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IL BOOM DEL TURISMO ENOGASTRONOMICO

Con il passaggio dalla società industriale a quella post-industriale, è avvenuto un cambiamento sostanziale nell’interpretare e concepire il tempo libero e, di conseguenza, questo ha apportato cambiamenti anche nell’ambito turistico. Si stanno diffondendo, dunque, nuove forme di turismo, come quello sportivo, culturale o di avventura ed è in questo contesto che si inserisce un turismo in forte crescita, che è quello di tipo enogastronomico. I prodotti tipici hanno una grande attrattiva e vengono interpretati non dal punto di vista nutrizionale ma come veri e propri simboli di storia e tradizione. Mentre prima la posizione del comparto enogastronomico era trasversale rispetto ad ogni tipo di turismo, ad oggi è diventato l’obiettivo principale dello spostamento per un segmento di utenti ben definito. Non solo è tra i turismi emergenti di maggior successo ma, secondo gli operatori del settore, è un fenomeno destinato a crescere e a radicarsi.

Un ruolo importante, per quanto concerne lo sviluppo di questo tipo di turismo, lo hanno avuto negli anni ottanta, le associazioni culturali quali Slow Food e Gambero Rosso, che hanno pubblicato guide che spingevano al mangiar bene e hanno organizzato molti eventi sul tema del cibo. Il mercato dell’enogastronomia in Italia ha una crescita del +12% l’anno, ed è il portabandiera del “Belpaese” in giro per il mondo.

prodottitipici

Questo tipo di turismo si interfaccia con un consumo non solo fisico ma anche simbolico, attraverso la dimensione esperenziale che ha un peso sempre maggiore nel circuito turistico. Il passaparola che attira il turista è fatto da fragranze, sapori ed emozioni, è la possibilità di unire all’esperienza turistica un ritorno alla terra e ai suoi prodotti tipici e locali. Alla spensieratezza tipica di una vacanza, si unisce la profondità delle tradizioni antiche e vere. Un luogo è l’unione dei suoi patrimoni tangibili e intangibili e il sapere che porta alla nascita di opere d’arte è lo stesso che ha portato alla diffusione di un patrimonio immateriale composto da piatti tipici e tradizioni.

I canali preferiti per la scelta del soggiorno enogastronomico sono principalmente tre. Il web si classifica al primo posto, seguito dal passaparola e dall’esperienza pregressa. A preferire il web sono soprattutto gli stranieri, gli italiani, invece, prediligono il passaparola o l’esperienza diretta. I numeri dell’enogastronomia in Italia sono importanti, circa 20.000 sono le aziende agrituristiche, 165 le strade dei vini e dei sapori e più di 10.000 le sagre e le feste a tema enogastronomico, per non parlare di eventi come Vinitaly, Eurochocolate e da Cibus a Cheese, che puntano alla promozione dell’enogastronomia. Le produzioni agroalimentari che in Italia hanno ottenuto i riconoscimenti dall’Unione Europea di DOP o IGP sono tantissime e da sole indicano la vastità del patrimonio in termini di risorse e tipologie.

PizzaAl primo posto dei prodotti gastronomici italiani più amati, si trova la pizza e appena dopo sorprendentemente il cappuccino. Chi avrebbe mai detto che la pasta si sarebbe classificata solamente al terzo posto? Che si sorseggi un bicchiere di vino sulle colline toscane o si affondi la forchetta in una carbonara davanti al Colosseo illuminato, ciò che emerge da ricerche internazionali sul turismo enogastronomico è che è l’Italia la meta preferita in tutto il mondo, senza alcuna distinzione di provenienza.Pare che l’Italia sia per molti l’unico paese in cui vale la pena viaggiare con “forchetta alla mano”, in un momento in cui le scelte turistiche sono sempre più di pancia, nel senso letterale del termine.

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http://www.turismo-hd.it/puglia_enomed/puglia_enomed.html

http://www.prodottiesaporiregionali.it/prodottitipici/prodotti-tipici-italiani.html

http://gds.it/2016/02/21/la-pizza-napoletana-patrimonio-dellumanita-700-mila-firme-per-lunesco_477618/

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