CULTURA

L’ESPERIENZA PRE-MORTE

La  morte è il punto finale dell’esistenza, il momento estremo rispetto la nascita, tema caldo di poemi e libri tramandati in secoli e secoli di letteratura.

E’ paura, curiosità, fede, vuoto: ognuno affronta e costruisce a modo suo il rapporto con la morte e con l’idea di doverla, un giorno, incontrare. Accanto al mistero che l’accompagna, altrettanto interessante è ciò che accade ai suoi confini.

Il NDE (Near Death Experience),ossia lo stato di encefalogramma piatto per traumi o malattie gravi di uomini e donne che, successivamente, riacquistano le funzioni vitali : i casi di premorte, in numero sempre più elevato grazie al miglioramento delle tecniche terapeutiche e di rianimazione, si moltiplicano e tanti sono i libri e le ricerche che puntano a fare chiarezza sul tema. Cosa accade in quei momenti in cui il paziente cessa di vivere? Cosa provano i ‘premorti’ prima che la vita riprenda possesso dei loro corpi? Tanti sono i dibattiti e gli aneddoti a riguardo, molte le storie assurde e incredibili, ma in sostanza, non vi è certezza su cosa realmente accada.

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“Mi trovavo in un luogo buio, ma non ero sola”, racconta Angie Fenimore, autrice del libro Beyond The Darkness scritto dopo aver tentato il suicidio.

“C’erano persone senza curiosità, con sguardo vago e chiusi nella loro infelicità. Ad un certo punto una voce di grandiosa potenza, non alta ma che mi schiacciava come una tremenda onda sonora; in essa risonava un’ira così feroce che con una parola avrebbe potuto distruggere l’universo, ma includeva anche un così possente e risoluto amore che, come il sole, poteva far nascere la vita sulla terra. Essa pronunciò ‘E’ davvero questo che vuoi?”.
Altra storia incredibile è quella dell’americano Matthew Battsford, coinvolto in una sparatoria all’uscita da un ristorante e colpito con una pallottola vagante al cervello: per lui un mese di coma e l’esperienza dell’Inferno o di qualcosa di molto simile: “Ero sospeso a mezz’aria, con le braccia stese e legate da antiche catene sopra un abisso di lava. Ero con altri, ma solo nel mio tormento e sentivo l’odore della mia carne che si ustionava al contatto con la lava mentre demoni mi strappavano la pelle dal corpo”.

Mentre Matthew era ricoverato in un letto di ospedale ad Atlanta( Georgia), i medici avvertirono la moglie delle conseguenze che l’incidente avrebbe potuto avere per il marito, il quale, ridotto in fin di vita, aveva poche speranze di sopravvivere: “Non ero credente e non pregavo, ma improvvisamente mi sentii toccata senza che ci fosse nessuno. Ero certa che fosse stato Gesù Cristo e allora iniziai ad invocarlo per salvare mio marito”. Le preghiere, secondo la testimonianza di Matthew, lo salvarono dall’inferno: “La mano di Dio è scesa a salvarmi dall’Inferno, sconfiggendo il male e i demoni”.

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Svegliatosi dal coma con la parte destra del corpo paralizzata e con la memoria simile a quella di un neonato, Matthew ha basato la sua nuova vita sull’esperienza vissuta.

Per altri, invece, il viaggio intorno alla morte è stato un momento di grande felicità, una visita ad un mondo perfetto, ad una realtà ideale in cui le loro anime trovavano un senso, una dimensione, una pace interiore.
Dal punto di vista scientifico il più grande apporto alla materia è stato dato dallo studio di Pim Van Lommel, il quale “indagò” sull’esperienza di premorte per stabilire se vi fosse un legame con l’attività celebrale o se la NDE fosse un fenomeno assolutamente  indipendente. 

Al termine di uno studio decennale, condotto su circa 350 casi di pre-morte, Van Lommel giunse alla conclusione che tale esperienza prescindesse dalle attività celebrali. Naturalmente, i suoi studi, pubblicati su una rivista scientifica prestigiosa, furono pesantemente criticati e tacciati come privi di scientificità.
Su questo tema, dunque, non vi è assoluta certezza. Resta, però, la particolarità e l’individualità del rapporto con la morte e la consapevolezza che chi “ritorna in vita”, dopo l’esperienza ai confini con l’aldilà, è un uomo nuovo che cerca di dedicare la sua esistenza al benessere altrui e spesso vive lontano dal materialismo tipico dei nostri giorni.

                                                                                                                                                                                          Andrea Cignarale

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