ATTUALITÀ

PEDIOFOBIA: CHI HA PAURA DELLE BAMBOLE?

Vi è mai capitato, da bambini, di amare alla follia una bambola e di portarla insieme ovunque, nel letto, in cucina, in bagno? E vi è mai capitato di passare ad odiare improvvisamente quella stessa bambola, piangere di fronte ad essa e nasconderla alla vista?

Se la risposta è sì, la diagnosi è di pediofobia.

Sottospecie della automatonofobia, ossia la paura di automi, robot e statue, la pediofobia è la paura irrazionale di bambole e pupazzi: si tratta di un disturbo piuttosto comune nei bambini che si può protrarre nell’età adulta, trasformandosi in fobia o paranoia.

Alla base di questa paura i ricercatori individuano principalmente due tipi di cause.

Alcuni studiosi sostengono che, soprattutto nel caso dei bambini, essa sia dovuta alla visione dei beniamini della tv in dimensione reale. Trovarsi di fronte a TopolinoPaperino o un  Teletubbies delle stesse proporzioni dei genitori può spaventare il bambino che percepisce gli idoli dei cartoni animati come un nemico e un pericolo.

topolinoUn altro gruppo di studiosi, tra cui figura lo psicologo Frank McAndrew, sostiene invece che la pediofobia abbia a che fare con la nostra eredità ancestrale: la paura era un segnale utile all’uomo per individuare una minaccia e indurlo a scappare. In questo caso, la pediofobia sarebbe una traccia, un retaggio di questa eredità: la fissità dello sguardo, la rigidità dei movimenti unita all’aspetto umano delle bambole e dei pupazzi vengono percepiti dall’individuo come “ambigui” e innaturali, dunque come un pericolo.

 

Nei soggetti più giovani, spesso la paura delle bambole si attenua con il tempo fino a svanire autonomamente, in quanto legata all’immaturità del bambino che, crescendo, comprende l’infondatezza della sua paura. In questi casi, dunque, non è necessario allarmarsi e forzare il bambino a giocare con determinate bambole, ma lasciare che essa scompaia da sola.

Se, invece, si protrae durante l’età adulta trasformandosi in vera e propria paranoia, non c’è da temere: esistono alcuni rimedi come la meditazione, l’ipnosi o tra, i più efficaci, la terapia comportamentale cognitiva, che sottopone il paziente gradatamente alla presenza di alcune bambole e pupazzi, da quelli considerati più innocui fino ad arrivare alla così detta bambola “regina”, che provoca più paura nell’individuo in cura. Il paziente è considerato guarito quando riesce a portare a casa la bambola più temuta.

Come molte fobie umane, la paura delle bambole è stata ampiamente sfruttata dall’industria cinematografica: non si contano i film che hanno come protagonisti pupazzi e bambole dall’aspetto inquietante, da “Chucky, la bambola assassina” di Tom Holland, a “Puppet Muster” di David Schmoeller, senza dimenticare la bambola di “Profondo Rosso” di Dario Argento, ormai icone del cinema horror che ancora oggi ci fanno tremare di paura. E non provate a negarlo!

Sara Di Leo

Copyright foto copertina:

http://altairlopes.blogspot.it/2014_02_01_archive.html

 

 

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