ATTUALITÀ

VIAGGIARE FA PAURA: PARTIRE SFIDANDO IL TERRORISMO

Ultimamente, in virtù dei gravissimi fatti di cronaca internazionale accaduti, tra le variabili da prendere in considerazione, per l’organizzazione di un viaggio, se n’è aggiunta inevitabilmente una, dalla quale sembra che difficilmente il “globetrotter” di turno riesca a prescindere.

Stiamo parlando del fattore terrorismo, che condiziona non poco la scelta delle mete di viaggio ridisegnando, così, la mappa del turismo, non solo nella zona del Mediterraneo ma anche a livello globale.

 

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Egitto

L’effetto degli attentati sull’industria turistica sono stati evidentissimi e in alcuni casi devastanti, come nel caso dell’Egitto, che ha visto crollare gli arrivi internazionali del 35%, registrando un -51% dall’Italia.

Altri Paesi colpiti dal calo turistico sono stati anche la Turchia, la Tunisia, la Grecia e la Francia.

A trarne vantaggio sono stati, invece, Paesi come la Spagna, Cipro, la Croazia e l’Italia.

Il terrorismo ha generato timori e cautele tra i viaggiatori, ma di certo non ha portato alla rinuncia totale del viaggiare.

Il presidente del colosso americano Iac, Barry Diller, dopo l’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle, disse: “Finchè c’è vita, c’è turismo” e come dargli torto?

 

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Giappone

Chi può permetterselo tende, ormai, a raggiungere mete meno legate alle zone colpite dal terrorismo, quali il Giappone, l’Australia o la Thailandia.

La maggior parte degli italiani, invece, pare prediliga rimanere in “casa”.

Uno studio condotto dal World Travel and Tourism Council, però, sottolinea il fatto che la perdita di turisti, dopo eventi terroristici, non risulta essere irreversibile in maniera drammatica.

Dopo un declino iniziale, infatti, pare che il recupero sia molto veloce ( di circa 13 mesi), rispetto, ad esempio, ad un calo del turismo dovuto a disastri ambientali o epidemie.

Haiti, infatti, dopo il terremoto del 2010, ha avuto bisogno di ben 22 mesi per rimettersi in pista, a differenza di Londra che, dopo l’attentato del 2005, ha ripristinato le solite presenze nel giro di una settimana.

È fondamentale diffondere il concetto che, il far vincere la paura è esattamente l’obiettivo dei terroristi, i quali puntano non soltanto ai luoghi turistici ma anche ai comuni luoghi di aggregazione quotidiana. Non è “il viaggio” o “lo spostamento” il loro obiettivo, ma la folla.

Limitare, dunque, gli spostamenti non eviterà i pericoli inflitti dal terrorismo, anche perché da esso non esistono aree immuni, la minaccia non è più lontana ma può trovarsi ad un passo a noi, mossa da concittadini occidentali o “occidentalizzati”.

Tutto questo, dunque, non porterà ad una rinuncia definitiva del turismo ma sicuramente porterà a cambiamenti riguardo alla ricerca di informazioni sulla sicurezza delle mete dei viaggi che si vorrà programmare e ad eventuali e repentini cambiamenti nelle regole di circolazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copyright foto:

http://www.travelweekly.com/Travel-News/Government/Travel-beyond-boundaries

http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/16_aprile_05/egitto-desolazione-sharm-el-sheikh-paradiso-turisti-deserto-ae67228c-fb08-11e5-be4b-a5166aa85502.shtml

http://www.giosalturviaggi.it/blog-giosaltur/giappone-paese-sempre-piu-richiesto.html

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