CULTURA

BAMBOLE RUSSE

Bambole russe, è il sequel dello scanzonatissimo e divertente film L’appartamento Spagnolo, una pellicola che ha divertito un’intera generazione, raccontando la vita degli studenti Erasmus, gli amori che sfociano in travolgenti passioni ed ha affrontato tutte quelle tematiche che coinvolgono i ragazzi che sono solo ad un passo dal diventare adulti.

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Xavier

Protagonista del film è Xavier, giunto ormai alla soglia dei trent’ anni pieno di perplessità, come tutti gli altri personaggi del film.

Xavier ha una vita amorosa burrascosa, passa da una storiella all’altra e non riesce a staccarsi, in maniera definitiva, dalla sua ex Martin (la meravigliosa Audrey Tautou ndr), che  dopo essere diventata madre di Luca continua a cercarlo nonostante lui non voglia più saperne.

Lo ritroviamo a fare lo scrittore, ma non proprio nel modo in cui sognava.

Per sbarcare il lunario, infatti, si barcamena tra lavori di ghost writer, sceneggiatore tv e romanziere.

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Xavier e Wendy

E proprio per lavoro, come per magia, incontra una sua vecchia amica dei tempi dell’Erasmus in Spagna: Wendy.

Si coglie l’occasione di una rimpatriata tra vecchi amici quando William, il giovane inglese fratello di Wendy, decide di sposarsi con Natasha e invita tutto lo “storico” gruppo a San Pietroburgo, per il suo matrimonio.

È proprio durante questa occasione che Xavier si avvicina in maniera definitiva a Wendy, cominciando con lei una relazione seria.

Con “Bambole russe” , Cédric Klapisch si conferma come regista abilissimo di commedia, però la storia risulta un po’ troppo lunga e dispersiva.

Durante il film fanno capolino storie e personaggi secondari, che fanno perdere il filo del discorso, allungando il brodo.

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Cédric Kaplish

Sembra quasi che il regista voglia raccontare “tutto” mancando, a più riprese, il vero punto del discorso: la storia d’amore.

Il montaggio è pieno di flashback, flash-forward e stacchi bruschi, poco lucidi e che possono infastidire.

Ricordando molto le commedie alla Muccino, l’intento di Klapish è quello di dare continuità ai contenuti del film precedente, cambiando i toni e fotografando i tempi della maturità dei personaggi.

Il cast degli attori è invariato e risulta brillante e convincente. Su tutti, svetta Romain Duris (Xavier), che è l’attore feticcio di Klapish.

Il finale è un po’ troppo semplicistico, tutto sembra sistemarsi da solo, ma almeno si farà luce sul perché del nome “bambole russe”.

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