchill, rimproverasse a noi italiani di andare in guerra come si va ad una partita di calcio e ad una partita di calcio come si va ad una guerra, probabilmente anch’egli non avrebbe avuto difficoltà a riconoscere che si è cominciato a parlare di Europa quando le nazioni hanno capito che la guerra, forse, era meglio farsela su di un campo di calcio che nelle città. Rincorrendo un pallone contro un nemico a tempo limitato al quale non si toglie la vita, ma al massimo una vittoria.

Copyright foto di copertina: http://www.pronosticiseriea.info/wp-content/uploads/euro2016.jpg

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