ATTUALITÀ

C’erano una volta i giochi con le bambole

Da che mondo è mondo, i bambini giocano ed i giochi cui essi accedono sono inevitabilmente figli delle epoche storiche nelle quali essi crescono. E’ stato così per i nostri genitori, cresciuti con le bambole e le automobili alle volte anche improvvisate e prima di loro per i nostri nonni con giochi spesso ancora più improvvisati che lasciavano però molta inventiva alla fantasia. Sembra invece non essere così per la generazione che, all’alba del nuovo millennio, si affaccia ad un mondo che anche sotto il profilo ludico appare profondamente cambiato.
Intendiamoci, nessun allarme nè tantomeno declino del classico gioco per bambini che anzi ha trovato nuove vie per rivisitarsi e conservare le sue caratteristiche storiche. Ma viene da chiedersi quanto la modernità tecnologica, estesasi ormai anche al pubblico dei più piccoli ed ai loro giochi, possa minare un valore come quello del gioco, importante non solo dal punto di vista storico ma anche dal punto di vista educativo.

Può davvero il progresso tecnologico, magari mischiato alla stretta di una crisi che non sembra lasciare respiro alle famiglie, provocare la scomparsa di quei giochi che da decenni ormai orientano la crescita dei bambini? Il fenomeno, non ha distinzione di sesso e coinvolge tanto i maschietti quanto le femminucce dato che, sebbene da un lato i grandi classici del gioco si rinnovano e arrivano a nuova vita, dall’altro essi vengono ad essere sempre più sostituiti, nel percorso di crescita, da surrogati tecnologici e dispositivi con i quali i bambini prendono sempre più confidenza.

Dovremmo allora davvero dire addio alle bambole di pezza, alle barbie ed ai Big Jim ed alle auto di corsa collezionate con cura da migliaia di bambini? Probabilmente no, non bisogna essere così drastici. E sebbene il rischio che la modernità porti al tramonto i “giochi di una volta”, tale rischio può essere scongiurato da nuove forme di sinergia tra i valori della tradizione e quelli della modernità. Sempre più, infatti, le aziende tornano a produrre giocattoli tradizionali e ciò perche esse hanno compreso che, quegli stessi valori del gioco tradizionale, non rischiano di scomparire a causa della modernità ma anzi possono essere riletti e riscoperti proprio grazie alle grandi potenzialità della nostra epoca. Sulla base di questa intuizione Mattel (casa produttrice della famosissima Barbie), ad esempio, ha cominciato ad integrare il proprio giocattolo, che così tante generazioni di bambine ha fatto giocare, con un efficace e ludico uso del computer dapprima interfacciando le stesse bambole con il sito internet e con contenuti integrativi dello stesso gioco. E lo stesso vale anche per i maschietti che ormai sempre più, assieme alle loro macchinine, trovano dei codici e degli indirizzi intenernet per andare a visionare video e scaricare sul computer di casa contenuti collegati al proprio giocattolo.

E questo fenomeno di efficace sinergia tra la modernità ed il gioco tradizionale, riguarda anche la riscoperta di vecchie tipologie di gioco e materiali dal sapore antico. E’ quanto accade, ad esempio, nel settore del giocattolo artigianale, settore in piena crescita, in cui alla tradizione del gioco per bambini si uniscono un design dal gusto moderno ed una spiccata vena artistica per fare, di quei piccoli giocattoli per bambini, ben più che semplici oggetti di consumo e quasi dei piccoli capolavori. Libero spazio dunque al legno, materiale che ha accompagnato la crescita dei nostri nonni e dei nostri genitori, tornato prepotentemente di moda sopratutto per i bambini di più tenera età ma anche alla riscoperta delle marionette, che lasciano spazio alla manualità del bambino ed alla fantasia grazie alla spiccata libertà di movimento. Ma lo stesso ragionamento, coinvolge anche il settore del modellismo il quale, ben lungi dall’essere cosa per appassionati adulti, continua ad affascinare anche l’animo dei bambini: dai classici trenini ed automobili, fino alle auto da corsa con radiocomando e perchè no anche a piccoli droni che sempre più diventano oggetti di uso comune ed anche di gioco per bambini, fermarestando l’ovvia supervisione di un adulto nel loro utilizzo.
Insomma, se all’apparenza il giocattolo tradizionale sembra essere posto a rischio dall’incedere progressivo e veloce della modernità, ciò che si scorge all’orizzonte è una riscoperta dei valori del gioco tradizionale ed una loro rilettura in chiave moderna che, ben lungi dal causarne la scomparsa, può invece portare ad una loro più forte affermazione. Cosi che, i giochi dei padri e dei nonni, diventino anche i giochi dei figli nel solco di una tradizione che da decenni vede il gioco come il massimo spazioe della espressione della personalità del fanciullo e della sua più pura fantasia.

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