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IL GRANDE SPETTACOLO DELL’ OLIMPIADE

Si è appena conclusa l’Olimpiade di Rio2016, manifestazione che ha fatto sognare, sperare e soprattutto piangere di gioia ma anche per la sconfitta. L’Italia ha dato grande prova di sportività durante questa manifestazione, ma ne esce con l’amaro in bocca. La chimera della medaglia d’oro della nazionale di Volley maschile, che ha ottenuto però l’argento, del podio per le farfalle della ginnastica ritmica, che invece sono arrivate solo al quarto posto, surclassate dalla Russia, Israele e Spagna al primo posto.

Lupo-Nicolai il duo del Beach Volley italiano

Lupo-Nicolai il duo del Beach Volley italiano

Tante sono state le medaglie amare, quelle combattute per l’oro che invece sono diventate improvvisamente d’argento. Sulla spiaggia di Copacabana gli azzurri del Beach Volley hanno combattuto a denti stretti contro il duo brasiliano in finale. Sarebbe stato troppo vincere una medaglia d’oro su quella spiaggia dorata contro i padroni di casa che con le unghie e con i denti hanno difeso la speranza di un’intera nazione. La squadra di Beach Volley italiana è, forse la più emblematica. Composta dal duo Nicolai-Lupo, ha visto quest’ultimo ammalarsi di tumore osseo nel 2015, combattere per la guarigione e tornare a giocare più forte di prima, ottenendo, proprio a Rio2016, il miglior risultato di tutta la sua carriera.

Amara è stata anche la decisione presa dalla nostra “porta bandiera”, Federica Pellegrini. Dopo

Federica Pellegrini

Federica Pellegrini

un quarto posto inaspettato nella gara di nuoto dei 200 metri stile libero, ha deciso di ritirarsi dalla competizione prima della fine delle gare. Troppa la delusione per essere rimasta fuori dal podio a causa di un scarto di 20 centesimi di secondo. Ma tant’è. E la Pellegrini rimane, indubbiamente, la migliore nuotatrice italiana di tutti i tempi e anche portavoce di un’intera generazione.

Ma l’Italia non ha nulla di cui lamentarsi. Al nono posto del medagliere olimpico, i nostri atleti portano a casa ben 28 medaglie: 8 d’oro, 12 d’argento e altre 8 di bronzo. È stata in fin dei conti un’ottima olimpiade che ha visto trionfare la sportività e anche, in minima seppur importante parte, la lotta per i diritti umani. È il caso di Feyisa Lilesa, il maratoneta etiope che ha conquistato la medaglia d’argento che ha festeggiato il suo arrivo al traguardo alzando le braccia incrociate e facendo il gesto delle manette. Questa è stata una manifestazione singola di protesta contro il governo etiope e le sue politiche di espansione industriale e infrastrutturale che vedono

Feyisa Lilesa

Feyisa Lilesa

come protagonisti la negazione dei diritti umani. L’atleta Lilesa in una intervista successiva ha dichiarato “Ne parlerò con la mia famiglia e i miei amici, se torno in Etiopia potrebbero uccidermi, se non lo fanno mi metteranno in prigione. Non ho ancora deciso se tornare, ma forse mi trasferirò in un altro Paese”.

Tante, inoltre, sono state le polemiche prima della partenza ufficiale dei giochi. Le stesse polemiche che due anni fa hanno contraddistinto il mondiale di calcio svoltosi proprio in Brasile. In un paese dilaniato dalla crisi economica prima e da quella politica ora, con Dilma Rousseff sostituita da un altro presidente ad interim, forse non era auspicabile svolgere i giochi olimpici, soprattutto stando ai numeri delle partecipazioni molto scarse. Molti sono stati gli stadi vuoti e le prenotazioni cancellate.

Ma, in fin dei conti, lo spettacolo di Rio2016 è continuato e continua a regalarci emozioni, sincere e genuine. Ricordi di fair play che spesso sostituisce il talento e che fa dello sport un momento di aggregazione e di comunione tra i popoli. E verrebbe da dire, non fate la guerra, fate lo sport.

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