L’EDITORIALE: LA MAFIA NEL 2016

“La mafia uccide, il silenzio pure”, disse Peppino Impastato, il giornalista e attivista politico siciliano, ucciso da Cosa nostra il 9 maggio 1978.

Riflessione, questa, che risulta essere figlia di una mentalità molto diffusa, soprattutto, in alcune zone d’Italia, nelle quali si ha a che fare con la mafia ogni giorno.

Generata da tutti quei luoghi comuni, secondo cui, per un semplice essere umano che non abbia la pretesa di atteggiarsi ad eroe, il miglior modo di agire resta quello di attenersi al motto giapponese delle tre scimmie sagge: non vedo, non sento e non parlo, ma anche dalla paura e dal timore che, una sola parola sbagliata possa avere conseguenze catastrofiche.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giancarlo Siani e il piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido nitrico a soli 14 anni, sono solo alcune delle vittime della criminalità organizzata che, nel corso degli anni, è divenuta sempre più radicata e capillare, arrivando ad attanagliare, con le proprie maglie, anche i settori della politica e della finanza.

La mafia del 2016, infatti, non può più essere identificata attraverso il classico cliché dell’uomo di mezza età, armato di coppola e fucile, ma, assume sempre più spesso, le sembianze del rispettabile imprenditore in giacca e cravatta.

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Un fenomeno difficile, sia da analizzare che da definire, e che, come una falce, promette di ricordare, sempre e comunque, che gli ingranaggi del potere mafioso sono difficili da boicottare.

In questo numero Metis magazine cercherà di parlare del fenomeno mafia analizzandolo sotto diversi punti di vista.

Leggerete un’intervista esclusiva alla giornalista tedesca, esperta di associazioni mafiose, Petra Reski, recensiremo la pellicola d’esordio di Pif: La mafia uccide solo d’estate, avremo il contributo della giornalista americana del New York Times, Helene Stapinsky, autrice di un best-seller sulla corruzione e la criminalità a Jersey City.

Vi racconteremo le storie di Peppino Impasto e Rosario Livatino, tristemente noto come il giudice ragazzino. Parleremo del dipinto del Caravaggio: Natività con i santi Lorenzo e Francesco rubato dalla mafia tra il 17 e il 18 ottobre 1969, cercheremo di analizzare il caso di Stefano e Antonio Maiorana, padre e figlio scomparsi, in circostanze misteriose, dall’Isola delle Femmine( Palermo) nel 2007.

Ma vi sveleremo anche le 10 curiosità, meno note, sul capolavoro di Francis Ford Coppola: Il padrino, parleremo di antimafia, strage di Bologna e dei bambini che, troppo spesso, cedono alle lusinghe della criminalità organizzata.

Un numero ricco e interessante e che vuol cercare di mettere in evidenza come il fenomeno mafioso, in fin dei conti, sia più tentacolare di quanto si possa immaginare.

 

Valentina Nesi

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