ATTUALITÀ

REALITY SHOW CHE PASSIONE

 

Grande-Fratello-logo-620-586x330I reality show, in Italia, prendono piede ufficialmente nel 2000, con la messa in onda della prima, storica edizione Grande Fratello, format Endemol targato Mediaset.

Si è intuito sin da subito che si sarebbe trattato di un programma televisivo completamente diverso dagli altri, nonostante l’ingresso delle telecamere negli spazi di vita quotidiana delle persone non fosse un fenomeno totalmente nuovo.

 

Trasmissioni televisive come Stranamore o Carramba che sorpresa o talent-show come Amici, avevano già introdotto, negli anni 90, una spettacolarizzazione delle vicende della vita quotidiana delle persone.

Il Grande fratello, però, si proponeva di fare un qualcosa di più, voleva abolire lo spazio di mediazione a livello simbolico tra il telespettatore e lo schermo, immergendo lo spettatore in un set costruito e artificiale e spacciandolo per “vita vissuta”, ma palesemente costruito ad arte e ad uso e consumo dello spettacolo televisivo.

Ad un certo punto c’era chi viveva il quotidiano facendo tv e chi guardava la tv credendo di vedere la realtà quotidiana.

Da quel primo reality, in questi anni, ne sono stati trasmessi più di 100 e molti hanno avuto un grande successo.

L’elemento che attrae di più non è né l’ostentazione narcisistica dell’io messa in scena dai concorrenti, né tantomeno lo spettacolo mediatico in sé, ma  è piuttosto la possibilità di  spiare i meccanismi che stanno dietro i comportamenti e alle relazioni quotidiane.

Il-Diavolo-Zoppo di-A-R-Lesage-1939Rende chiara l’idea, del piacere che prova l’uomo nell’atto voyeuristico, un’operetta del 1707, scritta dal moralista francese Le Sage: Il Diavolo Zoppo che, a suo tempo, ebbe un grandissimo successo editoriale.

Il suo protagonista è un diavoletto, che una notte scoperchia i tetti di una Parigi spagnoleggiante, per mostrare ad un giovane studente ciò che accade nel mondo: “Così dicendo non fece altro che tendere il braccio destro, e immediatamente tutti i tetti scomparvero. Allora lo studente vide l’interno delle case come fosse mezzogiorno, allo stesso modo in cui col sollevare la crosta vediamo l’interno di un pasticcio”.

Verranno così mostrati i vizi privati nascosti dietro le pubbliche virtù, tutto ciò che le mura domestiche tendono a nascondere.

Questo poema, risulta essere a tutti gli effetti la descrizione di un odierno reality show.

 

 

baustelle-camouflage-prima-e-dopo_html_m5067831dLo stare dietro il “buco della serratura”, spiando e giudicando senza essere visti è uno dei “piaceri” che l’uomo si è sempre concesso.

Sin dai tempi dei salotti parigini, arrivando ai giorni nostri, l’idea di poter vedere ciò che altrimenti sarebbe solo visibile agli occhi di un’ entità superiore, è sempre stato un qualcosa di molto attraente.

Una sorta di delirio di onnipotenza.

In questo meccanismo perverso c’è una componente di sadismo da parte degli spettatori e di masochismo dei protagonisti.

Non è da sottovalutare neanche una sorta di identificazione con i protagonisti dei reality che, di conseguenza, ha portato al successo di questi format.

Siamo coscienti che i protagonisti dello show non sono veri come vogliono farci credere, ma questo non ci impedisce di identificarci con loro, che sono la manifestazione dei nostri peggiori istinti e delle nostre debolezze messe in scena in una falsa realtà che ci fa sentire meno soli e meno “colpevoli”.

 

 

 

 

 

 

Copyright foto:

http://www.gardapost.it/2015/03/24/reality-show-tedesco-cerca-casa-sul-garda/

http://picclick.it/U3-24-Lesage-Ar-Il-Diavolo-Zoppo-121683323159.html

https://cammuffexpo2015.wordpress.com/

 

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