CULTURA

IL FASCINO DELLE BAMBOLE VOODOO TRA MITO E LEGGENDA

La bambola può essere considerata il giocattolo più antico della storia: scavi archeologici e ritrovamenti nelle tombe dimostrano che le antenate delle bambole hanno radici assai datate, risalenti addirittura al periodo della civiltà egizia.

Nel corso dei secoli diverse tipologie di bambole hanno accompagnato la crescita delle varie generazioni di bambine, spesso legate alle tradizioni e alle usanze dei singoli territori: si pensi alle bambole in porcellana del XIX secolo, oppure alle bambole in legno prodotte nell’800 in Val Gardena.

Tra le leggende e le credenze del popolo d’Africa ha sempre destato curiosità la bambola voodoo, oggetto della tradizione religiosa e spirituale delle tribù afroamericane e raccontata in narrazioni, film e fumetti di tutto il mondo.

La bambola voodoo affonda le radici nella diaspora africana e trova una sua attuale collocazione nel voodoo di Haiti e New Orleans: a dispetto dell’immaginario comune, questa bambolina in pezza nasce come strumento per arrecare benefici ad una persona, essendo spesso la raffigurazione del soggetto verso cui si vuole indirizzare sicurezza, protezione, salute, felicità.

Vi sono varie tipologie di bambole voodoo: oltre alla classica costruzione in pezza, infatti, è possibile utilizzare materiali molto semplici come cotone, erbe, pezzi di legno riccamente decorati. Nella tradizione afroamericana, queste bamboline  rappresentano o la divinità che si intende invocare o il personaggio che si vuole colpire nel bene e nel male.

La costruzione della bambola segue un percorso ben preciso: il rito, infatti, si è adattato all’evoluzione tecnologica per cui è possibile utilizzare anche una fotografia della persona da rappresentare, da cucire sulla stoffa con un contestuale riempimento della bambola. Oltre che con la fotografia, la bambola può essere costruita con oggetti personali più disparati, potendosi utilizzare o una ciocca di capelli o un capo d’abbigliamento dell’individuo che si intende rappresentare. Una volta terminata, è necessario purificare la bambola con acqua salata, oppure con incenso o sotterrarla per qualche tempo nella terra, affidando a madre natura e all’universo il compito di renderla pura e vergine e di allontanare le energie negative.

Alla figura di queste bamboline si legano anche gli spilli, che, a seconda del colore, intendono creare benefici specifici alla persona: uno spillo blu infilato sul cuore intende far innamorare l’individuo, il verde assicura il denaro, lo spillo rosso il potere.

Nel caso in cui si volessero provocare effetti negativi, invece, basta utilizzare uno spillo generico, una fune, o acqua. Non esiste un rito unico circa l’utilizzo della bambola voodoo in quanto gli usi cambiano di tribù in tribù: di solito, l’officiante provvede a purificare se stesso e l’ambiente in cui avverrà il rito.

Successivamente si invoca Papa Legba affinché apra le porte tra il regno umano e quello degli spiriti: una volta percepita la presenza di queste entità sovrannaturali, l’officiante provvede a simulare con la bambola quello che si vuole far accadere sulla persona e la bambola prende il nome dell’individuo che rappresenta.

Le bambole voodoo vengono usate per finalità più disparate e spesso assai simpatiche: maledire gli ex è ormai un obiettivo diffuso da parte delle fidanzate tradite che, soprattutto nella giornata di San Valentino, escogitano tentativi di malefici a danno della persona con cui hanno condiviso pagine importanti della loro vita.

Andrea Cignarale

 

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