Caro John

HO PAURA DI AFFRONTARE GLI ESAMI UNIVERSITARI

Caro John,

mi chiamo Lorenza, ho 24 anni e studio Economia a Pavia.

Sin da quando frequentavo il liceo, sono sempre stata attratta da questa disciplina e dalle  applicazioni che, a differenza di altri corsi di studio, avrebbe potuto avere nel mondo reale.

Purtroppo, però, dopo un primo anno abbastanza soddisfacente, ho cominciato ad avere alcuni problemi con degli esami, al punto da sviluppare un vero e proprio blocco emotivo.

Nonostante andassi tutti i giorni in facoltà e cercassi di seguire con costanza le lezioni, cominciavo a perdere, man mano, l’interesse per questa disciplina e di conseguenza, anche lo studio a casa era diventato molto più problematico.

Tutto questo ha influito sulla mia performance in sede d’esame portandomi, non solo a collezionare diverse bocciature, ma causandomi, anche, diversi rimproveri da parte di chi, come il mio professore di statistica, mi ha definita totalmente inadeguata rispetto a questa facoltà.

In un primo momento ho pensato di potermi sfogare con i miei genitori, raccontando loro del difficile momento che stavo attraversando, ma, purtroppo, non sono riusciti a capirmi, affermando che la mia era solo la classica voglia di non far niente e di considerare l’università come un parcheggio temporaneo.

Stanca dei continui rimproveri e delle banalizzazioni ho cominciato a mentire sugli esami fatti, sino a quando non ho detto alla mia famiglia di essere a meno di due mesi dalla laurea.

Dire una bugia, per me, non è stato facile, ma nel momento più difficile della mia vita mi ha aiutata a ridurre quella zavorra emotiva che gravava, su di me, come un macigno.

So che ciò che ho fatto è riprovevole, soprattutto, nei confronti dei miei genitori che hanno fatto molti sacrifici pur di farmi studiare a Pavia, e sono sicura che mi pentirò di questo sbaglio per tutta la vita, ma ora vorrei solo capire come poter confessare loro le bugie dette e, soprattutto, come poter ricominciare da zero.

Cara Lorenza,

innanzitutto, comincio con il dirti che la tua esperienza è comune a quella di molti studenti universitari.

Durante l’adolescenza, infatti, si tende a idealizzare il mondo universitario, considerandolo un vero e proprio Eden nel quale coltivare tutte le nostre aspirazioni e ambizioni.

Purtroppo, però, l’impatto con la realtà è molto diverso. Abbiamo a che fare con un sistema più teorico che pratico e che ci avvicina a tutte quelle dinamiche liceali che speravamo di esserci lasciati alle spalle.

E’ normale, quindi, dopo aver subito questa “delusione”, provare una sorta di confusione che ci porta a mettere in discussione quei paletti che pensavamo di aver fissato.

Chi come te, dimostra di avere una grande sensibilità, è portato a vivere questa situazione con ansia e angoscia, creandosi una sorta di gabbia mentale dalla quale è quasi impossibile uscire.

Ingaggiando, quindi, questa lotta contro se stessi, è facile cadere in fallo, raccontando a chi ci circonda, pur di non deluderlo, una verità edulcorata.

Spesso, però, quella che sarebbe dovuta essere una sola, piccola bugia, si trasforma in qualcosa di molto più grande, assumendo le sembianze di una corda che, strozzandoci lentamente, non ci offre possibilità di fuga.

La buona notizia, però, è che questo cappio, è solo mentale. Una volta che avrai assunto questa consapevolezza e riacquistato un po’ di quella forza che le vicissitudini che stai vivendo ti hanno sottratto, va dai tuoi genitori e parla loro con franchezza, senza aspettarti che reagiscano, però, come i membri della famiglia del Mulino bianco.

Urla, pianti e piccole recriminazioni sono cose che dovrai mettere in conto, dato che, anche loro, sono semplici esseri umani.

Poi, una volta che avrai chiarito, con loro, quanto avvenuto, starà a te soltanto capire se ciò che vuoi è continuare a studiare economia, magari in un’altra università, o rivoluzionare, completamente, il tuo percorso di studio e vita.

Non lasciarti influenzare dall’opinione di chi, seduto dietro una cattedra, percepisce il mondo solo a propria immagine e somiglianza. Ognuno ha le sue peculiarità e differenze e proprio queste sono il nostro punto di forza. 

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http://www.self.com/story/feeling-anxious-cure-might-food-eat

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