L’ASCESA DI RUPERT MURDOCH

Tra gli editori e produttori televisivi più potenti al mondo, con un patrimonio stimato pari a 13,9 miliardi di dollari statunitensi, Rupert Murdoch è l’emblema di chi, grazie alla  carta stampata e alla televisione, è riuscito a costruire un impero economico-multimediale radicato in ogni angolo del globo: una rete capillare in grado di  raggiungere 4,7 miliardi di persone e che lo ha reso, attualmente, il manager a capo del gruppo editoriale più vasto al mondo.

Nato in Australia nel 1931 ma trasferitosi, subito dopo gli studi in Gran Bretagna, Murdoch ha lavorato per oltre 2 anni come tirocinante presso il giornale londinese Daily Express dove, sin da subito, si è distinto per talento e intraprendenza.

L’aver appreso dalle basi la professione giornalistica e l’essersi cimentato con un ambiente editoriale molto differente rispetto quello australiano, unito alle personali attitudini manageriali, lo hanno reso estremamente esperto e versatile, tanto da portare il  piccolo giornale ereditato dal padre, il The Adelaide News, a diventare una delle testate più importanti della nazione.

Rupert Murdoch arrives at the Twentieth Century Fox & Fox Searchlight Pictures Oscar Party at the LURE on Sunday, Feb. 24, 2013 in Los Angeles. (Photo by Richard Shotwell/Invision/AP)
Rupert Murdoch arrives at the Twentieth Century Fox & Fox Searchlight Pictures Oscar Party at the LURE on Sunday, Feb. 24, 2013 in Los Angeles. (Photo by Richard Shotwell/Invision/AP)

Forte del successo avuto in Australia, decide di tornare in Gran Bretagna ma questa volta come editore: acquista il Gutter press, il The Sun e News of the World, tutti giornali con una tiratura media di 4 milioni di copie.

Un’operazione di questo tipo lo ha reso in poco tempo una delle personalità più influenti d’Inghilterra anche se sono stati in molti a sostenere che, le massicce vendite dei giornali  editi da Murdoch fossero dovute più che alla qualità dei contenuti editoriali all’alto numero di pettegolezzi presenti e che non hanno risparmiato neppure la regina.

Da questo momento in avanti, Rupert Murdoch pare essere inarrestabile: dapprima gli Stati Uniti con l’acquisto nel 1976 del New York Post e del New York Magazine, mentre pochi anni più tardi toccherà al  Times e al Sunday Times di Londra.

Esaurito l’interesse per la carta stampata sarà la volta di televisione e cinema: negli anni ’80 acquista la 20Th Century Fox, Metromedia, Tv Guide, Fox e Sky Television che traghetta verso la fusione con la concorrente British Satellite Braodcasting, dando vita al colosso BSkyB.

Il vero colpo, però, Rupert Murdoch lo fa nel 2007 quando, rilevando il gruppo  Dow Jones diventa editore del Wall Street Journal, una delle fonti più autorevoli in fatto di economia e finanza, nonché giornale letto in tutto il mondo.

Molto attivo anche in politica, sarà durante il governo Thatcher che, il potente imprenditore, avrà le sue occasioni più significative.

Strenuo sostenitore della donna ma vicino anche a John Major, David Cameron e persino a Tony Blair, nel complicato periodo della crisi irachena, Murdoch dopo aver fatto il suo trionfale ingresso sulle scene editoriali americane, entra prepotentemente anche in politica dimostrando, attraverso l’emittente televisiva Fox, di essere in perenne contrasto con il Partito democratico.

Ma Rupert Murdoch pianta le sue radici anche in America Latina, Africa e Asia e, quotando in borsa gran parte dei suoi possedimenti riesce a dar vita alla News Corporation o Gruppo Murdoch che attualmente è tra i primi quattro conglomerati mediatici al mondo.

Rupert_Murdoch_3576

3 mogli e 6 figli, stacanovista sul lavoro, parco, morigerato e con nessuna amicizia intima perché, come lui stesso afferma: non ha tempo per poterle coltivare, il magnate grazie alla creazione di questo strabiliante impero mediatico è riuscito a diventare una delle personalità più influenti al mondo.

Nel 2011, quando l’imperatore sarà travolto dallo scandalo delle intercettazioni, fatto che campeggerà per mesi sulle prime pagine dei maggiori quotidiani del mondo, Rupert Murdoch risponderà alle accuse con il suo classico aplomb, cercando di adottare un profilo sempre più sobrio e attento.

Accusato di aver utilizzato i potenti mezzi a sua disposizione per intercettare illegalmente personaggi noti ma anche gente comune, sarà il caso della giovane Milly Dowler, studentessa inglese sequestrata e successivamente uccisa a destare più scandalo.

Secondo il giornale britannico Guardian, infatti, il telefono della ragazza sarebbe stato “spiato” illegalmente, subito dopo la notizia del sequestro, dai giornalisti del News of the World i quali, in cerca di uno scoop, non si sarebbero fatti scrupoli, neanche, per la sorte di una ragazza poco più che ventenne.

Da quel momento in avanti sono emersi, a raffica, molti altri casi di intercettazioni illegali e che hanno portato Murdoch non solo in tribunale ma anche a dover interrompere le pubblicazioni di uno dei suoi giornali di punta.

Nonostante tutto, il re dell’editoria sembra destinato a non abdicare e, imperterrito, continua la cavalcata verso la conquista di sempre più emittenti televisive e che gli potrebbero assicurare un controllo, sempre più stringente, sui fatti e le notizie.

E’ scientificamente provato, infatti, che l’utente televisivo medio risulta essere particolarmente influenzabile da questo mezzo di comunicazione di massa, al punto da considerare reale solo ciò che viene comunicato attraverso il piccolo schermo.

sun-murdoch-2-interna-nuova

Forte di un team di esperti e dotato di spregiudicata lungimiranza, Murdoch che ha compreso già molti anni addietro che, la televisione, è il principale mezzo da sfruttare per raggiungere i propri fini, continua ad essere inarrestabile e ad acquisire e inglobare caterve di emittenti televisive in tutto il mondo.

Un “piano”, questo, che per quanto poco poco velato, lo ha reso un potente imperatore contemporaneo, facendogli guadagnare una “reputazione” tale che, per molti statunitensi, nonostante il recente scandalo intercettazioni, il brand e la figura di Murdoch restano associati all’emblema del perfetto self made man, colui che si è fatto da solo e che, a testa bassa, senza guardare in faccia nessuno, cavalca solitario alla conquista del potere. 

[responsivevoice_button voice=”Italian Female” buttontext=”Ascolta questo post”]

Copyright foto:

www.ilfattoquotidiano.it

tvtropes.org

www.theguardian.com

 

Valentina Nesi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...