ATTUALITÀ

FOBIE E PAURE D’ITALIA

Streghe volanti, scheletri e zucche dall’aria inquietante: quando parliamo di Halloween, tradizionale festa di origine anglosassone coincidente con la nostra festività di Ognissanti, sono questi i simboli cui ci troviamo di fronte, vuoi per questioni di folklore e moda, vuoi per esorcizzare paure, fobie e timori.
Ed in tempi di crisi quali quelli che contraddistinguono questo inizio difficile d
i nuovo millennio, proprio il tema della paura diventa argomento che tiene banco, non soltanto di fronte alle atmosfere dell’orrore di Halloween, ma coinvolgendo sempre più anche la vita quotidiana dei cittadini.

La domanda dunque sorge spontanea: quali sono, in tempi di crisi e spasmodica ricerca della modernità, le paure più recondite degli italiani? E quali invece quelle più diffuse e sentite?
A ben guardare le molte indagini che sono state condotte su questo tema, si scoprono le caratteristiche di un popolo che, sebbene intimorito dalle paure tipiche del nostro tempo, resta saldamente ancorato anche a paure abbastanza tradizionali. E sebbene tra queste si insinuino paure grottesche ed a tratti particolarmente singolari, gli italiani dimostrano in linea di massima di confermarsi popolo superstizioso ed attento al rapporto con le paure. Ma procediamo con ordine.

Tra le paure che potremmo definire “politiche”, in quanto attinenti agli scottanti fatti di attualità della vita quotidiana, le più preponderanti sono quelle che gravitano attorno al tema della sicurezza. In tal senso, secondo un’indagine condotta dall’Istituto di ricerca e mercato Sondea, spicca al primo posto della classifica la paura di essere derubati in casa propria: ben il 77,5% degli italiani intervistati ha evidenziato questa paura, ovvero 3 italiani su 4. Ma attorno alla casa, luogo sacro dell’intimità familiare e da sempre di altissimo valore non soltanto economico per gli italiani, gravitano anche moltissime altre paure affini al tema della sicurezza: sempre per lo stesso campione di italiani intervistati seguono, nella “hit parade della paure”, la distruzione dell’abitazione (48,23%), il furto di oggetti personali o ricordi (47,71%), l’occupazione della casa (33,10%), l’invasione degli spazi personali (19,74%), il furto di denaro (12,81%) o di oggetti materiali (10,61%).
Allargando invece il raggio d’indagine e passando dalla sfera familiare alla sfera pubblica delle vite degli italiani, le paure che emergono sono invece quelle classiche del nostro tempo, abbastanza in linea con i preoccupanti avvenimenti europei ed internazionali. Tra queste, che quanto alla percezione del fenomeno tracimano il calore privato delle abitazioni per riversarsi nei luoghi fulcro di vita delle nostre città, spiccano, secondo un’altra ricerca condotta dall’istituto ISPI e RaiNews, la paura del terrorismo internazionale e di attacchi alla nostra vita quotidiana, la paura degli effetti della crisi economica nonchè la paura degli effetti dei numerosi fenomeni migratori che stanno caratterizzando la nostra epoca.

Passado invece a considerare le paure dei singoli individui, le preoccupazioni e le ansie del nostro tempo, fanno emergere fobie di vario genere che si mostrano diverse da persona a persona ed in alcuni casi alquanto singolari. Ritornano così, quelle che da sempre sono le fobie più diffuse: dai serpenti ai ragni, dall’altitudine alla paura degli spazi chiusi fino a giungere, tra le altre, alle paure che riguardano il nostro rapporto con i device tecnologici ed i social network.

Tra queste ultime la più singolare, pienamente in linea coi tempi dell’epoca tecnologica iperconnessa, è quella rilevata da un sondaggio, effettuato dal sito lastminute.com, secondo il quale la paura più diffusa del nostro tempo sarebbe la paura di rimanere esclusi da ciò che accade sui social: tecnicamente si chiama FOMO, il cui acronimo sta per “Fear of missing our”, ed indica la paura di rimanere disconnessi dal mondo virtuale, vuoi per via di guasti e problemi al proprio smartphone, vuoi invece per l’assenza di possibilità di connettersi.

Qualsiasi sia il tipo di paura o il campione considerato dalle varie indagini sul tema dunque, resta il fatto, che gli italiani si confermano per distacco popolo più superstizioso d’europa: basti pensare che circa l’80% degli italiani si dichiara affetto da fobie e paure o più semplicemente superstizioso, precedendo in classifica gli spagnoli ed i francesi con il 63%, gli inglesi con il 59% ed infine i tedeschi, i quali, si dichiarano affetti da fobie e paure solo per il 36%.

Probabilmente, nella valutazione del rapporto con le nostre paure e nella costruzione di piccoli grandi riti scaramantici, gioca un ruolo fondamentale il sangue caldo tipico delle regioni meridionali dell’europa e dei retaggi, in parte risalenti anche all’epoca dell’antica Roma, che hanno trascinato attraverso le epoche storiche tutta una serie di credenze e scaramanzie le quali ci hanno consegnato il primato di popolo più scaramantico d’europa.
Comunque stiano le cose e qualsiasi sia l’origine di questo tratto caratterizzante la nostra cultura, resta abbastanza certo che il rapporto con la paura, inteso come insieme di piccole e grandi paure, continua e continuerà sempre a far parte della vita degli individui come componente essenziale del rapporto col mondo che viviamo. E che si tratti di ragni o altre fobie, di grandi paure o semplici disagi, noi continueremo ad esorcizzarle nei modi più vari affinché esse non prendano mai il sopravvento.
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