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L’EDITORIALE: LA TELEVISIONE DEL PROGRESSO E DEL REGRESSO

Definita piccolo schermo, stazione, emittente ma conosciuta al mondo intero con il termine Televisione, questo elettrodomestico, nel giro di più di mezzo secolo ha cambiato la storia dell’informazione. E’ lo strumento più studiato e discusso nel mondo della comunicazione.

Fin dal principio, gli esperti si sono soffermati sulle ripercussioni che questo potentissimo mezzo comunicativo e informativo ha avuto sulla società del passato e continua ad avere sulla società odierna.

Nella psicologia sociale esistono teorie sui meccanismi di influenza dei mezzi di comunicazione di massa, sugli individui e i loro atteggiamenti in relazione a tale mezzo di comunicazione.

Harold Dwight Lasswell, politologo statunitense, noto proprio per i suoi studi dedicati alle teorie della telecomunicazione, sosteneva  che la televisione fosse uno strumento demoniaco con il solo scopo di plasmare e narcotizzare le masse:

“ il grande ago ipodermico, che esercita sulla consapevolezza delle persone una sorta di narcosi funzionale; in altre parole, uno stato di apatia indotto”.

Di contro, il sociologo canadese Marshall McLuhan, la cui fama  è legata alla sua interpretazione innovativa degli effetti prodotti dalla comunicazione sia sulla società nel suo complesso, sia sui comportamenti dei singoli individui, sosteneva che il ruolo della televisione fosse stato fondamentale  nel rendere la società meno rigida e più multidimensionale, grazie alla combinazione di comunicazione verbale e visiva.

Quando la televisione italiana venne alla luce,  il 3 gennaio del 1954, milioni di italiani collegati quasi simultaneamente davanti al nuovo fenomeno tecnologico di ultima generazione, non avevano idea di quanto quel piccolo strumento avrebbe potuto cambiare il mondo.

 All’inizio l’informazione verteva su l’educazione culturale, poi, solo qualche anno più tardi, nacquero i talkshow con un entourage che la società odierna conosce alla perfezione: vallette, balletti, musiche, canzoni, sketch leggeri e divertenti.

Quindi, nel giro di brevissimo tempo, ci fu una mutazione di genere, fino alla nascita di un format televisivo molto simile a quello di oggi.

In questo numero sulla Televisione, si è cercato di analizzare il fenomeno di comunicazione televisivo di ieri e di oggi e gli effetti che questo ha sulla società.

Abbiamo analizzato i programmi cult del passato come ‘’Non è la Rai’’, pietra miliare della tv anni ’90, fino al successo dei programmi trash e dei reality show di oggi, tanto apprezzati dal grande pubblico. Vi abbiamo raccontato del potere di manipolazione, della teledipendenza che porta all’ isolamento sociale, cambiando, radicalmente, la natura originaria di aggregazione che aveva la televisione. Poi, ancora, siamo andati alla ricerca di un fenomeno comunicativo strettamente legato ai regimi contemporanei, i quali sfruttano i mass media per scopi politici e non .

Tutto, come sempre, sarà arricchito dall’immancabili rubriche di approfondimento e intrattenimento: da Sideris, l’oroscopo quindicinale di Aradia Di Luna, a Caro John, Metisarte, Sex Appeal di Eva & Adam, fino a Market-thing, Narciso e Corpore Sano.

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