CULTURA

Il misterioso club dei 27

Cosa hanno in comune la voce di diamante Janis Joplin, il mancino ispirato da Dio Jimi Hendrix, il Re Salamandra Jim Morrison e la voce calda e suadente di Amy Whinehouse? Ad un primo e distratto sguardo, la risposta potrebbe tranquillamente essere niente, a parte l’aver segnato con la loro arte in modo unico e leggendario il mondo della musica, in particolare del Rock.

Ma nella musica rock, probabilmente più che in ogni altro ambito artistico, si sa che le storie degli artisti vengano spesso ad essere circondate di un mistero e di un alone di leggenda tali da alimentare il mito delle personalità, di volta in volta colpite da questo modo di dipingere le loro storie. Ciò è accaduto in occasione della morte di alcune superstar attorno alle quali, in modo più o meno evidente, si sono coagulate coincidenze in grado di collegare episodi apparentemente isolati.

Suggestione giornalistica, mitologia estemporanea o vera e propria maledizione?
Molti degli artisti che più hanno inciso nel panorama musicale del secolo scorso, infatti, sembrano potersi accomunare in quello che viene  denominato come “Club dei 27”, ovvero, quel ristretto e speciale gruppo formato da cantanti e musicisti maledetti:tutti morti in circostanze misteriose all’età di ventisette anni.

Il capostipite del club 27: il compositore brasiliano Alexander Levy Fonte: http://nando.oui.com.br/_images/alexandre-levy.jpg

Il capostipite del club 27: il compositore brasiliano Alexander Levy
Fonte: http://nando.oui.com.br

In realtà, prima che il club fosse monopolizzato da artisti provenienti dal mondo del rock, l’artista che aprì la strada con la sua morte a questo esclusivo circolo fu Alexander Levy, pianista, compositore e direttore d’orchestra brasiliano, il quale morì, nel gennaio del 1892 all’età di 27 anni. La tessera numero uno, però, fu riservata a Brian Jones, fondatore dei Rolling Stones, la cui morte avvenne in circostanze misteriose, come per Levy, a 27 anni.  Il mistero della morte di Jones, è tale che, nonostante siano passati quasi cinquanta anni dal tragico evento, ancora si stenta a fare luce sull’accaduto.

Ma furono le successive illustri morti a render noto il club dei 27 portando, qualche anno dopo, alla ribalta coincidenze che fino ad allora non erano state considerate: Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, tre morti accomunate dall’età (27 anni), dalle circostanze misteriose e dal fatto che ad essere colpite furono tre personalità che nell’epoca sessantottina erano indubbiamente tra le più carismatiche. Tra questi, Jim Morrison, morì a Parigi nel 1971 in circostanze ancora oggi misteriose mentre le morti di Hendrix e Joplin, rivelano le tracce di ulteriori misteri. Dalla maledizione al mistero, il passo fu brevissimo ma tale da alimentare, anche nei decenni successivi, continue voci e leggende metropolitane attorno alle morti di queste personalità.

Così, tra continue voci e congetture più o meno fondate, si diffuse ben presto la voce che Morrison avesse in realtà inscenato la sua morte per defilarsi dalle luci della ribalta; qualcun altro, invece,  prese a sostenere che, viste anche le quasi contemporanee morti di Hendrix e Joplin, non poteva trattarsi né di coincidenza né di maledizione bensì di un vero e proprio intrigo che avrebbe potuto coinvolgere la CIA ed i servizi segreti americani, impegnati magari nell’eliminare personaggi che stavano acquisendo un seguito vastissimo e che incarnavano un’immagine che non si fa fatica a definire anti sistema.

Intanto, nel continuo rimbalzare di mistero ed ipotesi, il club dei 27 continuava con gli anni a popolarsi, riaffermandosi anche nella cronaca giornalistica dove, ormai, si parlava a pieno titolo di ‘’maledizione del 27 ‘’ annotando di volta in volta gli artisti che, con la loro morte, venivano ad infoltire il club e dove si alimentavano congetture circa il nome dell’ artista che avrebbe fatto ingresso nel club. Per anni, si parlò di Mik Jegger, storico frontman dei Rolling Stones, ma la maledizione, dopo una lunga pausa, posò la sua scure su un folto numero di artisti tutti accomunati, come Joplin Morrison ed Hendrix, dall’avere una J nel proprio nome e dall’aver avuto una morte non troppo chiara: Jacob Miller, John Bonham, John Belushi, Jaco Pastorius, Jeff Buckley, Joe Strummer, Michael Jackson. Perlomeno fino al 1994, anno in cui la maledizione torna ad abbattersi su artisti di 27 anni.

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L’ultima tessera del club: Amy Whinehouse
Fonte: amywinehouseforever.org

La penultima tessera del club, per ora, spetta infatti al frontman dei Nirvana, Kurt Kobain morto nel 1994 all’età di 27 anni e, come da regola, in circostanze misteriose. E diciassette anni dopo la morte di Kobain, la stessa triste fine toccherà a Amy Whinehouse, tessera numero 6 del club. Certo, le maledizioni non esistono e probabilmente, se pure le coincidenze che circondano queste morti portano evidente stupore, esse restano sempre suggestioni niente affatto dimostrate o dimostrabili. Tuttavia, le continue leggende che hanno fatto da strascico alle morti di queste grandi superstar, dimostrano quantomeno che per i musicisti non c’è mai una vera e propria morte visto che si affermano poi come veri e propri miti. Ed è forse proprio tale condizione, lontana dalla semplice distinzione tra vita e morte, a rappresentare l’unico vero punto di contatto tra personalità che, nonostante la morte, non hanno visto scalfire di un millimetro il proprio seguito.

Quanto alla maledizione, invece, pare potersi almeno dire che, tutte quelle morti cosi misteriose, possono razionalmente essere collegate ad un epoca in cui gli eccessi e le bizzarrie di ogni genere erano tutt’altro che rare, come confermato a più riprese da Mik Jegger e Ozzy Osbourne. Quest’ultimo, ad esempio, dice da tempo di aver sempre pensato di morire giovanissimo e che, ancora oggi, quando ormai si dirige verso gli ottanta anni, non si capacita di come possa essere uscito indenne da un epoca che, se tanto ha lasciato dal punto di vista del patrimonio musicale, altrettanto ha lasciato dal punto di vista degli eccessi. Alimentando, poi, con la medesima intensità delle precedenti cose, anche gli aloni di mistero ed’intrigo innescatisi attorno alle morti dei più grandi artisti del rock.

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Copyright immagine di copertina: highstarmadrid.com

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