LE BAMBOLE ESPLOSIVE

E’ la nuova, tragica modalità messa in atto dall’Isis per sterminare i civili, in particolare modo i bambini: inserire dell’esplosivo nelle bambole con le quali i ragazzini “infedeli” giocano.

Sono state le forze di sicurezza irachene le prime a lanciare l’allarme dopo aver disinnescato nel 2015 circa 20 bambole esplosive, pronte a causare una vera e propria strage durante il passaggio degli sciiti iracheni intenti a festeggiare l’Arbaeen, la festività che si celebra ogni anno in ricordo di Husayn Ibn Ali, quello che per gli sciiti è il diretto discendente di Maometto.

Ed effettivamente, secondo le fonti di intelligence irachene, l’Isis si preparava a seminare una miriade di altre bambole della morte pronte a colpire contemporaneamente in tutto l’Iraq.

Infatti, l’idea di inserire dell’esplosivo in giocattoli all’apparenza innocui, consentirebbe al sedicente Stato Islamico di colpire i civili in modo più violento e atroce.

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Quanto successo nel 2015, però, non è un caso isolato.

Pare proprio che siano sempre più frequenti gli attentati organizzati seguendo questa modalità, utilizzando anche dei lembi di stoffa colorati per vestire queste bambole in modo da attirare la curiosità dei più piccoli.

Infatti, sempre secondo l’Isis, sarebbero i bambini “infedeli” l’ostacolo più grande per portare a compimento la realizzazione del grande sogno islamico, dato che questi, da grandi, potrebbero diventare nemici della fede e quindi osteggiare quelli che sono gli obiettivi che l’Isis si è prefisso.

Ed effettivamente, pare che la maggior parte delle vittime di questi giochi mortali sia da annoverare tra i più piccoli, che inconsapevoli del pericolo, si fiondano su quella che sembra essere una bambola dimenticata per strada.

A onor del vero, l’idea di utilizzare giocattoli esplosivi non è nuova, dato che pare risalire alla Seconda Guerra Mondiale. Infatti, sono tante le testimonianze di chi ha dichiarato di aver subito danni permanenti a causa di bambole, penne o addirittura libri contenenti al loro interno vere e proprie bombe.

Seguirono il Vietnam, la Bosnia, la Somalia e l’Etiopia, tutti conflitti nei quali l’oggetto ludico veniva trasformato in dispensatore di morte.

Anche nei Balcani, una delle modalità più utilizzate per camuffare gli ordigni, era quella di nasconderli all’interno di pupazzi o quaderni, mentre in Ucraina pare che queste vengano tutt’ora nascoste all’interno di coniglietti colorati o nelle confezioni dei biscotti, che in periodo bellico scarseggiano e dei quali i bambini sono molto ghiotti.

(120726) -- HERAT, July 26, 2012 () -- An Afghan disabled child exercises with the prosthetic legs at the Orthopedic Center of the International Committee of the Red Cross in Herat Province, Afghanistan, on July, 25 2012. The war-torn Afghanistan is one of the most mine-contaminated countries in the world. As a result, around 2,000 Afghans become disabled each year due to mine blasts and related incidents. (/Sardar) (ctt)
(120726) — HERAT, July 26, 2012 () — An Afghan disabled child exercises with the prosthetic legs at the Orthopedic Center of the International Committee of the Red Cross in Herat Province, Afghanistan, on July, 25 2012. The war-torn Afghanistan is one of the most mine-contaminated countries in the world. As a result, around 2,000 Afghans become disabled each year due to mine blasts and related incidents. (/Sardar) (ctt)

Sempre in Ucraina è stato il Primo ministro Yatsenyuk a denunciare, per primo, l’accaduto.

L’uomo, nel corso di una conferenza stampa ha spiegato che i maggiori ritrovamenti di giocattoli esplosivi sono stati fatti nel Donbass, centro nevralgico della guerra tra Kiev e i separatisti filorussi.

Il fondatore di Emergency, Gino Strada, nel suo libro dall’emblematico titolo: Pappagalli verdi, ha utilizzato proprio quest’analogia per raccontare un fenomeno che pare essere, ormai, dilagante.

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Il chirurgo, infatti, ha raccontato di come il “giocattolo” più adoperato dai militari sia un cilindro esplosivo con attaccate un paio di ali verdi e che lo rendono molto rassomigliante al volatile.

Questi “pappagalli”, una volta sganciati dagli aerei, si posano sui campi e sui cortili di civili ignari, causando morte e distruzione.

Ora, però, resta da capire chi siano i produttori di questi giocattoli mortali dato che fino al 1997 erano proprio gli italiani a vantare il primato di provetti assemblatori ludico-esplosivi.

Il ’97, poi, è stato anche l’anno nel quale, il trattato di Ottawa, firmato dalla maggior parte dei Paesi del globo, ha vietato l’uso e la produzione di mine antiuomo.

Questo accordo, però, è stato rifiutato da 36 nazioni, tra le quali Stati Uniti e Russia, potenze impegnate su vari fronti bellici.

Un modo crudele di fare guerre e che vede, soprattutto i bambini, vittime inconsapevoli dell’atrocità della guerra.

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Valentina Nesi

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