CULTURA

CARTOMANZIA

La cartomanzia è una delle forme di divinazione più diffuse dell’età contemporanea. Contrariamente a ciò che si crede è un’arte ascrivibile tra le pratiche magico-esoteriche di forgia piuttosto recente, sebbene già nel Medioevo le carte da gioco venissero sporadicamente interrogate sull’avvenire.

zingaraDa sempre, nell’immaginario collettivo, la lettura delle carte è attribuita alla figura di una donna dai tratti zingareschi, dagli occhi vispi e penetranti, dalle mani affusolate e ornate da lunghe unghie smaltate. Un personaggio, sospeso tra realtà e fantasia, che ha l’onere di tramandare di generazione in generazione, secondo una gerarchia matriarcale,  la tradizione di pratiche magiche.

 

 

 

 

In realtà, il primo cartomante fu un uomo e di certo non nacque nell’antico Egitto, come il massone Antoine Court de Gebélin tentò di far credere senza prove concrete.

Jean-Baptiste-Alliette-se-convierte-en-Ettellia-tarotista Jean-Baptiste Alliette non era infatti né un egizio dell’antichità, né uno zingaro dell’età moderna ma un parrucchiere che nel 1770 a Parigi pubblicò un manuale sulla cartomanzia intitolato “Eteilla, ou la seule manière de tirer les cartes”. Eteilla, scelto da Alliette come nome d’arte, divenne ben presto sinonimo stesso di cartomanzia. Più tardi scrisse anche a proposito dei tarocchi (mazzo da gioco, composto in genere da 78 carte, al quale si rifanno vere e proprie dottrine esoteriche che ebbero origine nell’Italia settentrionale del XV secolo, per poi diffondersi tra il XVII e il XVIII in tutta Europa). La cartomante più famosa fu  Marie Adélaide Lenormand (1768-1843) detta “Mademoiselle Lenormand”. Alle sue carte pose spesso i suoi dilemmi esistenziali la prima moglie di Napoleone Bonaparte.

La cartomanzia si fonda su un principio dell’alchimia che recita: “Come sopra così sotto”, ovvero, alle leggi che regolano il mondo metafisico (il “sopra”)  corrispondono quelle della realtà fisica che circonda l’uomo (il “sotto”). La rete di corrispondenze che intercorrono tra essi viene svelata attraverso l’interpretazione delle figure allegoriche, chiamate “trionfi”, contenute nelle carte. In base a tale principio il cartomante dispone di due metodi d’analisi che gli permettono di vagliare altrettanti campi della vita umana: il metodo “intuitivo” per risposte approssimative alle conseguenze delle scelte attuate e quello “sacro” per informazioni sul futuro che prescindono dalle decisioni. Il desiderio di conoscere anticipatamente ciò che sarà della propria vita è una perversione che attanaglia l’uomo da sempre. La stessa mitologia (sia greca che latina) riporta figure di veggenti chiamate “sibille”: vergini, cariche di fascino e mistero, che fornivano premonizioni e responsi dai risvolti oscuri ed ambivalenti.

Famosissime sono le profezie di Nostradamus, scrittore e speziale del ‘500 che veniva consultato con avida apprensione da grandi personaggi del calibro di Caterina De Medici.

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Nell’era della comunicazione di massa il consulto del futuro è diventato, come ogni cosa, a portata di click. Dalle cartomanti televisive degli anni ’70- ‘80, si è passati a siti internet interamente dedicati alla cartomanzia, ad applicazioni da scaricare sul proprio cellulare per restare aggiornati su eventi imminenti della propria esistenza.

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Perché prendere decisioni in base al proprio senso critico, più o meno sviluppato a seconda dei casi, quando si possono avere risposte ‘’certe’’ su ciò che sarà, inserendo su una pagina web i propri dati anagrafici e il numero della carta di credito? Che la cartomante sia in carne ed ossa seduta ad un tavolinetto sgangherato in una piazza gremita di gente o sia un’immagine a cartone animato creata al computer, essa continua ad affascinare e tenta di dare risposte a chi ha molte domande sul proprio avvenire.

Antonella Fortunato

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