ATTUALITÀ

TURISMO SESSUALE

Pare che, a causa della crisi, gli italiani abbiano tagliato 41 milioni di viaggi per le vacanze e che il numero medio di viaggiatori sia sceso di quattro milioni. Questi dati, a quanto pare, non valgono per i viaggi che riguardano il turismo sessuale.

Secondo i dati Ecpat (End Child Prostitution, Pornography and Trafficking), i turisti sessuali di origine italiana sono 80.000, con un giro di affari che si aggira intorno ai 100 miliardi di dollari annui, soprattutto per quanto riguarda il turismo sessuale minorile.

Questo fenomeno è il terzo traffico illegale per ordine di importanza su scala globale, subito dopo droga e armi ed è in continua ascesa, grazie all’intensificarsi dei voli low cost e alla facilità di accesso ai canali di informazione come internet.

I protagonisti del turismo sessuale sono principalmente di sesso maschile, ma anche la percentuale di donne sta salendo rapidamente e tutto ciò ha dato il via ad un giro di affari che non riguarda solo la prostituzione in sé ma anche tutto ciò che gira intorno ad essa, come le attività commerciali quali i bar, i ristoranti e gli alberghi.

Le scelte turistiche, ultimamente, vengono sempre più spesso influenzate dalla possibilità di consumare sesso a poco prezzo e il fattore che più di tutti preoccupa è l’aumento del numero di bambini coinvolti in giri di prostituzione e pedofilia, spesso spinti da fame e miseria.

Il turismo sessuale moderno affonda le sue radici nella metà degli anni sessanta quando, durante la guerra degli americani contro Vietnam e Thailandia, il governo americano e quello thailandese firmarono un accordo denominato “rest and recreation”, col quale si voleva fare in modo che, i soldati americani, potessero avere dei momenti di “relax”.

Di lì a poco, in un piccolo villaggio di pescatori, cominciarono a sorgere resort, casinò e hotel e attecchì anche la criminalità organizzata, che portò al villaggio delle donne alle quali era stato promesso un lavoro nel settore turistico.

Bar-girls-ThailandiaMolte di quelle ragazze erano giovanissime e vennero impiegate nei locali allo scopo di divertimento. Ben presto i locali adibiti a bordello si moltiplicarono. Da qui nasce il mercato del sesso a pagamento nel sud-est asiatico, che si è presto allargato a macchia d’olio, visto l’alto margine di guadagno che esso offre.

Le mete preferite dai turisti sessuali italiani sono il Brasile, la Colombia, Santo Domingo e il Kenya, che è il paese più a rischio. Qui, infatti, il numero di bambine coinvolte nella prostituzione si aggira intorno a 15.000.

 

 

Dati sconvolgenti arrivano anche dall’Asia, con oltre un milione di bambini vittime della prostituzione forzata, 300.000 dei quali si prostituiscono solo in Thailandia. In questi paesi, l’AIDS rappresenta un problema molto grave, più della metà delle prostitute minorenni, infatti, sono sieropositive. Non c’è un identikit del turista sessuale, in apparenza è un individuo che riesce a nascondere facilmente le proprie tendenze spesso devianti.

Se, da un lato, c’è chi decide di intraprendere un viaggio all’insegna dell’esperienza sessuale per concedersi il lusso di trasgredire, come fanno le tante donne di mezza età, che raggiungono paesi caraibici per vivere avventure facili non solitamente ripetibili nel paese di origine, dall’altro c’è chi fa questo tipo di esperienza per appagare particolari devianze a livello psicopatologico.

Turismo sessuale KeniaSi tratta spesso di uomini che celano comportamenti parafilici, come la pedofilia o altre perversioni sessuali e che sfruttano l’ignoranza e la povertà di alcune persone, che diventano vittime di un sistema socio-culturale altamente corrotto che le spinge a commettere atti ignobili come quello di vendere i propri figli.

Il turista pedofilo è spesso un uomo di mezza età, nella maggior parte dei casi si tratta di professionisti o comunque di individui benestanti. Questo tipo di turismo, ormai, è considerato alla stregua del turismo in generale a causa del profitto economico che da esso deriva.

A tal proposito, molte ONG stanno lottando per cercare di studiare e ridurre questo fenomeno, adottando strategie che vadano a colpire direttamente nel paese di origine coloro che viaggiano per scopi sessuali, ma senza una concreta sensibilizzazione al problema, molto probabilmente la piaga del turismo sessuale sarà molto difficile da contrastare. È molto interessante l’iniziativa nata in Svizzera, in cui è stata promossa una forte campagna pubblicitaria di sensibilizzazione su questo tema, supportata anche dal settore turistico, nella quale si sottolinea la possibilità di denunciare i casi sospetti.

Copyright foto:

http://www.strettoweb.com/2015/10/il-turismo-sessuale-e-un-business-da-100-miliardi-di-dollari/331068/

http://marisdavis.blogspot.it/2014_09_01_archive.html

http://oubliettemagazine.com/2014/06/16/brasile-laltra-faccia-del-mondiale-favelas-turismo-sessuale-indios-sfrattati-e-denigrati-deforestazione/

 

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