Caro John

ANSIA E ATTACCHI DI PANICO

Caro John

Sono una ragazza di 30 anni e da più di dieci soffro di ansia e attacchi di panico. Lavoro come organizzatrice di eventi e il mio lavoro mi piace molto. Spesso, trovandomi a contatto con moltissima gente, soprattutto in luoghi affollati,  il mio problema viene fuori nelle situazioni più disparata e inaspettate. Il prima attacco  d’ansia ce l’ho avuto quando avevo poco più di vent’anni, alle prime esperienze universitarie. Essendo in quel periodo sotto stress e ritrovandomi in un contesto di vita nuovo, non ho associato subito i miei sintomi a questo problema. Credevo che l’ansia o la paura che ne scaturivano,  fossero sintomi passeggeri e dettati dalle nuove esperienze in cui mi trovavo. Al principio era un esame, poi un viaggio lungo in aereo o in treno; i sintomi erano abbastanza leggeri, ai quali non ho mai dato molto ascolto perché presa a vivere la mia vita a mille, senza sosta e senza fermate. Continuavo a ripetermi che non potevo fermarmi. Finché un bel giorno, non è stata più semplice ansia, ma a fermarmi è stato un vero e proprio attacco di panico. Ero a cena in un ristorante, circondata da persone tranquille e in un contesto normalissimo. Avevo le palpitazioni a mille, mi sentivo come paralizzata e con la forte sensazione di morire. Dopo questo episodio ce ne sono stati altri, sporadici ma gravi. Adesso per me è diventato difficile svolgere anche le semplici cose quotidiane come cenare in un ristorante affollato, lavorare nei locali o semplicemente guidare. Sono comunque una persona forte e non voglio finire come molti fanno a chiudermi tra le quattro mura di casa ed isolarmi dal mondo per paura, ne tanto meno voglio risolvere questo problema ricorrendo a dei medicinali. Vorrei qualche consiglio pratico per affrontare di petto questo problema. Cosa potrei fare?

( Chiara)

 

Cara Chiara,

lo stesso Freud diceva:

‘’ Siamo minacciati dalla sofferenza da tre versanti: dal nostro corpo, condannato al declino e al disfacimento e che non può funzionare senza il dolore e l’ansia come segnali di pericolo; dal mondo esterno, che può scagliarsi contro di noi con la sua terribile e formidabile forza distruttiva; infine, dalle nostre relazioni con gli altri.’’

Il problema che descrivi sembra essere il male del nostro secolo. Spesso, non ascoltiamo i segnali di allerta del nostro corpo e in particolar modo della nostra mente, poiché siamo troppo presi a continuare a svolgere le quotidiane funzioni della nostra vita. Eppure, sono i primi campanelli d’allarme di quello che potrebbe essere  un vero problema. Nel tuo caso, ci sono voluti anni prima che l’ansia si tramutasse in panico. Ti definisci una ragazza dal carattere forte ed estroverso, ebbene, dicono che siano proprio queste caratteristiche che generano ansia. Voler avere il controllo assoluto della propria vita e di ogni singolo evento non è umanamente possibile: ecco perché il corpo ne risente. Quello che posso consigliarti è, innanzitutto, di prendere una pausa da ciò che ti genera stress. Nutri la tua interiorità, ritagliati del tempo della tua giornata da dedicare solo alla tua anima, medita, stai da sola in mezzo alla natura, torna ad ascoltare la tua voce interiore.

L’ansia e la paura lasceranno il posto alla calma e alla serenità.

Mangia cibi sani, bevi molta acqua, fai esercizio regolarmente, cura il tuo aspetto e il tuo corpo. Fare attività fisica, oltre che distrarti da pensieri inutili, attiva la produzione di sostanze benefiche per il tuo corpo e la tua mente. Che tu lo voglia o no, la vita è una serie di cambiamenti continui e spontanei. Voler controllare tutto e opporre resistenza al naturale scorrere della vita, ti porterà solo ansia e frustrazione. Lascia che le cose fluiscano naturalmente verso la loro direzione. Convinciti una volta per tutte che la vita è buona e lasciati trasportare da essa. Circondati di persone che ti fanno star bene e anche nei momenti di malessere interiori in cui vorresti solo nasconderti dal mondo, cerca di essere di rottura, superando il problema gettandoti nella folla. Scrivi su un taccuino il tuo malessere nel momento in cui si presenta. Sembrerà infantile ed inutile mettere nero su bianco le proprie sensazioni, ma è una sorta di sfogo che ci fa riflettere e ci porta a rilassarci. Se dopo questo periodo di pausa e relax, il problema dovesse non risolversi, ti consiglio di vedere un esperto e valutare anche la strada della medicina.

John

Copyright Foto Copertina: http://statics.photodom.com/photos/2012/01/10/2343361.jpg

 

Annunci

Rispondi