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L’EDITORIALE: L’ ESOTERISMO NELL’ERA DELLA TECNOLOGIA

Blaise Pascal, filosofo seicentesco, era solito affermare che l’ultimo passo della ragione è di riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano.

Questa ‘’infinità di cose’’ che vanno oltre la razionalità, sorpassandola per giunta, potremmo definirle con un sol termine: mistero.

Non è facile parlare di mistero o esoterismo oggi, in una società fortemente scientifica, razionale e tecnologica. Più l’uomo si avvicina alla verità matematica e razionale e più si allontana da quella naturale, ancestrale, celando ai propri occhi tutte quelle forme non catalogabili  dalla ratio umana.

Ma celarle inconsciamente è una cosa, non riconoscerle è un problema.

Spesso si banalizza la maggior parte dei casi inspiegabili perché si tenta erroneamente di considerarli come un ‘’fenomeno culturale’’ appartenente alla tradizione di un popolo.

Ignoranza popolare o presunzione scientifica?

Partendo dall’origine del termine esoterico, sappiamo che esso venisse tradotto dai greci come ‘’ aprire una porta, offrire agli uomini la possibilità di penetrare nell’interiore attraverso l’esteriore, rivelando una verità nascosta,ovvero, un senso occulto’’.

Al principio, lo studio esoterico comprendeva l’analisi introspettiva dell’essere alla ricerca di se stesso, della natura più profonda, fino a giungere alla ‘’verità’’.

Nel 1992 Antoine Faivre,  titolare della cattedra di Storia delle correnti esoteriche nell’Europa moderna e contemporanea all’École pratique des hautes études di Parigi, propose la prima definizione storico-religiosa della nozione di esoterismo.

È  esoterica ogni dottrina o forma di pensiero che si basi sui quattro principi :

  • l’universo e l’essere umano sono l’uno il riflesso dell’altro;
  • l’idea di una natura viva, animata;
  • la nozione diesseri angelici (o comunque spirituali), di mediatori tra l’uomo e Dio, ovvero, di una serie di livelli cosmici intermedi tra la materia e lo spirito puro;
  • il principio della trasmutazione interiore;

 

Al di là di ogni plausibile definizione, vi è un’ unica certezza: non siamo in grado di spiegare tutto quello che aleggia intorno a noi. Se utilizziamo la razionalità come unico metro possibile, la ricerca è destinata a fallire.

Abbiamo cercato in questo numero di raccontare storie misteriose e di far luce su alcuni eventi storici molto antichi che destano molteplici domanda sorte da qualcosa che non ci insegnano sui libri di scuola. Il mistero delle piramidi, ad esempio, e la perfezione tecnologica di tali strutture che ci porta inevitabilmente a chiederci come sia possibile che una conoscenza matematica e astronomica cosi avanzata potesse esser utilizzata da un popolo, come quello egizio, all’incirca 5000 mila anni fa.

Vi abbiamo raccontato dell’alchimia, della cartomanzia, della scaramanzia e di ogni sorta di scongiuro popolare, ai quali l’uomo si aggrappa per scoprire il futuro, raggiungere ogni forma di fortuna e allontanare le negatività.

Siamo andati alla ricerca dei misteri nascosi in alcuni luoghi d’Italia, dal nord a sud, dal castello di Montebello, nei pressi di Rimini, con la sua agghiacciante” leggenda di Azzurrina’’, una bambina albina scomparsa in circostanza misteriose intorno al 1300, che gli abitanti del posto e i turisti affermano di sentirne ancora  il lamento tra le antiche mura del castello,  fino alla ricerca del paese fantasma, in Basilicata, noto come ‘’ Craco vecchio’’.

Moltissime altre storie e leggende abbiamo raccolto per voi, insieme alle immancabili rubriche, ricche di curiosità e consigli.

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