CULTURA

Napoli: mille colori e mille paure

Se Napoli la si dovesse descrivere in modo estemporaneo e popolare, verrebbe quasi naturale descriverla come il connubio dei suoi simboli: pizza, san Gennaro e Vesuvio. Ma all’ombra di quel gigante dormiente e dei richiami ai simboli universalmente conosciuti della città partenopea, c’è una realtà che va oltre metafore e simboli. Una realtà nella quale, il contrasto stridente tra le bellezze del passato e le nefandezze del presente, si mescola in un tutt’uno che non lascia spazio a mezze misure. Ed é per questo, forse, che Napoli, o la si ama o la si odia. Senza alcuna possibilità di compromesso. Ciò vale, anche per le nefandezze che, purtroppo, ancora si vivono e vedono in quella città cosi meravigliosa ed a suo modo unica.

Tra queste, in cima a qualsiasi graduatoria e quasi pari per fama ai simboli positivi della cultura partenopea vera e propria, la camorra. Quella camorra che tutto permea o pare permeare, che senti esserci senza però mai percepirne davvero fisicamente la presenza. Perlomeno, fino a che essa non finisce col lasciare i segni della sua azione davanti a qualche bar assieme a qualche manciata di bossoli e qualche vita insanguinata da chissà quale estemporanea faida. Ed é strano dirlo, difficilissimo spiegarlo, quello che si prova camminando su quelle vie e guardandosi attorno. Strano e difficile dire, ad esempio, del timore che ti bacia le spalle quando attraversi un vicolo oscuro perché, se da un lato sai benissimo che alla camorra tu non interessi, dall’altro poco importa che ad assalirti sia un camorrista o un disperato in cerca di soldi per la sua dose.

via-toledo

Napoli, il passeggio della famosa via Toledo (fonte: http://www.hoteleuropeonapoli.com/le-piu-belle-strade-napoli)

Per te, che cammini quelle strade tenebrose, il risultato finale non cambia ed é la paura: paura che quella città dal volto amico ti mostri la sua faccia più cruda. Paura di subire anche tu le conseguenze delle nefandezze spesso solo sentite a distanza o da qualche sfortunato amico. Ma non é sempre e solo paura. Dopo un po’, più precisamente dopo aver preso confidenza con la città ed averne assaggiato tutti i sapori agrodolci, il fenomeno camorristico continui a non vederlo fisicamente ma inizi a percepirlo in una sensazione che si avvicina molto al pregiudizio. Ricadendo così, nell’errore che in molti fanno quando da fuori ascoltano delle vicende di Napoli, emettendo poi facilissime sentenze sulla città.

Ma il pregiudizio c’è, esiste e si alimenta di una continua presenza impercettibile e per converso di un’assenza che invece si percepisce a pieno. Come a dire che, da un lato hai la certezza che qualcosa di losco ci sia, ma dall’altro, nonostante questo costante sentirla, la camorra non la vedi mai. Capita così che un ragazzo dai modi un po’  “tamarri” , venga scambiato per il piccolo boss del quartiere. Capita così,  che dietro all’apertura di una serie di attività commerciali o alla costruzione di nuovi alloggi, ci si vedano corruzioni ed abusi fino a pensare, nei casi più gravi di sopravvento del pregiudizio, al riciclaggio. Strano anche questo: a volte non conosciamo alcuna legge, ma il concetto di riciclaggio, quello, lo possediamo come fossimo avvocati di lungo corso.

Tuttavia, se a leggersi dentro si trovano parole apertamente negative come pregiudizio e paura quando si pensa a Napoli, queste non occupano che una parte estemporanea di un turbinio di sensazioni che solo Napoli lascia nel cuore a chi ha la pazienza di lasciarla parlare ed a sua volta ascoltarla. Seguendone i ritmi cadenzati e caotici allo stesso tempo, le piccole grandi tradizioni che colorano da cima a fondo una città che, proprio tra i vicoli più temuti dal comune sentire, trova la sua vera e più piena natura fatta di colori, odori e suoni meravigliosi che lasciano a bocca aperta.

Uno dei tanti vicoli della città di Napoli (fonte: http://mapio.net/s/58076955)

Uno dei tanti vicoli della città di Napoli (fonte: http://mapio.net/s/58076955)

E’ cosi che alla fine, tra l’odore del caffè e un motorino che romba nello stretto caos di un viottolo affollato, ti arrendi a quel fare un po’ guascone e un po’ materno. Napoli, ha indubbiamente un lato oscuro che si percepisce, reso evidente ed esasperato dalle nostre più intime paure. Ma anche del Vesuvio si ha timore, non é forse vero? E nonostante tutto, neanche la paura di quel gigante può nascondere l’innamoramento che colpisce chi si apre alla città. Come questo forte legame nasca all’ ombra del Vesuvio è per molti un mistero, ma quel che è certo è che si può amare Napoli nonostante le sue nefandezze; ignorando le tante ombre e persino la silenziosa costante della camorra che tutto permea e tutto inquina, meno che il cuore dell’uomo di fronte al quale, Napoli, resterà sempre un mistero bellissimo e per molti versi unico al mondo.

[responsivevoice_button voice=”Italian Female” buttontext=”Ascolta questo post”]
Copyright foto copertina: http://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2016/06/Le-Bellezze-di-Napoli-3.jpg
Annunci

Rispondi