Sport 776

I 9 NON PASSANO MAI DI MODA

Tra i tanti ruoli che popolano la mitologia del calcio, ammantandosi di leggenda, quello dei numeri nove, ovvero delle punte di peso dai gol pesanti e dal killer istinct spiccato, è sicuramente quello che affascina di più la mente e la passione del tifoso. Al nove, che si tratti di prima punta o seconda punta o del cosiddetto “finto nueve”, si legano imprescindibilmente le ansie e le speranze dei tifosi, sempre in attesa del guizzo e del colpo che condanni il portiere a raccogliere il pallone dal fondo della rete e consegni quel giocatore, all’abbraccio dell’esultanza del pubblico.
Di grandi storie e grandi nove è pieno il nostro calcio che, sin da quando ha cominciato a divenire vero e proprio sport mediatico e di massa, ha sempre costruito le passioni e gli affetti dei tifosi attorno alle personalità carismatiche dei grandi bomber. E sebbene il nove non abbia la stessa aura di magia e genio che contraddistingue un altro ruolo largamente presente nell’immaginario collettivo, quello del numero “dieci” giocatore dal paradigma tecnico ed elegante, esso ha da sempre colpito la mente del tifoso per il carisma e la potenza. Infondo, se il dieci inventa e pennella calcio ad ogni suo tocco, è pur sempre il “nove” che in modo a volte elegante, altre volte meno trasforma quei palloni in gol consentendo alla propria squadra di vincere le partite, spesso anche le più dure.
Ma se la storia del calcio, in particolare quello italiano, è piena di grandi attaccanti che hanno segnato epoche e destini dei rispettivi club di appartenenza, da qualche anno a questa parte si era segnalata in modo abbastanza evidente, una flessione proprio delle punte di ruolo. Molti sono i motivi che hanno portato ad una certa flessione delle gesta degli attaccanti a cominciare dal calcio stesso, profondamente mutato sotto gli influssi di un gioco sempre più orientato al giro del pallone spesso finalizzato non necessariamente a cercare la punta per metterla in condizione di segnare. Inoltre, per effetto di un gioco profondamente modificato tatticamente, all’attaccante è stato sempre più richiesto di ritornare a dare aiuto quando il pallone è in possesso degli avversari con conseguentemente aggravio fisico e allontanamento progressivo dalla porta avversaria. Ed i numeri, che quasi sempre non mentono, acclarano per gli anni passati una situazione non rosea per i nostri attacchi: a parte il fenomeno Gonzalo Higuain, in grado con i suoi 36 gol di annientare il record di Angelillo che resisteva sin dai tempi del calcio in bianco e nero, tutti gli altri hanno brillato ma senza eccedere troppo. Dietro Higuain, infatti, solo tre giocatori ( Dybala, Bacca, Icardi) hanno superato i 15 gol (cifra abbastanza bassa se considerati i precedenti storici) e tutti sono attaccanti profondamente lontani dal classico paradigma del numero nove, alto potente e difficile da arrestare.
Segno anche questo dei tempi moderni che portano le squadre, per via del gioco sempre più veloce e fluido, degli attaccanti in grado di essere molto tecnici e veloci più che potenti in senso stretto.
Tuttavia, nonostante negli scorsi anni gli attaccanti specie quelli più importanti non abbiano brillato per proficuità, la stagione appena cominciata sembra presentarsi di segno opposto, atteso che in queste prime giornate di campionato sono state proprio le punte a timbrare il cartellino con assidura regolarità. Ad oggi, guidano la classifica dei marcatori i due trascinatori di Inter e Juventus, Mauro Icardi e Gonzalo Higuain con sei gol ciascuno: ma dietro di loro, a scalpitare e segnare, ci sono nomi di tutto rispetto pronti ad infiammare l’animo dei relativi tifosi; dal colombiano Carlos Bacca che dopo l’ottimo esordio italiano dello scorso anno cerca la conferma in un Milan profondamente rinnovato, al redivivo Edin Dzeko che dopo la scorsa stagione abbastanza negativa ha cominciato il campionato in corso con 4 gol proprio come il polacco Milik, centravanti del Napoli arrivato per sostituire Higuain e subito andato a segno con ottima regolarità. E poi ancora i giovani Belotti, Verdi e Destro, gli eterni Marco Borriello, Marco Sau e Ciro Immobile.
Insomma, stando alle premesse poste in queste prime giornate, i gol quest’anno non dovrebbero mancare ed anzi, con buona probabilità, saranno proprio gli attaccanti a fare la differenza nel bottino di punti guadagnati dai rispettivi club.
Le difese, sono dunque avvisate. Al ballo dei numeri 9, gli invitati già scalpitano e si preannuncia una sinfonia ricca di gol e colpi da far innamorare i cuori dei milioni di tifosi che attorno alle gesta dei grandi attaccanti hanno costruito e continuano a costruire ancora la loro passione.

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