CULTURA

NON È LA RAI: CURIOSITÀ SUL PROGRAMMA CULT DELLA TV ANNI ’90

« Ma com’è bello qui, ma com’è grande qui, ci piace troppo ma… Non è la Rai! »

( Prima sigla del programma)

Il 9 settembre del 1991 veniva trasmesso, per la prima volta, uno dei programmi cult della storia della televisione italiana: Non è la Rai.

Il programma ideato da Gianni Boncompagni  e Irene Ghergo andava in onda in diretta studio 1 del Centro Safa Palatino di  Roma. Di genere intrattenimento, era caratterizzato da balletti, giochi televisivi, canzoni, tutto eseguito da un gruppo di ragazze adolescenti, vere protagoniste del programma.

Quattro furono l’edizioni: la prima condotta da Enrica Bonaccorti, la seconda da Paolo Bonolis e le ultime due stagioni dall’ ancora adolescente Ambra Angiolini, divenuta icona della tv degli anni ’90.

arbore-e-boncompagniGianni Boncompagni aveva lavorato con Renzo Arbore, precedentemente, in una trasmissione radiofonica chiamata Alto Gradimento, dove, una delle canzoni era ‘’ No, non è la Bbc’’. Proprio da quest’ultima l’ideatore si ispirò per la prima sigla del programma ‘’ Non è la Rai’’.

Fu la prima trasmissione di intrattenimento a frequenza quotidiana che ha lanciato personaggi importanti del mondo del teatro, della musica, del cinema e della televisione. Dal punto di vista scenografico il programma era stato strutturato in modo da riprodurre le quattro stagioni, una per ogni lato dello studio.

Numerosissime furono i cambiamenti apportati al programma: mentre all’inizio doveva essere un varietà destinato alle casalinghe, complice, probabilmente,  la presenza di un centinaio di ninfette, il target della trasmissione si spostò gradualmente verso un pubblico più giovane.

La seconda edizione venne condotta da Paolo Bonolis che, non trovò il benestare di Boncompagni. Pare che la conduzione del varietà fosse stata affidata a lui solo per ragioni di contratto Mediaset, motivo per il quale le edizioni successive furono affidate ad un’ adolescente ( Ambra Angiolini) che incontrava di gran lunga le simpatie del Boncompagni. E cosi fu subito ‘’cult ‘’.

“Ricordo solo che da Mediaset all’inizio mi ammollarono Bonolis che aveva già il contratto, ma io lo detestavo allora come lo detesto oggi. Non gli feci fare niente e dopo un anno misi Ambra al posto suo”.

Gianni Boncompagni

Per la prima volta nella storia della televisione italiana, la conduzione di un programma televisivo passò nelle mani di un giovane. Forse proprio la caratteristica di una stragrande presenza di ragazze fece in modo che Non è la Rai divenisse una pietra miliare della Tv.

Delle centinaia di ragazze che parteciparono al varietà solo una parte di esse riuscì a farsi notare. Tra queste troviamo: Claudia Gerini, Laura Freddi, Alessia Merz, Miriana Trevisan, Alessia Mancini, Nicole Grimaudo, Veronika Logan, Sabrina Impacciatore e molte altre.

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Tantissime furono le polemiche sulla conduzione della giovane Ambra Angiolini che si pensava fosse pilotata dallo stesso Boncompagni tramite un microfono e che ripetesse meccanicamente ogni cosa pronunciata da quest’ultimo. Ambra, all’epoca quindicenne, venne molto apprezzata dal regista, per la sua spigliatezza e capacità di rielaborare prontamente quello che le veniva dettato nel corso della diretta.

“Tutti credevano che io suggerissi le battute, invece le dicevo delle cose tremende, irriferibili, e lei doveva fare finta di nulla”.

Gianni Boncompagni

Le ultime due edizioni si caratterizzarono per il grande apprezzamento del pubblico ma anche per le numerose polemiche. Venne posto l’accento  sulla natura della trasmissione e i suoi contenuti, che coinvolsero anche movimenti femministi ai quali il programma rispose proponendo l’8 marzo 1994, Giornata Internazionale della Donna, una puntata in cui le protagoniste indossavano abiti da sposa.

Particolare scandalo fecero le dichiarazioni di Ambra (sempre sotto il suggerimento tramite auricolare del regista) durante le sue chiacchierate giornaliere con un diavoletto virtuale (che parlava solo a gesti) in pieno clima elettorale nella primavera del 1994, durante la quale affermò che, secondo il diavoletto, Satana fosse a favore di Achille Occhetto mentre il Padreterno era un sostenitore di Silvio Berlusconi.

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Polemiche o non polemiche, il successo di Non è la Rai fu straordinario. Lo dimostravano le ondate di fan che ogni giorno bloccavano le entrate principali dello studio di registrazione.

Alcuni di essi erano soliti riempire i muri delle strade antistanti il centro Palatino con messaggi indirizzati alle protagoniste del programma. Molte troupe di televisioni provenienti da tutto il mondo hanno fatto visita allo studio 1 del Centro Palatino di Roma, con lo scopo di studiarla e carpirne i segreti.

@copyright foto:

http://www.sorrisi.com/tv/news-e-anticipazioni/non-e-la-rai-day-una-maratona-di-16-ore-su-mediaset-extra/

http://www.socialradiolab.it/2014/11/10/fu-la-radio-il-primo-medium-che-disse-il-protagonista-sei-tu/

http://realityshow.blogosfere.it/post/716243/non-e-la-rai-ragazze-nomi-oggi-che-fine-hanno-fatto

https://noisey.vice.com/it/article/italian-folgorati-ambra-angiolini

 

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