CULTURA

Il viaggio degli studenti

Il viaggio estivo con gli amici è la scialuppa di salvataggio di milioni di studenti e giovani lavoratori fin dai temi del miracolo economico degli anni ’50/’60 del 900, quando gli italiani scoprirono di essere infaticabili vacanzieri. Da allora la settimana di divertimento con i propri amici è diventata più che un rituale necessario, una vera e propria ragione di vita! È tale soprattutto per i poveri studenti che affrontano intere sessioni d’esame tenendo vicino al programma di studi la lista delle cose da mettere in valigia per il viaggio. Per ragioni economiche, ma anche di sanità mentale, la vacanza dell’universitario deve essere prenotata tra la sessione invernale e quella estiva: da una parte per risparmiare, dall’altra- che è quella più importante- perché essa serva come premio per le fatiche accademiche appena superate e incoraggiamento per le imprese eroiche che si profilano all’orizzonte. viaggio-maturitaI vacanzieri creano immediatamente gruppi su WhatsApp, spesso dai nomi ridicoli e immagini comico-demenziali, per poter comunicare più in fretta. Da questo momento si trasformano in una società comunista funzionante: tutto sarà deciso in nome del bene comune! Il momento più a rischio, per la riuscita della vacanza, è proprio la scelta della destinazione. All’interno del gruppo si creano vere e proprie fazioni: c’è chi in quel dato posto c’è già stato, c’è l’amica che vuole la vacanza-relax al mare e quello che vorrebbe imparare a sciare ad agosto, c’è chi vuole spendere poco che dà in testa all’amico che ha vinto al Superenalotto e non ha granchi in tasca! I cellulari vibrano all’impazzata, rischiando di prendere fuoco. Si decide di fare una riunione e lì il più diplomatico dei vacanzieri saprà far convogliare i desideri di tutti verso l’unico intento comune: la vacanza ignorante! La prenotazione dell’aereo, treno, navicella spaziale o qualsivoglia mezzo utile a raggiungere l’agognata meta avviene nella totale estasi. I giorni che seguono vedono la follia di uno shopping estivo fatto a marzo. Post-it minatori sulla falsa riga di “Studia: in vacanza devi essere libero!” iniziano ad appestare le scrivanie in vista delle interrogazioni o della sessione d’esami. Il gruppo WhatsApp viene difficoltosamente mantenuto nell’oblio della messaggistica istantanea, fin quando l’ultimo vacanziere della comitiva avrà terminato i suoi impegni scolastici o accademici: in caso contrario interi pomeriggi di studio verranno perduti nell’ozio di una fantasia accesa dai progetti sul viaggio. Nei giorni immediatamente prima della partenza il Vacanziere si appresta a mettere in ordine le ultime cose e ad evitare accuratamente i pianti della madre, preoccupata per un eventuale attentato, e le preghiere della nonna che da marzo snocciola rosari nella speranza che il nipote cambi idea e resti in casa al sicuro! playlist-da-viaggioL’irriducibile giovane, invece, raggiunge sorridente i suoi amici, con un bagaglio a mano che sfida le leggi della gravità per l’immensa quantità di roba che c’ha infilato ma senza superare i limiti previsti sul peso della valigia! Questa capacità di stravolgere la fisica è sviluppata dall’uomo solo in occasione del viaggio estivo! La vacanza comincia nell’euforia generale. Viene scelta immediatamente la canzone che fungerà da colonna sonora alle rilassanti giornate passate al mare tra sabbia, oli abbronzanti e cocktail, e alla baldanza delle notti goliardiche trascorse tra discoteche e free bar. Perché, in vacanza con gli amici,  scegliere il locale con l’opzione “Open bar” diventa una prerogativa di gruppo! Il secondo obiettivo è : fare più conoscenze possibili. I vacanzieri si danno ad una vita sociale sfrenata affinché sopperisca alle settimane di reclusione e di studio intensivo. Si ricevono inviti alle feste di “cari amici” conosciuti da ben 4 ore, alle quali si andrà seguendo il non sano principio del “tanto ci andiamo in gruppo, non ci succederà niente!”. I giovani in viaggio non vogliono pensare negativo: tornano bambini spensierati. Non importa se si alloggi in un albergo, in un motel o in una casa, le dinamiche sono sempre le stesse: i primi giorni la si usa come quartier generale per organizzarsi, lavarsi e partire; nell’ultima fase della vacanza diventa il lazzaretto dei collassati. Prima o poi la mancanza di sonno, lo stress, il solleone e la raggiunta incapacità deambulatoria fanno crollare sul morbido guanciale anche il più temerario dei vacanzieri. Tutto il divertimento e la voglia di stare bene si trasformano in una corsa contro il tempo, per cercare di non perdere nulla dell’esperienza che si sta vivendo e soprattutto l’aereo del ritorno!

Antonella Fortunato

Foto via urbanpost.it

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