LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE

La mafia uccide solo d’estate è un film uscito nelle sale cinematografiche il 28 novembre 2013. È una commedia drammatica diretta ed interpretata da Pierfrancesco Diliberto, alias Pif, scritta con la collaborazione di Michele Astori e Marco Martani.

In una terra contaminata dalla criminalità vive Arturo, un bambino che riesce a percepire ‘’il marcio’’ in chi e in ciò che lo circonda. Cresce in una Palermo degli anni ’70- ’80, dove la gente sembra vivere tranquillamente la propria quotidianità, non curante di un fenomeno che, invece, si muove e indisturbato miete vittime: la mafia.

« – Ma la mafia ucciderà anche noi?
– Tranquillo, ora siamo d’inverno, la mafia uccide solo d’estate. »

(Il padre al piccolo Arturo, prima di andare a dormire)

Ecco che, da questa velata incoscienza, prende il titolo il primo film di Pif. Un’incoscienza, potremmo dire, dettata dall’illusione che, come un fenomeno irrilevante o passeggero, lo si può ignorare continuando a vivere, perché aprire gli occhi e affrontare il problema genera paura e, a volte, la morte.

Lo sanno bene i personaggi che Arturo incontra nella sua fase fanciullesca, dal capo della squadra mobile di Palermo, Boris Giuliano, ucciso da Cosa Nostra, al generale Carlo Alberto dalla Chiesa, anch’egli fermato dalla mafia. È rappresentativa la scena di Arturo che, nelle vesti di giornalista, intervista Dalla Chiesa:

<< Andreotti dice che l’emergenza criminalità è in Campania e in Calabria. Generale, ha sbagliato regione? >>

 

Arturo comprenderà, dopo la morte del generale, di quanto la sua fonte ( Giulio Andreotti) non fosse attendibile.

Molti altri grandi uomini sono i personaggi che Pif presenta nel suo film come Pio La Torre e Rocco Chinicci; egli, però, fa anche i nomi di coloro che furono gli esecutori, ad esempio Totò Riina, e lo fa in modo semplice, quasi ironico ma intelligente.

Il film è il racconto di un Paese ‘’governato’’ dalla Mafia, di gente troppo pigra per reagire e combattere e di giovani che si lasciano incantare ( come Arturo) da politici come ‘’ l’amico degli amici’’ ( Andreotti) che deviano, con i loro messaggi, quella che è la realtà sociale e politica.

la-mafia-uccide-solo-destate

Nella seconda parte del film ritroviamo Arturo adulto. Finalmente, è riuscito a realizzare il suo sogno d’amore con Flora.

‘’ Quando sono diventato padre ho capito due cose: la prima che avrei dovuto difendere mio figlio dalla malvagità del mondo, la seconda che avrei dovuto insegnargli a distinguerla’’.

‘’ In città avvenne un evento storico, i palermitani scoprirono che esisteva la mafia e glielo fecero scoprire i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che istruirono il maxi-processo.”

Ecco che Arturo, alla fine, si è destato dalla sua ‘’non curanza’’, un po’ per maturità, un po’ per l’esperienze vissute in prima linea, pronto ad insegnare al proprio figlio cosa vuol dire ‘’giustizia’’.

Il film prende spunto dalla realtà in cui Pif e altri palermitani sono cresciuti, una realtà divisa tra una quotidianità normale e la violenza perpetrata dalla mafia. L’omertà è il vero problema.

Pietro Grasso, Presidente del Senato ed ex Procuratore antimafia, lo ha definita l’opera cinematografica sulla mafia migliore che abbia mai visto.

Curiosità sul film:

In una scena, il boss Bagarella è intento a ritagliare una foto di Ivana Spagna da un giornale. La scena,si riferisce ad un fatto realmente accaduto. Si dice che il boss fosse tanto invaghito della cantante da aver pensato di farla rapire.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...