CULTURA

IL VIAGGIO ALL’INFERNO DI DANTE ALIGHIERI

Uno dei viaggi più appassionanti della storia della letteratura mondiale ha come protagonista Dante Alighieri e si svolge nell’Oltretomba, precisamente tra Inferno, Paradiso e Purgatorio. Cento canti di peccato, espiazione e fede accompagnano il lettore nel mondo della Divina Commedia, scritta dalla mano di un uomo medievale, intriso di tradizione, fede e mistificismo. Dante Alighieri ‘nel mezzo del cammin della sua vita’, si ritrova a dover affrontare questo viaggio alla scoperta di sé nel mondo della morte: il momento sicuramente più appassionante di questo cammino tra gironi infernali e cerchi angelici è quello nell’Inferno, il luogo di perdizione per eccellenza e praticamente senza speranza per chi è destinato a restarci per l’eternità. Un imbuto in cui è sprofondato dal cielo Lucifero, un luogo desolato dove sono accolte tutte le anime dei dannati, epicentro del peccato e del male.

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Dante non è solo in questo viaggio alla scoperta della colpa e della punizione divina: con lui c’è la guida per eccellenza, il poeta latino Virgilio, suo modello letterario e relegato nel Limbo poiché non battezzato. Attraverso le parole di personaggi illustri Dante racconta l’impeto e il dolore della condanna eterna, a cominciare dalle terribili parole incise sulla porta dell’Inferno “Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate”, un accesso da cui nessuno può farvi ritorno. Ma ancor prima della porta infernale, Dante si imbatte nella selva oscura, simbolo del peccato e della perdizione, dove regnano la lupa, la lonza e il leone, tre animali feroci che ostacolano il passaggio verso Dio e la luce. Dante entra nell’Inferno e si imbatte in Caronte, il traghettatore di anime sul fiume Acheronte , altra immagine cruda e brutale che colpisce l’immaginario dantesco. Il viaggio è appena iniziato ma Dante è già ricco di domande e quesiti a cui non sempre il buon Virgilio riesce a rispondere.

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Il canto sicuramente più emozionante e commovente è il V canto, quello di Paolo e Francesca, le due anime che, unite nel dolore come lo erano nell’amore proibito, scontano la loro pena insieme, ultima traccia di un legame affettivo in un luogo in cui chi anela in Dio non ha nessuna speranza di incontrarlo. Il viaggio di Dante è ricco di colpi di scena, ma anche ricco di cadute del poeta che sembra non reggere di fronte a tanta sofferenza: un altro canto di grande dolore e pentimento è quello dedicato alla figura di Pier delle Vigne, consigliere del Regno di Sicilia costretto al suicidio in seguito ai sospetti di un tradimento al suo signore. Il consigliere viene trasformato in un albero nella selva dei suicidi e Dante, non conoscendo la brutalità che la legge del contrappasso ha inferto al politico, inizia a scorticare il tronco, provocando dolore all’anima di Pier Delle Vigne che, in un discorso commovente sulla sua vita, dichiara la propria innocenza di fronte alle pesanti accuse di tradimento a corte. Le anime infernali vivono praticamente senza alcuna speranza, impantanati nella loro colpa e nella loro sofferenza, senza alcuna possibilità di redenzione, travolti dalla potenza della legge del contrappasso che trasforma i peccati commessi in vita in condanne eterne e senza ritorno. Oltre alle figure storiche che affollano i gironi infernali, tanti altri sono gli esseri mitologici appartenenti alla letteratura classica che si occupano di vigilare sulle anime dannate: oltre al traghettatore di anime, infatti, nei vari gironi si trova il minotauro, Minosse, il cane a tre teste Cerbero, la divinità Pluto, il poeta Catone Uticense e tante altre figure tipiche dell’immaginario greco.

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Il viaggio di Dante per le strade infernali è sicuramente tra gli itinerari più famosi e conosciuti della storia dell’umanità: che si tratti di un sogno o di immaginazione poco importa, il percorso del poeta fiorentino nell’Inferno accomuna generazioni e generazioni di uomini, lega il Medioevo e la modernità, amalgama tradizione, speranza e fede attraverso le terzine dantesche che sottolineano l’estro del poeta eterno  e permettono un viaggio nell’intimità umana a chi ancora non riesce a rendersi conto dei limiti e delle fragilità che caratterizzano ciascun individuo.

Andrea Cignarale

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