Sebastião Salgado e ” Il sale della Terra”

Chi sia Sebastião Salgado non è facile da definire. Potremmo iniziare con il dire, utilizzando le sue stesse parole, che è un fotografo ma uno di quelli che ‘’disegna con la luce’’.

« Un fotografo è letteralmente qualcuno che disegna con la luce. Un uomo che descrive e ridisegna il mondo con luci e ombre. »

Sebastião  Salgado

Nato a Aimorés l’8 febbraio del 1944, Salgado  è un fotografo brasiliano, considerato il più grande dei nostri tempi. Una volta terminati gli studi da economista decide di partire per una missione in Africa. È proprio dopo quest’esperienza che si appassiona alla fotografia. Inizia una serie di reportage in giro per il mondo, il primo viene realizzato nel 1973 in una fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana, il Sahel, fortemente incentrato sulla siccità e sulle condizioni di vita degli immigranti in Europa. Le sue opere nascono da tematiche scottanti come la povertà, gli effetti distruttivi dell’economia di mercato in Paesi in via di sviluppo e sull’umanità .

I suoi progetti fotografici sono stati esposti in molte mostre e pubblicati in numerosi libri, tra cui Other Americas (1986), Sahel: L’Homme en détresse (1986), Workers (1993), Terra (1997), Migrations (2000), Children (2000), Africa (2007) Exodus , Genesi (2013)  Genesis  (2013, versione in inglese) Genesis  (2013, limited edition) Kuwait .

Dopo aver viaggiato in lungo e largo per il mondo, dopo aver ‘’catturato’’ nelle sue fotografie la fragilità umana e quel binomio inscindibile fatto di luci ed ombre che lega l’uomo e la natura, dà vita al film documentario ‘’Il sale della Terra’’.

Il Sale della Terra ( The Salt of the Earth ) è un documentario del 2014 diretto da Wim Wenders e da  Juliano Ribeiro Salgado, suo figlio. È un film sulla vita del fotografo e del suo viaggio planetario alla scoperta dell’umanità e degli angoli del pianeta non ancora contaminati dalla modernità ( Genesis).

Descrive il mondo attraverso l’obbiettivo del suo rullino fotografico, e lo fa sempre in bianco e nero:

‘’ Quando sono arrivato sul ciglio di quest’immenso buco, mi si è aperta davanti, in una frazione di secondo la storia dell’umanità, la storia della costruzione delle piramidi, la torre di Babele, le miniere di Re Salomone.

‘‘ Siamo animali feroci, siamo animali molto terribili noi umani. La nostra è una storia di guerre, una storia senza fine, una storia folle’’

Wim Wenders racconta nel film :

‘’ Non immaginavo che stavo per scoprire molto più di un semplice fotografo. Una cosa l’avevo già capita di questo Sebastião Salgado. Gli importava davvero della gente. Dopo tutto la gente è il sale della terra.’’

Il 16 gennaio 2015, dopo esser stato inserito nella shortlist dei film candidati all’Oscar per il miglior film documentario, viene ufficialmente candidato.

Numerosissimi sono stati  i giornali nazionali e internazionali ad averne parlato:

La rivista francese Le Figaro lo definisce superbo, un film di dimensioni leggendarie;  il quotidiano Libero   commovente fino alle lacrime ; L’Unità un colpo al cuore e alla coscienza  ed il Corriere della Sera lo descrive come un film di lancinante bellezza .

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Copyright foto copertina:

http://www.studiopopcorn.it/ti-presento-sebastiao-salgado/

 

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