CULTURA

IL MISTERO DEL CASTELLO DI MONTEBELLO

Nell’entroterra riminese, alle spalle della costa romagnola, su un’altura di 436 metri, domina Montebello, un luogo affascinante, ricco di storia, arte e natura. Su questa collina rocciosa, un tempo teatro di numerose battaglie, vi è un paesaggio mozzafiato, caratterizzato da una storia millenaria, ricca di misteri. Qui sorge il castello di Montebello, famoso per la sua storia e per la leggenda di Azzurrina.

In questo castello, da anni si registrano fenomeni inspiegabili, di cui, il più frequente ed inquietante riguarda la voce di una bambina che molti hanno udito e che viene collegata alla storia di Azzurrina.

Il castello di Montebello ha una storia di oltre mille anni, ricca di battaglie, in particolare, del periodo medievale, quando la zona era dominata dai Malatesta e successivamente dai Montefeltro. Ai Malatesta, però, era strettamente legata la famiglia di Azzurrina.

La leggenda narra che intorno al 1370, nacque una bambina, figlia di Uguccione di Montebello, feudatario del luogo nonché vassallo dei Malatesta. Nata albina, la bambina fu sin da subito fonte di preoccupazione per i genitori, poiché, a quell’epoca, la superstizione popolare collegava l’albinismo ad una caratteristica di natura diabolica. Cosi, la madre di quella che in realtà si chiamava Guendalina, per proteggere la figlia dalle malvagità dell’appena citata credenza popolare e un po’ anche per vergogna, tingeva periodicamente i capelli della figlia. Nonostante ciò, essendo i pigmenti allora a disposizione di natura vegetale e, quindi, volatili, aggiunti alla poca capacità dei capelli albini di catturare un qualsiasi pigmento, donarono a Guendalina dei ricchi riflessi azzurri, cosi come il colore dei suoi occhi. Probabilmente, l’origine del soprannome ‘’Azzurrina’’ fu ispirato dal suo aspetto.

“… aveva gli occhi color del cielo e i capelli chiari coi riflessi azzurrini …”

Questo non venne ritenuto sufficiente dai signori di Montebello che decisero, in definitiva, di nascondere la loro figlia alla vista sia della popolazione, sia di coloro che quotidianamente erano presenti al castello. Venne disposto che la bambina dovesse esser reclusa e sempre sorvegliata da due guardie. Si andò avanti cosi, finché non accadde qualcosa di inspiegabile e oscuro. Era  il 21 giugno 1375, cadeva il solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno,  ritenuto magico e mentre il padre era in guerra, la bambina scomparve in circostanze misteriose.

Si racconta che durante un furioso temporale, la bambina stesse giocando con una palla di pezza nella stanza del castello in cui era ‘’prigioniera’’, sempre accompagnata dalle due guardie che avevano avuto l’ordine di non perderla mai di vista. Ad un certo punto, però, la palla di pezza inizia a muoversi e a rotolare ‘’da sola’’, la bambina stupita la insegue cercando di afferrarla, ma la palla non si ferma e continua a rotolare per una scalinata a chiocciola finendo nel nevaio, ovvero, la ghiacciaia del castello, lì dove, all’epoca, vi era la zona di conservazione del cibo. Giunta all’inizio della scalinata, nell’ intento di fermare la palla, Azzurrina cade e finisce per atterrare dinanzi alla porta del nevaio chiuso a catena. Dal quel momento della bimba non si sa più nulla. Né il corpo né la palla vennero mai ritrovati. Tutto ciò che rimase da quel momento di Azzurrina è il suo grido disperato, intrappolato tra le mura del castello. Inutile fu  il racconto delle guardie che disperati cercarono di convincerne il padre che, non credendo al mistero dell’accaduto, li condannò a morte. Le ricerche estenuanti non portarono mai a nulla: Guendalina era come svanita.

Ma quello che poteva esser considerato un drammatico ma banale incidente, presentava dettagli che hanno contribuito a rendere la storia di Azzurrina di Montebello, una storia misteriosa.

Dal quella fatidica notte del 1375, ogni cinque anni, il 21 giugno, la tradizione vuole che si senta nel castello, la voce di una bambina che disperata invoca aiuto. Esistono delle sonorità inspiegabili dal punto di vista scientifico che sembrano rievocare la sua voce. Una delle parole registrate dagli apparecchi scientifici è la parola ‘’mamma’’ ma altre registrazioni hanno rilevato suoni più agghiaccianti come una specie di coro che canta accompagnato da un’armonica. Si è pensato ad una messa, all’interno della quale è avvertibile un nome con la B. che, sembrerebbe essere, secondo gli esperti, il nome di un demone:

“… e si narra che, allo scadere del solstizio estivo di ogni lustro, un suono proveniente da quel sotterraneo cunicolo si faccia ancora sentire.”

Ad Azzurrina sono legati tantissimi fenomeni sovrannaturali che da anni attirano a Montebello turisti, medium e parapsicologi.

Daniela Tiboni, direttrice e responsabile del castello, sempre presente sul luogo durante gli studi scientifici o sedute medianiche, ha assistito a moltissimi fenomeni paranormali come, la levitazione del grande tavolo massiccio di forma ovale che si è sollevato di molti centimetri dal pavimento del salone o la levitazione di altri oggetti come sedie e candelabri. Ha assistito alla materializzazioni di oggetti che prima non esistevano all’interno del castello e che adesso sono li. Molti sono coloro che raccontano di avvenimenti inspiegabili, dalle apparizioni ai mobili chiusi di sera e ritrovati spalancati di giorno.

PANCAA All’interno di una stanza chiamata ‘’tavola islamica’’ è posta una cassapanca antichissima risalente all’anno 1000, giunta a Montebello come bottino di guerra dopo una Crociata. Pare che la panca sia appartenuta ad una tribù nomade e fosse una sorta di altare sacrificale per il controllo delle nascite: sul legno della panca veniva posta la partoriente alla quale era impedito di partorire con la brutale chiusura delle gambe, portando questa e il nascituro, inevitabilmente, alla morte. Molti hanno affermato, medium e non, di avvertire malessere dinanzi alla presenza di questo oggetto, anche visitatori all’oscuro della storia.

I suoni rilevati e studiati in laboratorio scientificamente, non possono essere  catalogati in suoni di natura umana, atmosferica o animale perché al di là dei criteri necessari per tale classificazione.

Numerose ed inspiegabili sono anche le immagini catturate del castello, come questa riportata di seguito, di una figura che sembrerebbe ( dagli abiti) risalire all’epoca medievale.

OMBRA

Oggi il castello è meta di turisti  e sensitivi provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero. Se anche voi curiosi voleste far visita ad Azzurrina, non vi resta che prenotare: potreste sentire con le vostre orecchie il suo lamento o, se sarete fortunati, potreste finire per giocare a palla con lei.

Video registrazioni della voce di Azzurrina dal 1990 al 2005:

 

 

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