STORIA DELLA TELEVISIONE ITALIANA

Sessantadue anni fa nasceva la televisione italiana.

Era il 3 gennaio 1954 quando andò in onda la prima trasmissione televisiva della Rai, ma di questo storico evento,  non si hanno filmati originali e ciò che sappiamo è che si trattò di una telecronaca diretta.

Dieci anni più tardi, Ugo Zatterin, cronista e figura storica del giornalismo Rai, fece recitare il palinsesto di quel fatidico giorno alla conduttrice televisiva Flavia Colombo della sede TV di Milano:

‘’ La Rai, Radio Televisione Italiana inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive. Le maggiori trasmissioni dell’odierno programma sono: ore 11.00…’’

Cosi, senza neanche accorgersene, milioni di italiani si ritrovarono ad ospitare ‘’la magica scatola’’ che avrebbe portato il mondo nei salotti delle proprie case e avrebbe cambiato la storia.

Al principio vi era un solo canale, trasmissioni di poche ore e due colori: il bianco e il nero.

Quindicimila apparecchi si accesero quasi simultaneamente, sbalordendo intere famiglia, gruppi di amici, vicini di casa o semplici conoscenti, tutti pronti ad accogliere il mondo tra le quattro mura di un salotto.

Ebbene, da quel 3 gennaio 1954 divenne prassi comune riunirsi davanti alla tv.

Infatti, la televisione era considerato un apparecchio di lusso il cui costo oscillava tra 160.000 lire e 1 milione e 300.000 lire, in un Paese in cui il reddito medio pro capite annuo era di 258.000  lire. Per non parlare del canone: l’abbonamento fu fissato a 12.550 lire ed era il più alto di tutta Europa.

All’epoca la televisione era di proprietà esclusivamente governativa, con lo scopo di informare, educare ed intrattenere.

Incominciarono a nascere programmi pedagogico-educativi come ‘’Non è mai troppo tardi. Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta’’ curata da Oreste Gasperini, Alberto Manzi e Carlo Piantoni, mandato in onda dalla Rai, dal lunedì al venerdì negli anni ’60, con il sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione.  Lo scopo del programma era quello di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che non avevano ancora imparato a farlo, pur avendo superato l’età scolare. Delle vere e proprie lezioni ‘’multimediali’’ con filmati, supporti audio, dimostrazioni pratiche, tutto diretto dal maestro Manzi.

Verso la fine degli anni ’60, la televisione non fu più monopolio esclusivo del governo.  Incominciarono ad esserci reti televisive straniere in lingua italiana come Telemontecarlo che trasmetteva dal Principato di Monaco, la TSI per gli italofoni del Canton Ticino e Koper Capodistria dedicata ad una piccola comunità d’italiani che vivevano in una zona al confine con la Jugoslavia. Poi fu l’avvento della Tv via cavo a livello locale, cosi la trasmissione terrestre rimase di monopolio della Rai ma con la presenza di quelle via cavo, grazie alla sentenza n.225 del 1974 della Corte Costituzionale che autorizzò le trasmissioni alle reti private.

Eventi impensabili ormai potevano esser visionati dagli occhi di milioni d’italiani increduli. Chissà quali sensazioni provarono i nostri nonni durante la diretta delle immagini del primo uomo sulla luna.

Molti altri furono gli eventi storici visionati ‘’in diretta’’ prima di giungere all’avvento dell’intrattenimento televisivo, ovvero, dei talkshow.

Considerato il re dei quiz,  il padre della televisione italiana, fu Mike Bongiorno, il personaggio con la più lunga carriera televisiva a livello mondiale.  Fu proprio lui a condurre il primo e più famoso quiz della Rai ‘’ Lascia o Raddoppia? ‘’ versione italiana del format francese Quitte ou double?, a sua volta derivato dal game show statunitense The $64,000 Question. Andò in onda a partire dal 26 novembre 1955  dallo Studio 3 della Fiera di Milano. Fu proprio tale quiz ad inserire la figura della valletta televisiva. dapprima Maria Giovannini, poi “cacciata” per le troppe papere, poi Edy Campagnoli, che divenne una delle beniamine del grande pubblico.

Ma come nacquero le pubblicità? È impossibile non citare lo storico Carosello,  un programma televisivo italiano andato in onda sul Programma Nazionale e poi sulla Rete 1 della Rai dal 3 febbraio 1957 al 1º gennaio 1977. Era caratterizzato da brevi filmati che potremmo definire sketch comici e dal tratto leggero, seguiti da messaggi pubblicitari.

Mentre al principio,  la televisione poteva essere un mezzo per ‘’riunire’’, una sorta di condivisione per le persone che, spinti dall’ impossibilità economica dovevano andare dal vicino, al bar, da un amico o un parente per poter giovare del potere dell’intrattenimento televisivo, oggi, invece, a distanza di ben 62 anni, avviene l’esatto opposto. Sempre più spesso ci si ‘’rintana’’ nel proprio salotto in totale solitudine, isolandoci dal mondo ‘’reale’’ e sfiorando, a volte, la teledipendenza.  Che dire, più di mezzo secolo di storia e progresso tecnologico che fa da contraltare al regresso sociale. Lascia o raddoppia?

copyright: foto copertina ( instagram @sweetcelestina90 )

 

 

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